martedì 26 settembre 2017

NUOVA LEGGE ELETTORALE, NUOVA MINACCIA D'INDIPENDENZA!






Ci risiamo! Si parla di nuovo di legge elettorale e a qualcuno torna il mal di pancia. 

Bentrovati cari amiche e cari amici Informati. Settimana piuttosto interessante quella appena trascorsa. Dopo l'interrogazione parlamentare a cura del sen. Endrizzi (M5S) sulla ormai ben nota questione delle pagelle e delle cartelle cliniche in tedesco, anche il Fatto Quotidiano pubblica un articolo a supporto del post di qualche giorno fa "Vietato parlare italiano, anche in Italia".



L'Informazione che vorrei portare alla vostra attenzione è che in questi giorni un PD in piena ansia da prestazione, cerca per l'ennesima volta di mettere una toppa alla legge elettorale migliore del mondo: l'Italicum. Viene presentata alla Camera la nuova proposta di legge denominata Rosatellum Bis, l'ennesimo aborto partorito da menti carenti di materia grigia. 


Ma i primi in assoluto che hanno bocciato questa nuovo progetto -i malpancisti per l'appunto- sono stati proprio i militanti dell'SVP (acronimo di Südtiroler Volkspartei), L'ipotesi della nuova versione del Rosatellum con il 64% di proporzionale e il 36% di maggioritario non sarebbe gradita dalla Svp perché la quota di maggioritario rispetto all'uninominale comporterebbe un numero molto più basso di rappresentanti in Parlamento; tradotto in soldoni, verrebbe a significare la fine dell'ago della bilancia in Senato nonché la fine del ricatto politico che tante mance ha fruttato alla Provincia di Bolzano. Abbiamo imparato che, nel corso della storia, un uomo o un popolo, per veder riconosciuti i propri diritti anche quelli legati alla propria esistenza, ha inscenato le più svariate forme di protesta. Personaggi come Ghandi, Martin Luther King, Lech Wałęsa, Nelson Mandela e tantissimi altri più o meno noti, hanno cambiato la storia con rivoluzioni che saranno annoverate tra i secoli a venire. Tra questi non troveremo sicuramente quelli della SVP! Oggi la loro forma di protesta si palesa nell'ennesima minaccia di indipendenza se venissero intaccati i loro privilegi che, manco a dirlo, sono frutto di accordi scellerati stipulati a danno dei contribuenti. In un dossier redatto dalla "Convenzione dell'Autonomia" (organo istituito dal Consiglio provinciale di Bolzano), oltre alle solite inverosimili proposte del tipo Corte Costituzionale altoatesina o la totale autonomia tributaria, trova spazio anche l'indizione di un referendum per la secessione dall'Italia, con quesiti che prevedono ipotesi di annessione ad altri Stati, come l'Austria, o la nascita di un nuovo Stato sovrano e indipendente. 

A tal proposito, richiamo la dichiarazione del consigliere provinciale di Bolzano Alessandro Urzì, che ha denunciato la situazione, sottolineando "la svendita dell'italianità dell'Alto Adige" ad opera del Partito Democratico. "Il testo della Convenzione è stato approvato con la complicità dell'SVP, in cambio del sostegno al Governo Gentiloni e di qualche seggio garantito alle prossime elezioni" ha concluso Urzì. Hai capito tu i rivoluzionari indipendentisti?

"Se il Sud Tirolo vuole ritornare sotto l'Austria, lo faccia pure ma prima deve restituire tutto il denaro di cui hanno beneficiato con l'autonomia dal dopoguerra ad oggi".


Grazie a Dio sono lontani i tempi nei quali gli indipendentisti -negli anni sessanta- portavano avanti la loro protesta terrorizzando la popolazione con atti terroristici che hanno portato morte e distruzione nell'Alto Adige, soprattutto tra i rappresentanti delle Forze dell'Ordine.


I moderni indipendentisti hanno dismesso le bombe e le pistole, si sono dati una sistemata, una pettinata e si sono dati alla politica sia nazionale che locale. Uno di questi fulgidi esempi è sicuramente Eva Klotz, consigliera provinciale dal 1983 fino alla rinuncia avvenuta nel 2014 (in pratica una vita a sbafo del contribuente) nonché figlia del più famigerato Georg Klotz, terrorista condannato in contumacia e riparato in Austria fino alla sua morte. Eva Klotz, al suo ritiro dalle scene politiche, ha percepito una liquidazione di ben 946.000,00 euro, che lei difende a spada tratta perché guadagnato "onestamete". 


Ora che abbiamo capito come stanno veramente le cose, che senso ha essere minacciati da personaggi che sono attaccati agli euro italiani molto più che alla loro cultura? La certezza è che se la presenza in parlamento degli SVP non sarà più così determinante da tenere in vita una maggioranza politica, si profila per il sud tirolo un periodo di vacche magre mentre i capitali di cui hanno beneficiato finora saranno indirizzati verso le comunità cinesi e cingalesi: quelli con neve, vento o pioggia, li trovi sempre in coda alle primarie del PD!
E con questa ultima battuta, care amiche e amici Informati, vi saluto e vi auguro una buona giornata. Non dimenticate di lasciare un vostro commento oppure degli spunti, sarò ben lieto di rispondervi.
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venerdì 22 settembre 2017

PAPA' ITALIANO PAGELLA TEDESCA. FINALMENTE L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE





AUDENTES FORTUNA IUVAT oppure MEMENTO AUDERE SEMPER. Comunque lo scrivi, latino, italiano o tedesco che sia, oggi è una giornata storica per l'Informatore e per voi tutti amiche ed amici Informati.Vi ricordate il post che alcuni giorni fa avevo pubblicato sul nostro blog circa la disavventura di un papà nel seguire sia le vicissitudini scolastiche che quelle sanitarie dei suoi bambini residenti a Bolzano? Ebbene, il senatore Giovanni Endrizzi ha portato il problema in aula al Senato con un'interrogazione mirata ad evidenziare una situazione a dir poco paradossale e che noi ben conosciamo. Sono diversi giorni che a Roma girano voci di malumori e malcontenti circa le "pessime abitudini" degli amministratori bolzanini di stigmatizzare l'uso della lingua italiana; in alcuni casi si è riscontrato che quello che sembrava essere solamente un malcostume locale, si è rivelata in realtà una direttiva dirigenziale come nel caso denunciato dall'insegnante Cornelia Brugger. Ma ora che la politica sta prendendo coscienza di un fenomeno finora tollerato perché si pensava cha Bolzano si trovasse "più di la che di quà", le cose potrebbero seriamente cambiare. Ci tengo a sottolineare che quella dell'Informatore non è "una caccia alle streghe tedesche" bensì una campagna di sensibilizzazione atta a riportare un equilibrio di portata civile nella convivenza tra le due appartenenze linguistiche. Una riforma locale che preveda istituti scolastici multilingua (c'è anche la lingua Ladina), sarebbe utile per accorciare i confini culturali insistenti in un territorio comunque piccolo; la cosa già esiste sia formalmente che sostanzialmente. Parlo del sito telematico istituzionale della Provincia di Bolzano, al quale si può accedere a tutta la documentazione ed alle informazioni ed avvisi nelle tre lingue correnti; non ritenete anche voi uno spreco inutile avere più istituti che insegnano le stesse cose ma in lingue diverse invece che averne uno, più grande, che possa contenere tutte le realtà linguistiche dell'autonomia? Anche il papà italiano sarebbe sicuramente a favore, anche il papà tedesco voterebbe per una simile soluzione ma soprattutto anche i ragazzi sarebbero molto più felici di non studiare in un ghetto.

Un grazie dal vostro Informatore che per per oggi vi saluta. A presto care amiche e cari amici Informati e non dimenticate di lasciare un vostro prezioso commento nell'apposito spazio.

Grazie anche a te, sen. Endrizzi.

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domenica 17 settembre 2017

VIETATO PARLARE ITALIANO, ANCHE IN ITALIA


"Mi sembra di ritornare ad un passato che fortunatamente non ho vissuto ma che ho imparato a conoscere dai racconti dei miei nonni, dai libri e dai documentari dell'istituto Luce..." (cit.)

Bentrovati care amiche e cari amici informati. L'argomento di oggi sul quale voglio attirare la vostra attenzione è uno di quegli argomenti di cui sinceramente vorrei poter fare a meno, vuoi per la natura stessa della notizia, vuoi che da una notizia del genere possano nascere discussioni che potrebbero precipitare in... non voglio neanche pensarci. Cari informati, mi limiterò ad essere me stesso usando la puntualità della notizia con un misto di satira ed humor. Un'insegnate della Provincia di Bolzano di cui all'articolo sopra esposto, lamenta un disagio di natura professionale perché dalla sua dirigente arriva l'orientamento circa il comportamento linguistico da osservare con i bambini dell'asilo, ovvero niente lingua italiana, né parlata né scritta, in un asilo di madrelingua tedesca.

Vi avevo già informato in uno dei post pubblicati di recente, sulla difficoltà di un genitore ad avere un dialogo con le strutture scolastiche per via dell'ottusa ed oltremodo discriminante convinzione che Bolzano e le sue valli non siano parte integrante del suolo italiano, anche in presenza di un'autonomia atta proprio alla salvaguardia della loro cultura; anche una recente sentenza del Tribunale di Padova aveva ribadito che un alunno, avente uno dei due genitori non in grado di seguire le vicissitudini scolastiche perché qualsiasi documentazione afferente era prodotta in tedesco - pagelle comprese - poteva iscriversi ad un istituto di madrelingua italiana per facilitarne la partecipazione. Lettera morta o sentenza morta, fate un po' voi. Io, convinto che si trattasse di un atto discriminatorio diretto al singolo, dopo la pubblicazione del post vengo contattato da altri genitori, tanti, che si trovano nella stessa situazione di "papà italiano pagella tedesca". Cambia così anche la mia convinzione e cioè che il caso isolato ha una ben più vasta nonché radicata natura riconducibile, ora più che mai, al diktat istituzionale bolzanino. Un plauso va all'insegnate Cornelia Brugger che ha preso l'iniziativa ed ha elevato la sua voce fuori dal coro per esternare tutto il suo dissenso sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista strettamente umano, denunciando qualcosa che nessun altro finora ha mai avuto il coraggio di fare: l'ennesima azione discriminatoria rivolta ad una maggioranza, quella italiana.

Potremmo chiedere lumi all'assessore Christian Tommasini, Dipartimento Cultura italiana, Dipartimento Istruzione e Formazione italiana, sul perché i genitori che dovrebbe tutelare rischiano di ritrovarsi un cartello all'ingresso dell'asilo recante la scritta "vietato l'ingresso ai bambini italiani". Io vi sconsiglio di farlo perché nel fare visita alla sua pagina social di Facebook, mi sono imbattuto in una sequenza di autoelogi circa la sue capacità realizzative in campo culturale; una di queste opere realizzate con raffinata ed accurata maestria, riguarda la scuola agraria provinciale italiana di Laimburg.





Sono basito, quasi sconcertato! Difendiamo la dignità della scuola agraria italiana? Che anche gli italiani hanno diritto ad una scuola nuova e funzionale? perché adesso dove studiano, nelle grotte naturali oppure gli agricoltori madrelingua italiani usano l'aratro trainato da buoi mentre quelli di madrelingua tedesca usano trattori ultramoderni con la "Cavalcata delle valchirie" sparata a palla nello stereo? Ci rendiamo conto del delirio in cui vivono certi personaggi? Eppure, quando è stato interpellato per il problema delle pagelle in tedesco, non ha mosso un dito o proferito verbo in tal direzione. Paura di ritorsioni politiche e/o lavorative? Può usufruire del whistleblowing e denunciare eventuali soprusi; purtroppo la mozione del consigliere pentastellato Paul Köllensperger sull'anonimato delle denunce alla P.A. è stata cassata anche con il voto del nostro assessore. Sono sempre più convinto, carissimi Informati, che le poltrone nella Wonderland vengano affidate con la modalità del comodato d'uso e che da quanto scritto si può rilevare tanta ignoranza, ignoranza che porta all'arroganza, arroganza che porta alla discriminazione, discriminazione che porta alla persecuzione, non c'è bisogno che vada oltre.

Un abbraccio a tutte ed a tutti dal vostro informatore, iscrivetevi al blog e lasciate la vostra e-mail per restare aggiornati sulle nuove Informazioni.

venerdì 15 settembre 2017

PROVE GENERALI DI REGIME



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Avete mai sentito parlare del “whistleblower”? Il whistleblower (letteralmente soffiatore nel fischietto) è il soggetto che, a fronte di attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica, si fa carico di segnalare al proprio dirigente o alle autorità competenti una situazione irregolare. Il “whistleblowing” è lo strumento legale per informare tempestivamente attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica (come corruzione, concussione, frode, illecite operazioni finanziarie e molti altri ancora). Il fine è quello di riportare le procedure amministrative e i comportamenti dei dipendenti pubblici sui binari della legalità. Il whistleblowing in Italia è stato introdotto relativamente da poco e potrebbe concorrere ad una vera e propria rivoluzione copernicana nei rapporti fra pubblica amministrazione e cittadino. Per agevolare i whistleblowers, l’Autorità Anticorruzione ha dato indicazioni, ai fini della tutela del lavoratore, di effettuare le segnalazioni anche in totale anonimato perché il rischio per il dipendente è che a fronte di una segnalazione ci siano delle ritorsioni o attività di mobbing.
 


Proprio in questi giorni è in corso una manifestazione a Roma per sollecitare il dibattimento al Senato della legge sul whistleblowing da parte del Movimento 5 Stelle, ferma ormai da 600 giorni.


Già, l’anonimato! 
Il consigliere alla Provincia di Bolzano Paul Köllensperger, del gruppo consigliare dei 5 Stelle, non è stato di meno dei suoi colleghi romani ed ha presentato un’analoga mozione in seno al consiglio provinciale affinché si possa accedere al whistleblowing anche in totale anonimato proprio per evitare le ritorsioni che ho precedentemente accennato. L’anonimato farebbe incrementare notevolmente le segnalazioni da parte di quei dipendenti che mal tollerano la totale assenza di trasparenza ed immagine di precaria legalità che aleggia nel Wonderland (sul mio blog ne ho segnalati diversi casi e molti altri aspettano nel cassetto).

Paul Köllensperger


Ma come la figura biblica di Giovanni il Battista che amava definirsi “voce di colui che grida nel deserto”, anche il consigliere Köllensperger ha trovato il “suo deserto”; nessuno, e ripeto NESSUNO, del consiglio provinciale ha ritenuto utile votare a favore del totale anonimato dei dipendenti che volessero denunciare eventuali irregolarità o atti fraudolenti; chi segnalerà irregolarità di qualsivoglia natura, dovrà perlomeno “firmarsi” col proprio codice fiscale.




Il consigliere Köllensperger ha già anticipato che tale votazione sarà segnalata all’ANAC di Cantone; non possono coesistere due interpretazioni diverse su una direttiva unica e nazionale, anche in presenza di un’autonomia territoriale. La Giunta Provinciale esercita di fatto un regime perché non è democraticamente accettabile che non si possa riconoscere anche un minimo di opposizione, di critica o di onestà intellettuale eliminando fattivamente anche la facoltà di denunciare illeciti senza il rischio di ritorsioni che arriveranno dalle stesse istituzioni locali! Basti pensare alla situazione attuale dell’ASL con le sue mille contraddizioni, ricca negli emolumenti dei suoi dirigenti ma povera nei servizi rivolti al cittadino; i cittadini sono costretti a rivolgersi altrove perché i tempi d’attesa sono lunghi ed i medici scarseggiano. Un’ultima “Informazione” la vorrei spendere proprio per Paul Köllensperger. Devo dare atto al suo coraggio politico ed alla sua onestà perché c’è un pensiero che mi ronza in testa: se lui, consigliere d’opposizione, ha proposto una mozione già recepita a livello nazionale e che è stata bocciata dal consiglio provinciale, chi è che fa veramente opposizione?

Dal vostro Informatore, un arrivederci e non dimenticatevi di iscrivervi al blog e di lasciare la vostra e-mail per restare aggiornati sulle nuove Informazioni.



lunedì 11 settembre 2017

RISARCIMENTI ASL A.A., UNA CONSUETUDINE CAUSATA DALL'INCOMPETENZA?



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Potrebbe sembrarvi una specie di accanimento terapeutico mediatico quello che il vostro Informatore rivolge alla Provincia di Bolzano ma, credetemi sulla parola, non è così. Avevo intenzione di informarvi sulle attività di un gruppo di lavoro che si sta distinguendo per tenacia e competenza nell’hinterland milanese, ma non faccio in tempo a focalizzare che gli occhi mi cadono su una notizia che merita tutta la nostra attenzione. Parlo di un mega risarcimento di oltre 100.000,00 euro riconosciuto ad un medico dell’ospedale di Merano, dott. Peter Knoll, a seguito di un ricorso per un concorso a selezione di primario per la cardiologia di Merano. Un po’ di cronistoria per capire meglio. Nel 2009 viene indetto un concorso per selezione di un primario di cardiologia per il P.O. di Merano. Al concorso risultarono idonei tre medici, il già menzionato Koll, il dott. Andrea Erlicher ed il dott. Rupert Paulmichl. Per quanto concerne i primi due candidati, di essi si elogiarono sia le qualità professionali che gestionali in piena armonia coi requisiti posti a base del concorso; il giudizio su Paulmichl si era risolto in una netta stroncatura -"ha un'esperienza cardiologica quasi esclusivamente clinica e attività scientifica limitata. Pur con l'esperienza acquisita non ha raggiunto una completezza per essere primario"- così come riportato nel verbale. Ma la commissione di allora lo giudicò ugualmente idoneo, così idoneo da essere nominato primario dall’allora direttore generale Andreas Fabi. Le motivazioni addotte a sostegno della nomina di Rupert Paulmichl erano pressoché insostenibili; vennero valutate ancor più che l’aspetto scientifico, la <<competenza sociale e talento organizzativo>>, in pratica i requisiti per essere l’art director al Cocoricò di Rimini. Dalla scelta piuttosto insolita il timore di ricorsi era più che fondato, infatti sia il dott. Knoll che il dott. Erlicher, avversari nel concorso ma uniti “nell’ingiustizia subita”, ricorsero al T.A.R. per chiedere la sospensione del provvedimento di nomina di Paulmichl a primario.





Oggi, il tribunale riconosce al dott. Knoll la fondatezza del suo ricorso e condanna l’ASL ad un cospicuo risarcimento ma il suo non è un caso isolato. Come già accennato in altri post da me pubblicati, quella dei risarcimenti dell’ASL è una vera è propria piaga sociale, rasenta quasi la speculazione perché non è affatto difficile trovare casi in cui da scelte discutibili effettuate da incauti dirigenti, sono partiti ricorsi che hanno avuto pesanti ripercussioni sull’economia dell’Azienda Sanitaria. Basti pensare al ricorso dell’ex primario di pediatria Josef Egger, dimessosi e poi reintegrato. Il conto per l’Azienda è di 20 mila euro più 15 mila di spese legale. Secondo i magistrati «la revoca dell’incarico ha prodotto al ricorrente un discredito». Non sono grandi cifre per chi ha un bilancio di 1,2 miliardi ma curiose sono le motivazioni della decisione.



Anche lo stesso ex direttore generale Andreas Fabi a sua volta mosso causa alla sua stessa azienda per via delle dimissioni rassegnate in anticipo per lasciare spazio al suo successore Thomas Schael. Nell'accordo era previsto un ricollocamento ad altra carica apicale, promessa mai avvenuta. Alla fine Fabi, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione con la Provincia, ha intentato una causa civile chiedendo un risarcimento di circa 270.000 euro per poi transare in seduta extragiudiziaria “accontentandosi” di 150.000,00 euro.



«Abbiamo accettato una somma inferiore alla richiesta per poter chiudere in modo più rapido la vicenda, con soddisfazione reciproca» ha chiarito il legale di Fabi. Soddisfatti si sono dichiarati anche l’assessora Martha Stocker ed il suo braccio destro in materia di Sanità Michael Mayr: «In cambio del risarcimento, Fabi rinuncia a qualsiasi azione contro la Provincia. Riguardo la promessa dell’incarico c’era una corrispondenza». Noi contribuenti paghiamo sull’unghia la bellezza di 150.000,00 euro per una promessa da loro fatta è mai mantenuta e si dichiarano pure soddisfatti? Ma stiamo parlando di ubriachi attaccati ai lampioni o di cariche istituzionali? L'inadeguatezza di alcuni personaggi sta costando caro ed amaro alle casse dell’ASL. Da quando vi sto informando sugli accadimenti e vicissitudini della “wonderland”, non vi è un caso a me sottoposto che non sia viziato da incompetenza, ed in alcuni casi, di malafede o addirittura di volontà clientelare. Chiunque abbia a che fare con l’ASL del T.A.A. ha la consapevolezza che potrà essere soggetto ad irregolarità (ne ho denunciato fin troppe); i dirigenti sanno che potranno contare sulle ingenti ma comunque limitate risorse economiche dell’Azienda Sanitaria per porre fine a qualsiasi querelle. Tutto molto triste, tutto molto inquietante, tutto molto ingiusto. Ed alla fine, il conto salatissimo sarà presentato all’utenza che vede sempre meno servizi erogati ed hai contribuenti che saranno sempre più alleggeriti nelle tasche. Qui l’Informatore ai sui Informati: passo e chiudo.






sabato 9 settembre 2017

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE...


Care amiche e cari amici Informati, vi è mai capitata una di quelle giornate storte che non ne azzeccate una? Che si rompe il rasoio elettrico mentre vi fate la barba, poi vi macchiate la camicia di caffè mentre andate al lavoro, trovate una coda assurda al semaforo che comporterà un ritardo e voi avete fretta e che poi al verde arriva uno e vi tampona, il tutto nella prima ora della vostra giornata? Sono casi eccezionali, rari ma esistono e sono capitati un po' a tutti. Poi c'è l'eccezione, colui che nasce segnato dal destino stile nuvoletta di pioggia e che non ne azzecca una quasi ad emulare l'ormai compianto Fantozzi. Ma c'è l'eccezione all'eccezione, quella da fuori concorso per mancanza di concorrenti, l'eccezione segnata da un destino crudele, l'eccezione che tramuta in sbagliato ciò che verrebbe spontaneamente corretto. Naturalmente, cari informati, l'eccezione a cui faccio riferimento è alla Provincia di Bolzano ed all'ennesima figura che non saprei come definire, mi conviene chiedere aiuto all'Accademia della Crusca. Per le mancate vaccinazioni, la provincia ha sanzionato almeno 200 utenti così come previsto dalla normativa vigente o nel caso in esame previgente, perché le sanzioni contestate sono state elevate dopo la scadenza ovvero dopo l'abrogazione della legge sull'obbligatorietà dei vaccini, sostituita adesso dalla famigerata legge 119/2017, quella della Lorenzin tanto per intenderci. Multe emesse erroneamente; direttore sanitario f.f. nominato arbitrariamente; interminabili liste d'attesa fuori da qualsiasi logica amministrativa; cause civili per errori nelle prestazioni mediche oppure per irregolarità riscontrate nei concorsi; delibere di giunta provinciale ad personam; mancata vaccinazione di circa 30.000 bambini; medici che esercitano senza specializzazione; sperpero di denaro pubblico puntualmente sanzionato dalla Corte dei Conti; esose ed alquanto inutili consulenze e mancata trasparenza nella gestione della cosa pubblica; ripetuta e persistente violazione delle pari opportunità legate alla tutela delle minoranze linguistiche circa la produzione di pagelle scolastiche e/o cartelle cliniche nonché carenza di medici per via di regole vessatorie, atte a favorire un'appartenenza linguistica piuttosto che un'altra; se me ne sono dimenticata qualcuna potrete segnalarla in un post nella bacheca; queste sono le regole che confermano l'eccezionalità della Provincia di Bolzano, non ne azzeccano una neanche a pagarla ma la cosa preoccupante e che per alcune di esse, non ci metterei la mano sul fuoco sulla loro natura che non credo sia casuale. Insomma, la wonderland che fa dell'affidabilità uno dei suoi punti di forza, si scopre essere distratta, fragile ed incompetente stando alla denuncia del consigliere Poder. Certo non ci fanno una bella figura e credo che un'altra tegola del genere non giovi assolutamente al megasuperdirettoregalattico Schael, per lui ogni giorno che passa diventa sempre più una pessima giornata. A presto care amiche ed amici Informati e non dimenticate di lasciare un commento.

venerdì 8 settembre 2017

FURIA FRANCESE, RITIRATA SPAGNOLA



…ma anche un più monarchico Avanti Savoia! Indietro Savoia!, riassumerebbe la querelle esplosa tra la Sanità Veneta e nientepopodimeno che il Ministero della Salute. Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Mi fa piacere comunicarvi che ormai gli Informati stanno salendo in modo esponenziale e più informazioni divulghiamo, tanto più cresciamo. Domenica mattina, a SKY TG24, la ministra Lorenzin ha dettato quelle che sono le nuove direttive circa l’accesso agli istituti scolastici per gli alunni dopo l’entrata in vigore della tormentata legge sui vaccini che tanto ha scassato i “gabbasisi”, volendo parafrasare il commissario Montalbano.

Si sapeva che le prescrizioni contenute nella normativa non avrebbero trovato immediata applicazione a causa dell’obbligatorietà (altrimenti niente scuola, bambini), e come ho già scritto in un post precedente, il ministro se la canta e se la suona ovvero delibera e deroga allo stesso tempo la sua delibera (basta una semplice dichiarazione attestante la prenotazione presso le strutture abilitate alla vaccinazione per poter andare a scuola). Intanto nella Serenissima Repubblica, il nobile Zaia si oppone con un fermo NO! a quest’ennesimo abuso della politica nazionale perché secondo lui, ma anche secondo una buona parte della popolazione, si lede il principio di libero arbitrio ovvero viene meno la libertà di scelta per il singolo individuo di fare quello si vuole fare. 
(per gentile concessione)

Non metto parola su chi ha ragione e chi no, la questione dei vaccini, già di per sé seria, è stata strumentalizzata a sufficienza da ogni organo istituzionale e non; l’informazione che voglio darvi è proprio sul battibecco scaturito tra la regione Veneto ed il Governo. Il governatore Zaia, dal manifestato dissenso circa l'incostituzionalità della legge, passa alle vie di fatto imbastendo un ricorso all’autorità competente per l’annullamento della predetta. E da qui il via alle comiche, come se non si sapesse come andrà a finire. Lunedì 4 settembre scorso, a nemmeno 24 ore dalla direttiva pronunciata dal ministro Lorenzin, la regione Veneto emana un comunicato stampa, con l’esattezza il comunicato n. 1196, dove cita un decreto a firma del direttore generale della sanità veneta dott. Domenico Mantoan. Nel presente decreto sono impartite le indicazioni da seguire in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla validità della legge 119/2017 per via di incongruenze riconducibili al terzo comma 3 dell’articolo 3, che neanche cito; per uno come me, abituato a cavilli e pastrocchi degni del miglior Azzeccagarbugli, verrebbe più facile arrampicarmi sullo specchio che motivare egregiamente le incongruenze rilevate. Il direttore Mantoan, che è sostanzialmente un tecnico della Sanità Veneta, avoca a sé una discussione prettamente politica (che poi non sappiamo se lo ha fatto di proposito oppure gli sia stato ordinato). Non l'avesse mai fatto! Infatti non solo esordisce col comunicato stampa ma addirittura farà capolino su tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali, senza contare gli innumerevoli passaggi nei telegiornali; ci mancava solo una “presenziata” a Uomini & Donne e la copertura mediatica sarebbe stata completa. Niente da dire, se si riesce ad avere lo spazio per far conoscere le proprie ragioni, che ben venga dopotutto siamo in democrazia! Però qualcuno a Roma, non deve averla presa bene, per niente. Il governo si è sentito come quando Celestino V, appena eletto pontefice, a causa delle lotte intestine ha trasferito la sede pontificia ad Avignone ovvero il Governo si è visto depredare della sua istituzione che, anche se solo per un giorno, da Roma si è spostata a Venezia. Appunto solo per un giorno. Le ministre Lorenzin e Fedeli dopo aver appreso la posizione decretata dal direttore Mantoan, firmano congiuntamente una lettera che ha il sapore di un ultimatum: <<Siete contra legem, fermatevi>>. In risposta alla lettera, il direttore Mantoan dichiara che «Se da parte dei ministri arriva un chiarimento al di sopra di qualsiasi dubbio sono pronto a revocare il mio decreto». 

Il clamore della guerra sui vaccini scoppiata fra Veneto e Roma, sulla scia del decreto di un dirigente "della periferia dell'impero" che ha sconvolto un sistema evidentemente fragile, non lo agita. A lui. A Zaia si. Contemporaneamente, sempre dalla periferia dell’impero, il governatore Zaia da un segnale di distensione innestando la retromarcia e ritirando il "Decretum Mantoanino", che di fatto lo allinea alle direttive impartite dalla legge 119/2017; il tutto con gran soddisfazione del ministro Lorenzin ma con gran delusione per chi ci ha messo la faccia. Ora i commenti si sprecano, i giornali pubblicano le foto di un Zaia con barba incolta, provato dalla fatica di chi ha lottato strenuamente per la Nasion, come un prode spartano che ritorna sdraiato sul suo scudo esanime ma pronto per essere consegnato alla storia, gesta che si rifletteranno sull'opinione pubblica al prossimo referendum sull'autonomia (vedete, io ho provato a fermare la legge, ma solo se saremo autonomi sarà possibile avere successo). In tutto questo marasma chi ci ha seriamente rimesso? A mio parere il direttore Mantoan, che da provetto Guglielmo Embrìaco volto ad espugnare la roccaforte ministeriale della Sanità a Roma, si ritrova delegato al ruolo di paggetto. In sostanza è stato delegittimato della sua autorità e figura.  L'uomo "solo al comando" ora ancora più solo, mentre Zaia si gongola - o gondola - sulla sua onorevole resa. Come avevo detto, Furia Francese Ritirata Spagnola
A presto miei cari Informati, e non dimenticatevi di lasciare un vostro parere nella bacheca.


PAPA' ITALIANO PAGELLA TEDESCA



WISSEN MACHT DEN MENSCHEN FREI
ovvero
IL SAPERE RENDE L'UOMO LIBERO MA NON È DETTO CHE DEVE SAPERLO IN TEDESCO

Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Il vostro Informatore è sempre prodigo di notizie e quanto sta per raccontarvi vi lascerà a bocca aperta. Vi racconterò di un uomo che vive per lavoro a Padova e dei suoi due figli che sono andati a vivere con la madre, precedentemente trasferitasi a Bolzano per via della separazione. Lui, obbligato a fare il papà a distanza, non è comunque venuto meno ai suoi doveri di padre né tantomeno si è mostrato disinteressato all'attività scolastica dei figli anzi, si può dire l'esatto contrario perché nonostante la notevole distanza, si è sempre interessato all'andamento scolastico ed alla salute dei suoi bambini. Vedete l'articolo che ho rappresentato in alto? Parla proprio del nostro papà che alla fine dell'anno scolastico, come ogni buon padre, chiede ai figli di poter vedere la pagella, vuoi per mero orgoglio paterno, vuoi per soddisfazione. "Papà, guarda quanto sono stato bravo" disse il figlio al padre mostrandogli con orgoglio la pagella ma il padre, in piena possessione "Di Pietrana" esclama: E CHE CI AZZECCA?


Avete capito qualcosa voi che siete Informati? Niente? Lo stesso vale anche per il papà. Vi spiego cosa è accaduto. La mamma ha iscritto, assumendo una decisione unilaterale, entrambi i bambini ad una scuola di lingua tedesca; la scuola ad ogni fine anno, rilascia le pagelle esclusivamente in tedescoOra, spiegatemi voi come fa un padre a seguire la vita scolastica nonché quella sociale dei suoi figli se qualunque informazione, pagella, documento o cartella clinica, viene formalizzato in tedesco che peraltro non comprende? Sarebbe logico per lui che cominciasse a prendere lezioni di Wagneriano però, e me lo faceva notare proprio lui, in alto sulla pagella c'è scritto repubblica italiana con tanto di stemma. Perché si deve assoggettare ad una regola incostituzionale e soprattutto discriminatoria? Perché di questo si parla, di discriminazione sociale e di incostituzionalità, nella fattispecie violazione degli articoli 3 e 6 della Carta Costituzionale, mica bruscolini! La faccenda che potrebbe sembrare solamente una delle classiche telenovele genitori separati figli bistrattati, invece assume contorni che coinvolgono non solo le anime dei protagonisti ma anche le Istituzioni e l'Opinione Pubblica, perché questo non è assolutamente un caso isolato, ce ne sono tanti altri che vivono la stessa incresciosa situazione. Il papà dopo l'ennesimo rifiuto da parte dell'istituto scolastico, ha deciso di andare per le vie legali; la sentenza emessa dal tribunale di Padova prevede espressamente che entrambi i bambini devono frequentare una scuola di madrelingua italiana al fine di agevolare la partecipazione alle attività scolastiche di entrambi i genitori; nella fattispecie, per uno dei due figli che attualmente frequenta la scuola media di madrelingua tedesca, si dispone l'iscrizione presso una scuola di madrelingua italiana al termine dell'anno scolastico. È stato coinvolto anche il MIUR su questa delicata questione; la risposta pervenuta dal ministero è stata al quanto disarmante nonché deludente perché si è dichiarato incompetente in materia come se, nonostante il regime di autonomia che vige nella provincia di Bolzano, il ministero non abbia giurisdizione sul suolo italiano, condannando un genitore all'oblio giuridico nonché alla negazione della tutela e dell'esercizio della patria potestà. Infatti, cari Informati, se una scuola disattende una sentenza di tribunale agevolata anche da un parere del MIUR dichiarandosi incompetente in materia, un genitore può ancora sentirsi tale? Chi lo tutelerà? chi tutelerà i suoi figli? Solamente la madre? e che fine fanno i diritti sanciti dalla legge 54/2006? Lo stesso vale anche per le cartelle sanitarie perché ogni qualvolta la mamma porta i bambini ai controlli di routine, prontamente (per modo di dire) l'ASL dopo minimo due mesi di insistenza e di richieste pressanti del papà che oltretutto è uno stimato medico, produce le cartelle dei bambini in tedesco e, se le vuole tradotte, deve pagare di tasca propria anche i costi di traduzione. A questo punto, mi sembra mi sembra di rilevare anche l'aspetto discriminatorio, perché nessuno sano di mente si sbatterebbe nel creare gratuitamente così tanto fastidio. Care amiche e amici Informati, la questione non finisce quì ed il vostro Informatore vi aggiornerà sugli sviluppi di quest'intrigata vicenda. A presto.



lunedì 4 settembre 2017

AVANTI SCHAEL ALLA RISCOSSA E DEGLI UTENTI VOGLIAM LE OSSA


  • (Operatore CUP) Buongiorno Centro Unico Prenotazioni, in cosa posso esserle utile?.
  • (Utente) Buongiorno a lei.Cortesemente dovrei prenotare una visita dermatologica per mio figlio, quando è la prima data disponible?
  • (Operatore CUP) Signora, mi dispiace ma allo stato attuale non abbiamo date disponibili e non credo che ne avremo per i prossimi mesi.
  • (Utente) E come faccio? Mio figlio ha un evidente eritema e devo farlo vedere da uno specialista, non posso certo portarlo al pronto soccorso!
  • (Operatore CUP) Siamo spiacenti. Se ha urgenza, potrei suggerirle di rivolgersi presso un'altra struttura?!
Bentrovati cari amici Informati. Quella che ho riportato sopra non è una delle intercettazioni che Marco Travaglio ci raccontava dal salotto di Anno Zero di Michele Santoro; quella sopra riportata altro non è che la probabile risposta che un utente bolzanino riceverà da un operatore del Centro Unico Prenotazione dell'ASL dell'Alto Adige al momento di prenotare una prestazione sanitaria. In questi giorni il dott. Thomas Schael, direttore generale dell'asl altoatesina, è letteralmente sommerso dalle polemiche riguardanti i ritardi accumulati dalla struttura da lui amministrata e pare che non riesca a venirne fuori. Eppure soluzioni ce ne sarebbero ed anche io ne avrei alcune da proporre però non vorrei rubare il mestiere al summenzionato Generaldirektor (a furia di parlare dell'autonomia comincio anch'io a sentirmi tedesco) dato anche il livello retributivo di cui gode (e facciamoglieli guadagnare questi 225.941,36 Euro annui!!!) Il mio compito è di informarvi che a fronte di accuse ben circostanziate rivolte ad una "poltrona" sicuramente bollente ma ugualmente di totale prestigio, il nostro "eroe" ripiega sulla più classica delle scuse ovvero "non è colpa mia". Lui non ci sta e non intende caricarsi della responsabilità di un simile fallimento e come un moderno Alberto da Giussano, alza la spada contro i suoi nemici ovvero il suo predecessore dott. Fabi e gli attuali quattro direttori di comprensorio sanitari. Così come la sto raccontando, parrebbe che il dott. Schael  abbia avuto una "caduta di stile" addossando a terzi colpe che sono state rivolte a lui ma la cosa è ben più complessa. Con la nuova normativa nazionale, un direttore generale è sottoposto a verifica biennale sul suo operato; tra i criteri di valutazione, sempre previsti nella nuova normativa, è stata inserita anche la voce verifiche dei tempi d'attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie. Una valutazione negativa comporterebbe ad un immediato licenziamento per inadempienza contrattuale, così come previsto nelle ultime modifiche della legge provinciale sulla nomina delle figure apicali. Questa presa di posizione basata sulle incapacità altrui, sta minando la credibilità di colui che credeva di aver trovato la giusta dimensione in un land che ben sposava le proprie origini, di Schael intendo; tuttavia l'unico risultato ottenuto è quello che ormai anche i suoi più fedeli sostenitori lo stanno abbandonando! il consigliere provinciale M5S Paul Kollensperger ha pubblicato sulla sua pagina facebook un vero e proprio atto di accusa nei confronti di Schael sottolineando ed enumerando i suoi successi, zero, ed i suoi insuccessi, troppi. Il ricorso a consulenti esterni strapagati che fa tanto seconda repubblica, l'utilizzo di tecnologie atte all'innovazione gestionale mai andate a regime, il totale disinteressamento dell'utenza lasciata sola a se stessa a favore della salvaguardia delle nomine dei dirigenti in base alla lingua e non alle capacità, hanno portato alla luce i limiti di chi da ben due anni, no fa altro che nemar il can per l'aia.


Come potete vedere, sono diversi i soggetti che non riescono più a tollerare una situazione incresciosa che rischia di sfociare in una vera è propria emergenza sanitaria. No, non è allarmismo ma solamente una questione di valutazione dei fatti. Abbiamo tempi di attesa biblici. Abbiamo una carenza di medici specialisti ovvero una carenza di medici che si sta cercando di ovviare reclutando anche chi non è in possesso del patentino di bilinguismo. Abbiamo 30.000 bambini, circa il 6% di tutta la popolazione della land, in attesa di vaccinazione che non potrà accedere all'istruzione scolastica per via del decreto del ministro della sanità Lorenzin che, comunque, rendendosi conto dell'amenità varata, ha deciso di derogare il suo stesso decreto tamponando con una semplice autodichiarazione attestante la richiesta di vaccinazione prenotata presso le strutture accreditate, l'accesso alle strutture scolastiche (insomma lei se la canta e lei se la suona). 

Insomma cari amici Informati, a fronte di ingenti finanziamenti che si traducono in mancette elettorali, il buon Schael, novello Schettino, non riesce a rimediare al meglio; cerca di usare un tappo di sughero per arginare la falla del Titanic! 
A presto e seguitemi per restare Informati.