venerdì 8 settembre 2017

FURIA FRANCESE, RITIRATA SPAGNOLA



…ma anche un più monarchico Avanti Savoia! Indietro Savoia!, riassumerebbe la querelle esplosa tra la Sanità Veneta e nientepopodimeno che il Ministero della Salute. Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Mi fa piacere comunicarvi che ormai gli Informati stanno salendo in modo esponenziale e più informazioni divulghiamo, tanto più cresciamo. Domenica mattina, a SKY TG24, la ministra Lorenzin ha dettato quelle che sono le nuove direttive circa l’accesso agli istituti scolastici per gli alunni dopo l’entrata in vigore della tormentata legge sui vaccini che tanto ha scassato i “gabbasisi”, volendo parafrasare il commissario Montalbano.

Si sapeva che le prescrizioni contenute nella normativa non avrebbero trovato immediata applicazione a causa dell’obbligatorietà (altrimenti niente scuola, bambini), e come ho già scritto in un post precedente, il ministro se la canta e se la suona ovvero delibera e deroga allo stesso tempo la sua delibera (basta una semplice dichiarazione attestante la prenotazione presso le strutture abilitate alla vaccinazione per poter andare a scuola). Intanto nella Serenissima Repubblica, il nobile Zaia si oppone con un fermo NO! a quest’ennesimo abuso della politica nazionale perché secondo lui, ma anche secondo una buona parte della popolazione, si lede il principio di libero arbitrio ovvero viene meno la libertà di scelta per il singolo individuo di fare quello si vuole fare. 
(per gentile concessione)

Non metto parola su chi ha ragione e chi no, la questione dei vaccini, già di per sé seria, è stata strumentalizzata a sufficienza da ogni organo istituzionale e non; l’informazione che voglio darvi è proprio sul battibecco scaturito tra la regione Veneto ed il Governo. Il governatore Zaia, dal manifestato dissenso circa l'incostituzionalità della legge, passa alle vie di fatto imbastendo un ricorso all’autorità competente per l’annullamento della predetta. E da qui il via alle comiche, come se non si sapesse come andrà a finire. Lunedì 4 settembre scorso, a nemmeno 24 ore dalla direttiva pronunciata dal ministro Lorenzin, la regione Veneto emana un comunicato stampa, con l’esattezza il comunicato n. 1196, dove cita un decreto a firma del direttore generale della sanità veneta dott. Domenico Mantoan. Nel presente decreto sono impartite le indicazioni da seguire in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla validità della legge 119/2017 per via di incongruenze riconducibili al terzo comma 3 dell’articolo 3, che neanche cito; per uno come me, abituato a cavilli e pastrocchi degni del miglior Azzeccagarbugli, verrebbe più facile arrampicarmi sullo specchio che motivare egregiamente le incongruenze rilevate. Il direttore Mantoan, che è sostanzialmente un tecnico della Sanità Veneta, avoca a sé una discussione prettamente politica (che poi non sappiamo se lo ha fatto di proposito oppure gli sia stato ordinato). Non l'avesse mai fatto! Infatti non solo esordisce col comunicato stampa ma addirittura farà capolino su tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali, senza contare gli innumerevoli passaggi nei telegiornali; ci mancava solo una “presenziata” a Uomini & Donne e la copertura mediatica sarebbe stata completa. Niente da dire, se si riesce ad avere lo spazio per far conoscere le proprie ragioni, che ben venga dopotutto siamo in democrazia! Però qualcuno a Roma, non deve averla presa bene, per niente. Il governo si è sentito come quando Celestino V, appena eletto pontefice, a causa delle lotte intestine ha trasferito la sede pontificia ad Avignone ovvero il Governo si è visto depredare della sua istituzione che, anche se solo per un giorno, da Roma si è spostata a Venezia. Appunto solo per un giorno. Le ministre Lorenzin e Fedeli dopo aver appreso la posizione decretata dal direttore Mantoan, firmano congiuntamente una lettera che ha il sapore di un ultimatum: <<Siete contra legem, fermatevi>>. In risposta alla lettera, il direttore Mantoan dichiara che «Se da parte dei ministri arriva un chiarimento al di sopra di qualsiasi dubbio sono pronto a revocare il mio decreto». 

Il clamore della guerra sui vaccini scoppiata fra Veneto e Roma, sulla scia del decreto di un dirigente "della periferia dell'impero" che ha sconvolto un sistema evidentemente fragile, non lo agita. A lui. A Zaia si. Contemporaneamente, sempre dalla periferia dell’impero, il governatore Zaia da un segnale di distensione innestando la retromarcia e ritirando il "Decretum Mantoanino", che di fatto lo allinea alle direttive impartite dalla legge 119/2017; il tutto con gran soddisfazione del ministro Lorenzin ma con gran delusione per chi ci ha messo la faccia. Ora i commenti si sprecano, i giornali pubblicano le foto di un Zaia con barba incolta, provato dalla fatica di chi ha lottato strenuamente per la Nasion, come un prode spartano che ritorna sdraiato sul suo scudo esanime ma pronto per essere consegnato alla storia, gesta che si rifletteranno sull'opinione pubblica al prossimo referendum sull'autonomia (vedete, io ho provato a fermare la legge, ma solo se saremo autonomi sarà possibile avere successo). In tutto questo marasma chi ci ha seriamente rimesso? A mio parere il direttore Mantoan, che da provetto Guglielmo Embrìaco volto ad espugnare la roccaforte ministeriale della Sanità a Roma, si ritrova delegato al ruolo di paggetto. In sostanza è stato delegittimato della sua autorità e figura.  L'uomo "solo al comando" ora ancora più solo, mentre Zaia si gongola - o gondola - sulla sua onorevole resa. Come avevo detto, Furia Francese Ritirata Spagnola
A presto miei cari Informati, e non dimenticatevi di lasciare un vostro parere nella bacheca.


1 commento:

Costantino Gallo ha detto...

Più che Zaia a revocare il decreto è stato il Ministero e il Consiglio di Stato a Revocare Zaia :-).