venerdì 8 settembre 2017

PAPA' ITALIANO PAGELLA TEDESCA



WISSEN MACHT DEN MENSCHEN FREI
ovvero
IL SAPERE RENDE L'UOMO LIBERO MA NON È DETTO CHE DEVE SAPERLO IN TEDESCO

Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Il vostro Informatore è sempre prodigo di notizie e quanto sta per raccontarvi vi lascerà a bocca aperta. Vi racconterò di un uomo che vive per lavoro a Padova e dei suoi due figli che sono andati a vivere con la madre, precedentemente trasferitasi a Bolzano per via della separazione. Lui, obbligato a fare il papà a distanza, non è comunque venuto meno ai suoi doveri di padre né tantomeno si è mostrato disinteressato all'attività scolastica dei figli anzi, si può dire l'esatto contrario perché nonostante la notevole distanza, si è sempre interessato all'andamento scolastico ed alla salute dei suoi bambini. Vedete l'articolo che ho rappresentato in alto? Parla proprio del nostro papà che alla fine dell'anno scolastico, come ogni buon padre, chiede ai figli di poter vedere la pagella, vuoi per mero orgoglio paterno, vuoi per soddisfazione. "Papà, guarda quanto sono stato bravo" disse il figlio al padre mostrandogli con orgoglio la pagella ma il padre, in piena possessione "Di Pietrana" esclama: E CHE CI AZZECCA?


Avete capito qualcosa voi che siete Informati? Niente? Lo stesso vale anche per il papà. Vi spiego cosa è accaduto. La mamma ha iscritto, assumendo una decisione unilaterale, entrambi i bambini ad una scuola di lingua tedesca; la scuola ad ogni fine anno, rilascia le pagelle esclusivamente in tedescoOra, spiegatemi voi come fa un padre a seguire la vita scolastica nonché quella sociale dei suoi figli se qualunque informazione, pagella, documento o cartella clinica, viene formalizzato in tedesco che peraltro non comprende? Sarebbe logico per lui che cominciasse a prendere lezioni di Wagneriano però, e me lo faceva notare proprio lui, in alto sulla pagella c'è scritto repubblica italiana con tanto di stemma. Perché si deve assoggettare ad una regola incostituzionale e soprattutto discriminatoria? Perché di questo si parla, di discriminazione sociale e di incostituzionalità, nella fattispecie violazione degli articoli 3 e 6 della Carta Costituzionale, mica bruscolini! La faccenda che potrebbe sembrare solamente una delle classiche telenovele genitori separati figli bistrattati, invece assume contorni che coinvolgono non solo le anime dei protagonisti ma anche le Istituzioni e l'Opinione Pubblica, perché questo non è assolutamente un caso isolato, ce ne sono tanti altri che vivono la stessa incresciosa situazione. Il papà dopo l'ennesimo rifiuto da parte dell'istituto scolastico, ha deciso di andare per le vie legali; la sentenza emessa dal tribunale di Padova prevede espressamente che entrambi i bambini devono frequentare una scuola di madrelingua italiana al fine di agevolare la partecipazione alle attività scolastiche di entrambi i genitori; nella fattispecie, per uno dei due figli che attualmente frequenta la scuola media di madrelingua tedesca, si dispone l'iscrizione presso una scuola di madrelingua italiana al termine dell'anno scolastico. È stato coinvolto anche il MIUR su questa delicata questione; la risposta pervenuta dal ministero è stata al quanto disarmante nonché deludente perché si è dichiarato incompetente in materia come se, nonostante il regime di autonomia che vige nella provincia di Bolzano, il ministero non abbia giurisdizione sul suolo italiano, condannando un genitore all'oblio giuridico nonché alla negazione della tutela e dell'esercizio della patria potestà. Infatti, cari Informati, se una scuola disattende una sentenza di tribunale agevolata anche da un parere del MIUR dichiarandosi incompetente in materia, un genitore può ancora sentirsi tale? Chi lo tutelerà? chi tutelerà i suoi figli? Solamente la madre? e che fine fanno i diritti sanciti dalla legge 54/2006? Lo stesso vale anche per le cartelle sanitarie perché ogni qualvolta la mamma porta i bambini ai controlli di routine, prontamente (per modo di dire) l'ASL dopo minimo due mesi di insistenza e di richieste pressanti del papà che oltretutto è uno stimato medico, produce le cartelle dei bambini in tedesco e, se le vuole tradotte, deve pagare di tasca propria anche i costi di traduzione. A questo punto, mi sembra mi sembra di rilevare anche l'aspetto discriminatorio, perché nessuno sano di mente si sbatterebbe nel creare gratuitamente così tanto fastidio. Care amiche e amici Informati, la questione non finisce quì ed il vostro Informatore vi aggiornerà sugli sviluppi di quest'intrigata vicenda. A presto.



1 commento:

Costantino Gallo ha detto...

Una sola parola - VERGOGNA sono discriminazioni etniche.