venerdì 15 settembre 2017

PROVE GENERALI DI REGIME



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Avete mai sentito parlare del “whistleblower”? Il whistleblower (letteralmente soffiatore nel fischietto) è il soggetto che, a fronte di attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica, si fa carico di segnalare al proprio dirigente o alle autorità competenti una situazione irregolare. Il “whistleblowing” è lo strumento legale per informare tempestivamente attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica (come corruzione, concussione, frode, illecite operazioni finanziarie e molti altri ancora). Il fine è quello di riportare le procedure amministrative e i comportamenti dei dipendenti pubblici sui binari della legalità. Il whistleblowing in Italia è stato introdotto relativamente da poco e potrebbe concorrere ad una vera e propria rivoluzione copernicana nei rapporti fra pubblica amministrazione e cittadino. Per agevolare i whistleblowers, l’Autorità Anticorruzione ha dato indicazioni, ai fini della tutela del lavoratore, di effettuare le segnalazioni anche in totale anonimato perché il rischio per il dipendente è che a fronte di una segnalazione ci siano delle ritorsioni o attività di mobbing.
 


Proprio in questi giorni è in corso una manifestazione a Roma per sollecitare il dibattimento al Senato della legge sul whistleblowing da parte del Movimento 5 Stelle, ferma ormai da 600 giorni.


Già, l’anonimato! 
Il consigliere alla Provincia di Bolzano Paul Köllensperger, del gruppo consigliare dei 5 Stelle, non è stato di meno dei suoi colleghi romani ed ha presentato un’analoga mozione in seno al consiglio provinciale affinché si possa accedere al whistleblowing anche in totale anonimato proprio per evitare le ritorsioni che ho precedentemente accennato. L’anonimato farebbe incrementare notevolmente le segnalazioni da parte di quei dipendenti che mal tollerano la totale assenza di trasparenza ed immagine di precaria legalità che aleggia nel Wonderland (sul mio blog ne ho segnalati diversi casi e molti altri aspettano nel cassetto).

Paul Köllensperger


Ma come la figura biblica di Giovanni il Battista che amava definirsi “voce di colui che grida nel deserto”, anche il consigliere Köllensperger ha trovato il “suo deserto”; nessuno, e ripeto NESSUNO, del consiglio provinciale ha ritenuto utile votare a favore del totale anonimato dei dipendenti che volessero denunciare eventuali irregolarità o atti fraudolenti; chi segnalerà irregolarità di qualsivoglia natura, dovrà perlomeno “firmarsi” col proprio codice fiscale.




Il consigliere Köllensperger ha già anticipato che tale votazione sarà segnalata all’ANAC di Cantone; non possono coesistere due interpretazioni diverse su una direttiva unica e nazionale, anche in presenza di un’autonomia territoriale. La Giunta Provinciale esercita di fatto un regime perché non è democraticamente accettabile che non si possa riconoscere anche un minimo di opposizione, di critica o di onestà intellettuale eliminando fattivamente anche la facoltà di denunciare illeciti senza il rischio di ritorsioni che arriveranno dalle stesse istituzioni locali! Basti pensare alla situazione attuale dell’ASL con le sue mille contraddizioni, ricca negli emolumenti dei suoi dirigenti ma povera nei servizi rivolti al cittadino; i cittadini sono costretti a rivolgersi altrove perché i tempi d’attesa sono lunghi ed i medici scarseggiano. Un’ultima “Informazione” la vorrei spendere proprio per Paul Köllensperger. Devo dare atto al suo coraggio politico ed alla sua onestà perché c’è un pensiero che mi ronza in testa: se lui, consigliere d’opposizione, ha proposto una mozione già recepita a livello nazionale e che è stata bocciata dal consiglio provinciale, chi è che fa veramente opposizione?

Dal vostro Informatore, un arrivederci e non dimenticatevi di iscrivervi al blog e di lasciare la vostra e-mail per restare aggiornati sulle nuove Informazioni.



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