domenica 17 settembre 2017

VIETATO PARLARE ITALIANO, ANCHE IN ITALIA


"Mi sembra di ritornare ad un passato che fortunatamente non ho vissuto ma che ho imparato a conoscere dai racconti dei miei nonni, dai libri e dai documentari dell'istituto Luce..." (cit.)

Bentrovati care amiche e cari amici informati. L'argomento di oggi sul quale voglio attirare la vostra attenzione è uno di quegli argomenti di cui sinceramente vorrei poter fare a meno, vuoi per la natura stessa della notizia, vuoi che da una notizia del genere possano nascere discussioni che potrebbero precipitare in... non voglio neanche pensarci. Cari informati, mi limiterò ad essere me stesso usando la puntualità della notizia con un misto di satira ed humor. Un'insegnate della Provincia di Bolzano di cui all'articolo sopra esposto, lamenta un disagio di natura professionale perché dalla sua dirigente arriva l'orientamento circa il comportamento linguistico da osservare con i bambini dell'asilo, ovvero niente lingua italiana, né parlata né scritta, in un asilo di madrelingua tedesca.

Vi avevo già informato in uno dei post pubblicati di recente, sulla difficoltà di un genitore ad avere un dialogo con le strutture scolastiche per via dell'ottusa ed oltremodo discriminante convinzione che Bolzano e le sue valli non siano parte integrante del suolo italiano, anche in presenza di un'autonomia atta proprio alla salvaguardia della loro cultura; anche una recente sentenza del Tribunale di Padova aveva ribadito che un alunno, avente uno dei due genitori non in grado di seguire le vicissitudini scolastiche perché qualsiasi documentazione afferente era prodotta in tedesco - pagelle comprese - poteva iscriversi ad un istituto di madrelingua italiana per facilitarne la partecipazione. Lettera morta o sentenza morta, fate un po' voi. Io, convinto che si trattasse di un atto discriminatorio diretto al singolo, dopo la pubblicazione del post vengo contattato da altri genitori, tanti, che si trovano nella stessa situazione di "papà italiano pagella tedesca". Cambia così anche la mia convinzione e cioè che il caso isolato ha una ben più vasta nonché radicata natura riconducibile, ora più che mai, al diktat istituzionale bolzanino. Un plauso va all'insegnate Cornelia Brugger che ha preso l'iniziativa ed ha elevato la sua voce fuori dal coro per esternare tutto il suo dissenso sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista strettamente umano, denunciando qualcosa che nessun altro finora ha mai avuto il coraggio di fare: l'ennesima azione discriminatoria rivolta ad una maggioranza, quella italiana.

Potremmo chiedere lumi all'assessore Christian Tommasini, Dipartimento Cultura italiana, Dipartimento Istruzione e Formazione italiana, sul perché i genitori che dovrebbe tutelare rischiano di ritrovarsi un cartello all'ingresso dell'asilo recante la scritta "vietato l'ingresso ai bambini italiani". Io vi sconsiglio di farlo perché nel fare visita alla sua pagina social di Facebook, mi sono imbattuto in una sequenza di autoelogi circa la sue capacità realizzative in campo culturale; una di queste opere realizzate con raffinata ed accurata maestria, riguarda la scuola agraria provinciale italiana di Laimburg.





Sono basito, quasi sconcertato! Difendiamo la dignità della scuola agraria italiana? Che anche gli italiani hanno diritto ad una scuola nuova e funzionale? perché adesso dove studiano, nelle grotte naturali oppure gli agricoltori madrelingua italiani usano l'aratro trainato da buoi mentre quelli di madrelingua tedesca usano trattori ultramoderni con la "Cavalcata delle valchirie" sparata a palla nello stereo? Ci rendiamo conto del delirio in cui vivono certi personaggi? Eppure, quando è stato interpellato per il problema delle pagelle in tedesco, non ha mosso un dito o proferito verbo in tal direzione. Paura di ritorsioni politiche e/o lavorative? Può usufruire del whistleblowing e denunciare eventuali soprusi; purtroppo la mozione del consigliere pentastellato Paul Köllensperger sull'anonimato delle denunce alla P.A. è stata cassata anche con il voto del nostro assessore. Sono sempre più convinto, carissimi Informati, che le poltrone nella Wonderland vengano affidate con la modalità del comodato d'uso e che da quanto scritto si può rilevare tanta ignoranza, ignoranza che porta all'arroganza, arroganza che porta alla discriminazione, discriminazione che porta alla persecuzione, non c'è bisogno che vada oltre.

Un abbraccio a tutte ed a tutti dal vostro informatore, iscrivetevi al blog e lasciate la vostra e-mail per restare aggiornati sulle nuove Informazioni.

3 commenti:

Costantino Gallo ha detto...

Quanto tempo deve durare ancora questa sceneggiata?
Si fa una scuola trilingue punto e basta.

Francesco Bortolotti ha detto...

piu che altro, com'è possibile continuare a tollerare ancora una situazione del genere...

Fabrizio POLLINZI ha detto...

La misura è colma. Vuoi per rinsavimento intellettuale, vuoi per opportunità politica, della questione incominciano ad interessarsi anche la politica. Pure la stampa comincia a dimostrare un certo interesse perché quello che accade in Alto Adige, si ripercuote in tutta la nazione. Per chiarimenti legga l'ultimo post "Nuova legge elettorale, nuova minaccia di indipendenza".