sabato 28 ottobre 2017

UNA SERENISSIMA VERITA'



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Appena una settimana fa in Veneto si è svolto il referendum consultivo che verteva su una richiesta di ulteriore maggiore autonomia nella gestione della regione. Su poco più di quattro milioni di elettori aventi diritto, si è avuta una percentuale di votanti effettivi che si è attestata a poco meno del 60%; su questa base, i favorevoli all’autonomia sono stati il 95%. Un successo che qualcuno a denti stretti direbbe a metà, ma sempre successo è.






A fronte di questo “poco meno del 60%”, abbiamo “un poco più del 40%” che non è che ha votato contro l’autonomia, a votare non è andato proprio! Ciò non è solamente sinonimo di disinteresse, ciò è anche sinonimo di mancanza di fiducia, di delusione di aspettative mai concretizzate, di rassegnazione. È un po’ come nel 2000 quando alle presidenziali americane si sfidarono George W. Bush ed Al Gore; dopo il voto si ebbe una nazione divisa perché entrambi si attestarono metà dei voti e solo i grandi elettori fecero pendere l’ago della bilancia a favore di Bush, non il popolo!



Anche da noi è così, ma con la sensazione di essere stati ingenuamente manipolati. Da che ho memoria nel Veneto è sempre spirato un vento indipendentista, una “Nasion” piuttosto che una regione (basta leggere le scritte fatte con le bombolette spray sui cavalcavia del passante di Mestre), tanto che se al posto della scheda referendaria che chiedeva una maggiore autonomia avessimo trovato una scheda referendaria che chiedeva l’indipendenza, anche i morti sarebbero risuscitati per poter dire la loro (forse ho esagerato). D'altronde, siamo sempre in quella che una volta era la repubblica Serenissima dove purtroppo l’ultimo Doge non è stato Lodovico Giovanni Manin ma un certo Giancarlo Galan.






Il mio scetticismo sul referendum e sul suo risultato era basato proprio su questo: che eredità ha lasciato l’amministrazione Galan dopo una gestione a dir poco criminale? Una maggiore autonomia, con tutti i suoi buoni propositi sui quali il governatore Zaia ha posto gran parte delle sue aspettative, darà la possibilità ai signori criminali (quelli del MOSE e dei PFAS e delle banche) di delinquere ancora più indisturbati ovvero di farlo con maggiore autonomia? E poi, a rigor di memoria, quando sento parlare di autonomia non riesco a pensare ad altro che agli "insuccessi" delle altre autonomie vigenti attualmente in Italia. Su queste pagine abbiamo spesso parlato dell’autonomia per eccellenza, la Provincia di Bolzano che autonomamente ha realizzato la più bassa copertura vaccinale presente in Italia, autonomamente ha deciso l’utilizzo di medici senza specializzazione, autonomamente provvede a derogare le loro stesse leggi provinciali per favorire l’uno o l’altro dirigente, autonomamente decide di emettere pagelle o cartelle cliniche in tedesco a genitori o pazienti di madrelingua italiana, che più un’autonomia sembra un regime! Oppure vogliamo parlare dell’autonomia della Sicilia dove il governatore può scegliere autonomamente di farsi praticare lo sbiancamento anale e poi far ricadere la spesa sui contribuenti? Oppure dello scandalo dei vitalizi in Valle d’Aosta? In sostanza, pare che l'Autonomia ci rende più autonomi negli "abusi" piuttosto che nei diritti.
Il mio non è mero pessimismo finalizzato a destabilizzare, la cosa è seria, non è campata in aria perché sta succedendo anche ora mentre sto scrivendo. L’Italia è una grande nazione con una grande cultura millenaria piena zeppe di contraddizioni, ed il Veneto, che è parte integrante dell’Italia nonché locomotiva economica, non è da meno. Il voto referendario o meglio il suo risultato è esso stesso una contraddizione. Mi sarei aspettato caroselli di automobili strombazzanti con bandiere del Leone di San Marco al vento ed invece nulla. Mi sarei aspettato una manifestazione spontanea sotto le finestre della regione per festeggiare ed acclamare insieme il “Nuovo Doge”, ed invece nulla. Forse a Venezia ci mancano le Ramblas? Forse che alla fine a questa autonomia ci crediamo poco o niente perché il nostro sistema è compromesso?
Sapevate che la ditta Ing. Mantovani S.p.A., esecutrice dei lavori del MOSE, ha annunciato che presto bloccherà i cantieri perché il Consorzio Venezia Nuova CVN, del quale è consorziato, non ha ancora liquidato i pagamenti che aspetta da tempo?




"...Il Consorzio non ha mai negato i lavori ma anche in questi giorni, in alcuni contatti tra le parti dopo la decisione di chiedere il decreto ingiuntivo e bloccare i cantieri, ha ribadito le difficoltà nei pagamenti. Difficoltà che però, e su questo i commissari non fanno un passo indietro, derivano dai conti «allegri» del passato: oltre ai 28 milioni al Fisco, Fiengo e Ossola hanno scoperto che il CVN Consorzio Venezia Nuova negli anni di presidenza di Giovanni Mazzacurati, aveva accantonato solo in parte il denaro per far fronte alla maxi-rata del finanziamento della Banca europea degli investimenti e dunque lo scorso anno su circa 310 milioni ricevuti dal Provveditorato, ben 267 sono stati versati in Lussemburgo, lasciando le briciole alle imprese consorziate."


L'autonomia che sarà, come ci garantirà che tutto ciò non accada ancora? Anche se il governo romano ci accordasse una maggiore autonomia, come faremo ad applicarla se girano ancora certi personaggi che garantiscono una opacità amministrativa. E ricordiamoci che le anime nere non si nascondono esclusivamente dietro le poltrone dirigenziali. Un "Malcostume" tutto italiano ed il Veneto non è esente, purtroppo.

Care amiche e cari amici Informati, parafrasando il film Matrix, tocca a noi scegliere se continuare o restare: Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio”.

martedì 24 ottobre 2017

DISOBBEDIENZA VACCINALE: ARRIVA IL MINISTRO.






Bentrovati care amiche e cari amici Informati, il tema che tratterò non verte sui vaccini in quanto tali ma sulla "querelle" che è nata e che sta montando sempre di più sull'obbligatorietà dei vaccini. Tempo fa avevo postato sul blog l'articolo "DAGLI APPENNINI ALLE LANDE, SEMPRE ITALIA È!", dove raccontavo della reticenza di alcune famiglie di madrelingua tedesca residenti a Bolzano e nelle valli, a vaccinare i propri bambini per poter accedere alla scuola (poco più di un migliaio di frugoletti, tantissimi); la reticenza non era (ed è) strettamente legata ad una questione sanitaria piuttosto ad un mero principio ovvero quella della libertà di scelta contro l'obbligo previsto dalla legge voluta dal ministro Lorenzin. Ora che sia popolare o impopolare, quando una legge viene ratificata non c'è santo che tenga, deve essere osservata e la mancata osservazione deve essere sanzionata. Facendo un esempio pratico, sappiamo che in autostrada, per legge, la velocità massima non deve eccedere i 130 Km/h ma noi non ci facciamo certo scrupolo se in alcuni tratti "solitari" ci spingiamo ben oltre il limite! Abbiamo violato la legge e con molta probabilità ci arriverà l'odiata sanzione (il multone) per la nostra disobbedienza. Nel Sudtirolo sta accadendo la stessa cosa, le famiglie di madrelingua tedesca nonostante siano edotte sui rischi che comporta una mancata vaccinazione, optano per una disobbedienza perché al di là del Brennero (Austria e Germania), la vaccinazione non è obbligatoria ma viene lasciata la libertà di scelta se vaccinarsi o meno. Come vogliamo spiegarlo ai sudtirolesi che Bolzano, nonostante goda del "privilegio" di un'amministrazione autonoma, si trova in Italia ed è soggetto alle leggi italiane? ci sta provando il ministro Lorenzin che ieri a Roma ha incontrato l'assessore alla sanità di Bolzano Martha Stocker; quest'ultima ha assicurato che si stanno facendo enormi progressi per via di una campagna d'informazione e prevenzione mirata e che i bambini ancora senza vaccino attualmente sono poco meno di 500.


Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, che già in precedenza non aveva avuto remore a sottolineare che la copertura vaccinale a Bolzano era da "terzo mondo", altrettanto senza remore ha dichiarato che è inaccettabile che una provincia come quella di Bolzano, presa spesso come modello di efficienza, possa permettere che ci siano bambini non vaccinati che vanno "tranquillamente" a scuola, in barba  alle disposizioni ministeriali. Il ministro Lorenzin, resta in attesa di avere tutti i dati per poi procedere di conseguenza ed intervenire affinché si ristabilisca l'ordine; è intollerabile una tale violazione alle norme  legislative. A breve il ministro avrà anche un incontro chiarificatore col presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher per una verifica sul tema.
A tutto ciò fa da sponda Andreas Pöder, esponente della Bürger Union für Südtirol, che da tempo ha fatto propria la causa della libertà di scelta vaccinale, usando toni duri nel confronti del ministro e del governo romano, ricordando che a Bolzano vige un'autonomia e richiama la giunta provinciale a non chinare la testa davanti al governo. Il ministro Lorenzin, naturalmente, non è più persona gradita a Bolzano!



Insomma, continua ancora la solfa alla Elio e le Storie Tese con un "Italia si Italia no" eppure gli esponenti SVP (i sudtirolesi eletti in Parlamento) hanno votato a favore della legge! In quanto a disobbedienza, non possiamo esimerci dal citare il famoso PAPA' ITALIANO PAGELLA TEDESCA per il quale pare che nulla sia cambiato. Oggi gli è stata recapitata una nota (della quale non citerò la natura per ovvia riservatezza) che era a dir poco scandalosa se non offensiva nei confronti del papà. Nella nota si invitano i genitori ad un colloquio formale per una valutazione...(ndr). La nota, nonostante sia trasmessa al papà italiano, è scritta in entrambe le lingue, perfetta in tedesco ma da far pena in italiano, la lingua ufficiale. La dirigente che sottoscrive si scusa col papà perché chi ha formulato la nota è di madrelingua tedesca ma non conosce bene l'italiano: allora a cosa serve se un giudice si è già espresso sulla questione? possibile che non si trovi in un ufficio qualcuno che sappia tradurre e riscrivere una nota in italiano o meglio ancora scriverla direttamente in italiano e basta? Possiamo realmente credere che tutte queste "sviste" siano commesse in buona fede?
Insomma l'Autonomia tutto il buonsenso porta via e mi verrebbe da dire esclusivamente per stemperare la tensione "simm'e Napule paisà", ma rischio di essere abbattuto a colpi di speck. Alla prossima Informazione care amiche e cari amici Informati.


lunedì 23 ottobre 2017

E I CONTI NON TORNANO.


Bentrovate care amiche e cari amici Informati. Uno degli aspetti importanti, se non il più importante, della vita di un’Amministrazione Pubblica, è la spesa che essa affronta per la propria gestione. Per l’acquisto di beni consumabili come carta, penne, carburanti per i veicoli e gli stessi veicoli, per i compensi dei dipendenti e dei manager, per le utenze e tutte quelle voci che sono insite nella gestione di un’azienda, la Pubblica Amministrazione attinge a fondi pubblici (Erario) derivanti dagli introiti di tasse ed imposte versati dal Contribuente. Questo piccola parentesi serve ad introdurci all’Informazione che vorrei portare alla vostra attenzione. Purtroppo, data la natura dell’uomo che varia a seconda della situazione, spesso nelle P.A. si riscontrano una serie di reati (corruzione, appropriazione indebita, assenteismo, concussione, etc.) che genera un reato come diretta conseguenza: “il danno erariale”.

Danno erariale il danno sofferto dallo Stato o da un altro ente pubblico a causa dell'azione o dell'omissione di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione in quanto funzionario, dipendente o, comunque, inserito in un suo apparato organizzativo.”

La conseguenza diretta si contestualizza nell’inadempimento di obblighi contrattuali, vedi i furbetti del cartellino che timbrano e vanno via senza aver messo piede in ufficio ma che alla fine del mese verrà comunque riconosciuto l’emolumento, oppure come nel caso eclatante del vigile d’Imperia che addirittura timbrava in mutande!

 


Insomma, quello del danno erariale è un reato che si addice al malcostume di certi personaggi di qualsiasi estrazione e grado sociale, basti pensare ai grandi scandali dove sono implicati i “colletti bianchi”, dove la distrazione di denaro pubblico incide notevolmente addirittura sul P.I.L.! E la nostra amata Wonderland, fulgido esempio di inflessibilità morale e rigidità lavorativa, sarà immune a questo malcostume? Certo che no!



Anche a Bolzano si sono riscontrati reati per danno all’Erario che puntualmente la Corte dei Conti ha condannato con pene anche significative. Tra i personaggi coinvolti mi viene da citare il Direttore Amministrativo Facente Funzioni dell’ASL altoatesina Umberto Tait, condannato insieme alla collega Sabrina Balduzzi al pagamento di 60.507,95 euro perché avevano conferito un incarico ad un ex dipendente del Comprensorio di Bolzano che era andato anticipatamente in pensione.



L’aspetto si fa più complesso perché la carica di Direttore Facente Funzioni conferita a Tait potrebbe decadere venendo meno i requisiti di natura etica, data la condanna inflitta dalla Corte dei Conti per danni perpetrati nei confronti della P.A. da funzionari pubblici, ma per qualche motivo che non si comprende il direttore Tait è ancora lì, quasi impropriamente. A rigor di cronaca, è opportuno ricordare che il direttore Tait ricopre contestualmente anche la carica di Direttore Generale del Comprensorio di Bolzano, che potrebbe rappresentare qualche problema di incompatibilità con quella di direttore F.F., sia dal punto di vista strettamente della nomina, sia per quanto concerne la retribuzione economica.  Quella della nomina “arbitraria” del Facente Funzioni, potrebbe a sua volta essere messa sotto la lente d’ingrandimento dalla Corte dei Conti qualora risultasse che gli stipendi ai dirigenti incaricati, siano stati pagati nonostante l'inidoneità dichiarata dalla commissione selezionatrice conseguente al concorso al quale questi dirigenti avevano partecipato. E come possiamo non citare la Procura Contabile di Bolzano che ipotizza un danno erariale di circa tre milioni di euro contestato ad una ventina di dirigenti e funzionari provinciali senza incarico direttivo, per il pagamento di indennità di funzione e di coordinamento?

Pare proprio che in questi giorni ci sia un po’ di fermento in ambito sanitario perché voci attendibili non escluderebbero l’ipotesi di rimborsi per trasferte percepiti indebitamente oppure di utilizzo improprio di convegni sovvenzionati dall’Amministrazione Sanitaria da parte di alcuni per interessi privati. Per ora è tutto cari Informati, ritorneremo sul caso qualora ci saranno sviluppi su quest'ultima vicenda perché una "rimborsopoli altoatesina" ancora non l'avevamo vista.

giovedì 19 ottobre 2017

LA FIABA DEL PECORAIO MAGICO


Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Perché il Pecoraio Magico? Perché il Pifferaio Magico è una bella fiaba mentre quella di Luca Zaia (il pecoraio magico) come fiaba non ci azzecca più di tanto, partita con le migliori intenzioni ma regredita nel suo percorso e dove alla fine non credo che assisteremo ad un "...e vissero tutti felici e contenti." E le pecore? Quelle siamo noi, che ammaliate dal dolce suono del flauto del Pecoraio, andremo inevitabilmente a cadere nel burrone.
La pseudo-fiaba di cui oggi voglio Informarvi e quella del referendum regionale che ci troveremo a votare alla fine di questa settimana, con l'esattezza domenica 22 ottobre. Non scriverò di per se del referendum perché la vostra onestà intellettuale ha già coniato un'idea in proposito ma scriverò delle sfaccettature, di quelle mezze parole pronunciate a denti stretti, di quegli spazi tra le righe che nessuno legge ma che danno un'immagine reale di quello che sarà: una verifica di governo regionale, una tirata di somme per comprendere al meglio qual è l'attuale consenso di cui gode il Governatore ed i suoi vassalli, una "conta all'ultimo sangue" per saggiare se la Liga Veneta ce l'ha ancora duro o dovrà ricorrere alle pillole blu. Bossi Docet!

La campagna referendaria era partita con i migliori auspici ma si è inevitabilmente arenata in uno scontro senza quartiere tra popolani e populisti, tra prezzemolini in ogni minestra che speravano in un ripescaggio nel grande fratello vip ed opinionisti della domenica prestati alla politica che neanche Alfonso Signorini si azzarderebbe ad ospitare in uno dei suoi programmi.
Di per se, il quesito posto a soggetto del referendum "VUOI CHE ALLA REGIONE DEL VENETO SIANO ATTRIBUITE ULTERIORI FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA?" dice tutto e dice niente, è più inconcludente del Nobel per la Pace assegnato ad Obama.

D'altronde Zaia promette che con il risultato vincente del referendum andrà diritto a Roma non per chiedere, ma per rivendicare il diritto all'Autonomia perché i Veneti si devono governare da soli, perché il Veneto deve essere restituito ai Veneti ed i soldi dei Veneti devono restare nel Veneto perché Roma è nemica del Veneto. C'è qualcosa che mi sfugge. I soldi devono restare nel Veneto, ne siamo proprio sicuri? Quali soldi?

Il signor Zonin non mi sembra proprio un personaggio tipico del "Testaccio" anzi, credo che sia proprio un veneto doc eppure e grazie a lui ed altri banchieri veneti come lui che i risparmiatori veneti sono stati depauperati dei propri risparmi.
Forse allora Zaia rivendicherà l'Autonomia per garantire il diritto alla salute, quello sancito anche dalla Costituzione tanto per intenderci. Purtroppo anche sul tema della salute non sono proprio sicuro che ci sia trasparenza, se non altro perché è dagli anni novanta che un'azienda veneta, la Miteni, ha inquinato le falde acquifere nel territorio vicentino senza che abbia mai dato segnalazione alle autorità competenti, compromettendo in maniera incontrovertibile la salute di un'intera generazione di veneti.

E allora puntiamo sulle infrastrutture così che con l'Autonomia avremo la possibilità di trattenere gli oneri fiscali versati al governo centrale; invece di ingrassare i poltronari di Montecitorio provvederemo a finanziare le opere essenziali per rendere il Veneto  una regione competitiva ed appetibile agli investitori stranieri, basta che non facciamo percorrere a questi "avventurieri" la nostra famosa Pedemontana!
E se agli investitori invece che la Pedemontana mostrassimo l'opera posta a salvaguardia della città di Venezia, la supermegastruttura M.O.S.E.? La diga posta a tutela della città lagunare è sicuramente un'eccellenza ed un vanto per tutte le amministrazioni regionali che si sono succedute durante l'esecuzione dei lavori di posa in opera. Un perfetto esempio di armoniosa collaborazione tra Enti Pubblici ed imprenditoria veneta nonché di un apprezzabilissimo contenimento della spesa di sicura rilevanza ai fini dell'Autonomia.
Spero che perdonerete il mio sarcasmo. Non intendo deprimere nessuno ma i fatti sono fatti ed a volte corriamo il rischio di dimenticare quello che non avremmo neppure voluto sapere. Quelli che ho elencato, cari Informati, non sono che una minima parte del martirio che subisce quotidianamente il Veneto ed i Veneti e di questo siamo ben edotti. L'ultima uscita del governatore Zaia sullo stop alle cattedre assegnate a docenti provenienti dal sud, soprattutto inserita in un contesto atto a denigrare questa categoria per favorire un successo al referendum, denota una strumentalizzazione tipica di chi comincia ad avere seri dubbi sul successo dell'operazione; oltretutto si chiede una consultazione referendaria per avere soprattutto un'autonomia fiscale ed economica, cosa c'entrano le "truppe scolastiche cammellate"?
Perché non scrive che con l'Autonomia creeremo un Veneto onesto, funzionale, dove i veneti non avvelenano i veneti, dove i veneti non si appropriano dei risparmi dei veneti, dove i veneti passando davanti ad un'infrastruttura si sentiranno orgogliosi di aver contribuito alla sua realizzazione, dove i veneti si sentiranno autonomamente orgogliosi di far parte del Veneto. La continua o la fine della fiaba del "Pecoraio Magico"  e del suo flauto ammaliante sta nella matita che abbiamo nelle nostre mani: a noi la scelta di continuare a scrivere o metterci un punto preceduto dalla parola fine.

venerdì 13 ottobre 2017

CAMBIO DI ROTTA, ORA SI FA SUL SERIO.


Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Aveva proprio ragione John Belushi quando nel film “Animal House” dava la carica ai suoi amici pronunciando la celeberrima frase “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Questa frase viene spesso utilizzata da atleti e da altri personaggi famosi per "caricarsi" in vista di una sfida difficile. La stessa frase deve averla pensata anche il consigliere Paul Köllensperger (M5S) quando, in settimana, ha presentato un’interrogazione al consiglio provinciale che ha proprio l’aria di una sfida difficile, di una sfida senza precedenti perché alza, e non di poco, il livello di attenzione verso problematiche storiche e perduranti della Sanità altoatesina. L’interrogazione verte sull’erogazione dei servizi sanitari, in particolare la disponibilità degli esami diagnostici eseguiti nelle strutture sanitarie provinciali. Con quest’interrogazione si cerca di far luce sulle carenze strutturali che purtroppo hanno portato al collasso un sistema già minato da una comprovata mancanza di professionalità dei suoi dirigenti; basti pensare che abbiamo a Bressanone una Direttrice Sanitaria di Comprensorio che nel suo c.v. indica come esperienza lavorativa l’assunzione di una carica a Segretario Comunale: che forse l’applicazione di un cerotto su un ginocchio “sbucciato” la qualifichi come esperta in campo sanitario? A tal proposito, per dovere di cronaca, la nomina della Direttrice è attualmente oggetto di ricorso al TAR proprio per difetto di professionalità a copertura della carica.

E come non menzionare il GeneralDirektor Thomas Schael, anch’egli oggetto di una mozione presentata sempre dal consigliere Köllensperger, nella quale ne chiede la decadenza in applicazione a quanto previsto dal decreto legislativo 171/2017 del Ministro Della Salute Lorenzin, sulle responsabilità e sul mancato raggiungimento degli obiettivi dei direttori generali delle ASL. Köllensperger (e non è il solo) attribuisce al direttore Schael la disastrosa gestione delle liste d’attesa per l’erogazione dei servizi sanitari e diagnostici; per esempio a Bolzano e Merano, per eseguire una risonanza magnetica occorrono più di 130 giorni, a Trento occorre meno di un mese! La mozione (come era prevedibile) è stata respinta al mittente, infatti Schalel è stato salvato, manco a dirlo, grazie ai voti dei consiglieri SVP e PD, gli stessi che stanno affossando l’Autonomia bolzanina e mettendo in serio pericolo il futuro della minoranza linguistica tedesca.

Ma non è finita qui. Köllensperger presenta anche un’interrogazione sulle nomine “dirette” dei dirigenti ASL. ovvero su quelle nomine di cariche apicali (primari, dirigenti, etc.) che normalmente sono ricoperte previo concorso. L’art. 23 della Legge provinciale 7/2001 autorizza il Direttore Generale, in casi eccezionali, a nominare direttamente un dirigente senza ricorrere al concorso nei limiti del 2% sul totale dell’organico aziendale; in sostanza se l’organico è composto da 100 dirigenti, il direttore ha la facoltà eccezionale di poter nominare direttamente 2 dirigenti senza concorso. Il problema delle nomine è ritornato d’attualità proprio perché Schael ha deciso di nominare direttamente il primario di Medicina dell’Ospedale di Bolzano, sollevando corali proteste sia da parte di ANAAO (sindacato dei medici) sia di ANPO (sindacato dei primari ospedalieri).

Insomma, quando si parla di Sanità e nomine dirigenziali in Alto Adige, sembra di essere tornati ai tempi del Rinascimento Italiano, con Schael nei panni di Papa Alessandro VI° (Papa Borgia), che aveva fatto della “simonia” una regola basilare del suo pontificato, solo che qui non si assegnano cariche cardinalizie ma poltrone ugualmente "pesanti". 

Köllensperger con queste interrogazioni ha dato il via ad una nuova fase politica manifestata da un’onestà intellettuale altamente maturata, dove la natura ed i temi oggetto delle sue interrogazioni denotano un serio interesse ed una sensibilità da parte dell’uomo politico verso chi gli paga lo stipendio. Ora capisco perché quelli del Movimento 5 Stelle non si fanno chiamare onorevoli ma “portavoce”. 

Un abbraccio ed un grazie di cuore a tutti voi care amiche e cari amici Informati perché abbiamo passato quota di diecimila visite ma l’Informazione ne pretende di più, molti di più.

sabato 7 ottobre 2017

CARO SCHAEL, MA A BOLZANO QUESTO 2% QUANTO 2% E'?



Bentrovati care amiche e cari amici (ben)Informati, siamo alle solite. Niente nuove buone nuove? Nel Land c'è chi è riuscito a sovvertire anche questo famoso proverbio, quindi "niente nuove pessime nuove". Il reparto di medicina dell'Ospedale di Bolzano si prepara a sostituire il proprio primario e quindi, come dovrebbe essere la prassi, i candidati scaldano i motori per l'inevitabile lotteria che è il concorso che verrà presto bandito a copertura della "sede vacante". Niente di nuovo, è la prassi. Ma siamo nella Wonderland, dove girato l'angolo è più facile incrociare Dorothy e l'Uomo di Latta piuttosto che imbattersi in un'oncia di buon senso quindi, pessime nuove! Come potete vedere dall'articolo estrapolato sopra, per la nomina del primario di Medicina il Generaldirektor Thomas Schael ha deciso di affidarsi al suo potere discrezionale e di nominare direttamente il dirigente, incaricando il suo fido Thomas Lanthaler a valutare ben otto potenziali figure.


Ebbene si, cari amici informati, anch'io come Stanlio e Ollio non riuscirei a trattenermi dal ridere se non fosse che quest'ennesima farsa si rifletterà inevitabilmente sui pazienti di Medicina. Non si mettono in dubbio la qualità del futuro primario, si mettono in dubbio la capacita di scelta e di giudizio del direttore Schael, visti i risultati  della sua amministrazione nonché del suo direttore sanitario Lanthaler, l'eterno Facente Funzioni anch'esso nominato direttamente da Schael dopo essere risultato non idoneo al relativo concorso. E' da tempo che l'ANPO (il sindacato dei primari ospedalieri) fa pressioni sulla sanità bolzanina affinché si adoperi a non lasciare in sospeso le nomine dei primari che stanno per andare in pensione: il rinvio delle nomine ricorrendo a facenti funzioni o a reggenti pro tempore non aiuta sicuramente a rendere un servizio all'Utenza.

Un saggio diceva che la ricchezza di un uomo non si misura da quanto ha in tasca ma dalla credibilità di cui gode. A questo punto, quanto credibili ed attendibili possono essere le parole di una figura apicale qual è il dottor Lanthaler se poi disattende le sue stesse dichiarazioni? 

Thomas Lanthaler - direttore sanitario facente funzioni Asl - è conscio della delicata fase di passaggio ed assicura che sta facendo di tutto per non lasciare reparti scoperti: «Sappiamo benissimo che in passato in alcuni casi i tempi si sono dilatati troppo e farò il possibile perchè non accada. Il mio obiettivo è di nominare il successore prima che il primario se ne sia andato. In alcuni casi a Bolzano abbiamo già bandito i concorsi».


Il direttore Schael provvederà ad una nomina diretta (ancora ci sfuggono le motivazioni) in virtù dell'articolo 24 della legge provinciale 7/2001 "Riordinamento del servizio sanitario provinciale"; tali nomine non possono essere assegnate ad un contingente di personale interno all'ASL superiore al due per cento della dotazione. Da qui la fatidica domanda: ma il 2% di Bolzano, a quale 2% corrisponde? Da quando il Generaldirektor Thomas Schael ha assunto l'incarico, ha disatteso tanti di quei concorsi e valutazioni di commissioni esaminatrici che quella della nomina diretta non è più un'eccezione prevista dalla legge ma una Schaellerata consuetudine, che è andata ben oltre il 2% previsto per legge. L'Autonomia ogni buon senso porta via.

Care amiche e cari amici Informati, qui io vi lascio con l'augurio di una nuova ed utile Informazione. Aspetto vostri graditissimi commenti.
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lunedì 2 ottobre 2017

DAGLI APPENNINI ALLE LANDE, SEMPRE ITALIA È!




Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Volevo condividere con Voi l’ottimo successo di pubblico che sta riscontrando il nostro blog e questo è tutto merito vostro quindi Grazie. L’Informazione di oggi verte sulla coerenza, sull’essere coerenti nelle scelte e di essere coerenti qualunque siano le conseguenze delle scelte effettuate. C’è una protesta che sta montando sempre di più lì in Alto Adige ovvero nel “Tirolo che non c’è”. Questa protesta, molto ma molto grave, non è ancora stata ripresa dai media nazionali perché le conseguenze potrebbero riversarsi anche sull’imminente discussione in Parlamento della nuova legge elettorale. La causale, manco a dirlo, sono i vaccini. Come ho già avuto modo di illustrare in precedenza, la copertura vaccinale dell’Alto Adige è la più bassa d’Italia ovvero “è da terzo mondo”!

La cosa si è accentuata con l’obbligatorietà posta dalla legge “119/2017 disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale voluta fortemente dal ministro della Salute Lorenzin. Per l’approvazione di questa legge, il governo Renzilon… ehm… Gentiloni, come sua consuetudine, ha posto la fiducia ed in Senato la legge è stata approvata anche grazie (per non dire soprattutto) ai voti degli autonomi sudtirolesi (SVP). E da qui il via alla coerenza. Cosa centra, mi chiederete voi, ed io vi risponderò con un laconico ma allo stesso tempo altisonante quando c’è da sostenere il governo, l’Autonomia centra sempre. La protesta portata avanti dai genitori di poco più di 1000 bambini di madrelingua tedesca, riguarda la presentazione del certificato vaccinale al fine di partecipare all’anno scolastico appena iniziato ovvero di adempiere agli obblighi scolastici previsti dalla Legge; quindi a scuola si va perché è un obbligo di legge. Anche quella dei vaccini è una Legge della Repubblica Italiana, votata da parlamentari italiani ivi compresi quelli dell’SVP (i coerenti) però qui le strade si dividono e l’obbligo non è più rispettato (l’incoerenza). La faccenda, anche se come esposta potrebbe sembrare un discorso prettamente di vaccinazione, ha invece tutt’altro carattere e non a caso ho citato che sia lo studio che la vaccinazione siano obblighi di legge. Andiamo per ordine. Ci sono oltre mille bambini di madrelingua tedesca non vaccinati; contemporaneamente l’assessore alla Scuola Italiana della Provincia di Bolzano Tommasini dichiara che per quanto riguarda i bambini di madrelingua italiana, siamo completamente all’opposto ovvero sulla totalità degli iscritti all’anno scolastico corrente, solo 5 non hanno presentato il certificato vaccinale ma si stanno adeguando.

Ora la domanda di “Lubrana memoria” nasce spontanea: essendo la legge 119/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Italiana, giustamente in lingua italiana, c’è il rischio che non venga compresa dai genitori di madrelingua tedesca? Cari Informati, sembrerebbe proprio di sì ovvero non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! L’enorme divario che suddivide i vaccinanti di madrelingua tedesca da quella italiana non è da imputare alla disinformazione sanitaria ma ad una questione strettamente culturale: se per ipotesi l’Austria, ovvero “Il Tirolo Che C’è”, avesse promulgato una legge che di fatto obbligasse i propri cittadini alla vaccinazione, avremmo assistito ad un esodo di bolzanini teutonici verso la più vicina Innsbruck. Insomma siamo alle solite, ce ne freghiamo dell'Italia e delle sue leggi ma ci teniamo i privilegi ben stretti. Il rispetto sancito dagli artt. 3 e 6 della“più bella del mondo” strappata dalle grinfie dell’ammaliatrice aretina va a farsi friggere. Altra domanda: se i sudtirolesi non rispettano la legge sull’obbligo dei vaccini, perché i loro rappresentanti al Parlamento l’hanno votata? Ecco a cosa mi riferivo all’inizio del post quando parlavo di coerenza e delle conseguenze di essa.

Ora immaginate per un solo attimo che questa storia venisse fuori pubblicamente (come spero che avvenga grazie a voi Informati), in che imbarazzo si troverebbe il governo nell’accertare che i propri sostenitori in parlamento (sostenitori economicamente interessati s’intende) non hanno il pieno controllo dei loro elettori locali? Come farebbero a giustificare le mance elettorali elargite in cambio del sostegno in Senato? Se il governo chiudesse i rubinetti, riusciranno a spuntarla sulla prossima fiducia? Ma a quanti di questi ricatti siamo ancora costretti ad assistere?
Care amiche e cari amici Informati non ci resta che sedere sulla riva del fiume ed attendere, prima o poi qualcuno passerà.
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