martedì 24 ottobre 2017

DISOBBEDIENZA VACCINALE: ARRIVA IL MINISTRO.






Bentrovati care amiche e cari amici Informati, il tema che tratterò non verte sui vaccini in quanto tali ma sulla "querelle" che è nata e che sta montando sempre di più sull'obbligatorietà dei vaccini. Tempo fa avevo postato sul blog l'articolo "DAGLI APPENNINI ALLE LANDE, SEMPRE ITALIA È!", dove raccontavo della reticenza di alcune famiglie di madrelingua tedesca residenti a Bolzano e nelle valli, a vaccinare i propri bambini per poter accedere alla scuola (poco più di un migliaio di frugoletti, tantissimi); la reticenza non era (ed è) strettamente legata ad una questione sanitaria piuttosto ad un mero principio ovvero quella della libertà di scelta contro l'obbligo previsto dalla legge voluta dal ministro Lorenzin. Ora che sia popolare o impopolare, quando una legge viene ratificata non c'è santo che tenga, deve essere osservata e la mancata osservazione deve essere sanzionata. Facendo un esempio pratico, sappiamo che in autostrada, per legge, la velocità massima non deve eccedere i 130 Km/h ma noi non ci facciamo certo scrupolo se in alcuni tratti "solitari" ci spingiamo ben oltre il limite! Abbiamo violato la legge e con molta probabilità ci arriverà l'odiata sanzione (il multone) per la nostra disobbedienza. Nel Sudtirolo sta accadendo la stessa cosa, le famiglie di madrelingua tedesca nonostante siano edotte sui rischi che comporta una mancata vaccinazione, optano per una disobbedienza perché al di là del Brennero (Austria e Germania), la vaccinazione non è obbligatoria ma viene lasciata la libertà di scelta se vaccinarsi o meno. Come vogliamo spiegarlo ai sudtirolesi che Bolzano, nonostante goda del "privilegio" di un'amministrazione autonoma, si trova in Italia ed è soggetto alle leggi italiane? ci sta provando il ministro Lorenzin che ieri a Roma ha incontrato l'assessore alla sanità di Bolzano Martha Stocker; quest'ultima ha assicurato che si stanno facendo enormi progressi per via di una campagna d'informazione e prevenzione mirata e che i bambini ancora senza vaccino attualmente sono poco meno di 500.


Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, che già in precedenza non aveva avuto remore a sottolineare che la copertura vaccinale a Bolzano era da "terzo mondo", altrettanto senza remore ha dichiarato che è inaccettabile che una provincia come quella di Bolzano, presa spesso come modello di efficienza, possa permettere che ci siano bambini non vaccinati che vanno "tranquillamente" a scuola, in barba  alle disposizioni ministeriali. Il ministro Lorenzin, resta in attesa di avere tutti i dati per poi procedere di conseguenza ed intervenire affinché si ristabilisca l'ordine; è intollerabile una tale violazione alle norme  legislative. A breve il ministro avrà anche un incontro chiarificatore col presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher per una verifica sul tema.
A tutto ciò fa da sponda Andreas Pöder, esponente della Bürger Union für Südtirol, che da tempo ha fatto propria la causa della libertà di scelta vaccinale, usando toni duri nel confronti del ministro e del governo romano, ricordando che a Bolzano vige un'autonomia e richiama la giunta provinciale a non chinare la testa davanti al governo. Il ministro Lorenzin, naturalmente, non è più persona gradita a Bolzano!



Insomma, continua ancora la solfa alla Elio e le Storie Tese con un "Italia si Italia no" eppure gli esponenti SVP (i sudtirolesi eletti in Parlamento) hanno votato a favore della legge! In quanto a disobbedienza, non possiamo esimerci dal citare il famoso PAPA' ITALIANO PAGELLA TEDESCA per il quale pare che nulla sia cambiato. Oggi gli è stata recapitata una nota (della quale non citerò la natura per ovvia riservatezza) che era a dir poco scandalosa se non offensiva nei confronti del papà. Nella nota si invitano i genitori ad un colloquio formale per una valutazione...(ndr). La nota, nonostante sia trasmessa al papà italiano, è scritta in entrambe le lingue, perfetta in tedesco ma da far pena in italiano, la lingua ufficiale. La dirigente che sottoscrive si scusa col papà perché chi ha formulato la nota è di madrelingua tedesca ma non conosce bene l'italiano: allora a cosa serve se un giudice si è già espresso sulla questione? possibile che non si trovi in un ufficio qualcuno che sappia tradurre e riscrivere una nota in italiano o meglio ancora scriverla direttamente in italiano e basta? Possiamo realmente credere che tutte queste "sviste" siano commesse in buona fede?
Insomma l'Autonomia tutto il buonsenso porta via e mi verrebbe da dire esclusivamente per stemperare la tensione "simm'e Napule paisà", ma rischio di essere abbattuto a colpi di speck. Alla prossima Informazione care amiche e cari amici Informati.


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