venerdì 13 ottobre 2017

CAMBIO DI ROTTA, ORA SI FA SUL SERIO.


Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Aveva proprio ragione John Belushi quando nel film “Animal House” dava la carica ai suoi amici pronunciando la celeberrima frase “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Questa frase viene spesso utilizzata da atleti e da altri personaggi famosi per "caricarsi" in vista di una sfida difficile. La stessa frase deve averla pensata anche il consigliere Paul Köllensperger (M5S) quando, in settimana, ha presentato un’interrogazione al consiglio provinciale che ha proprio l’aria di una sfida difficile, di una sfida senza precedenti perché alza, e non di poco, il livello di attenzione verso problematiche storiche e perduranti della Sanità altoatesina. L’interrogazione verte sull’erogazione dei servizi sanitari, in particolare la disponibilità degli esami diagnostici eseguiti nelle strutture sanitarie provinciali. Con quest’interrogazione si cerca di far luce sulle carenze strutturali che purtroppo hanno portato al collasso un sistema già minato da una comprovata mancanza di professionalità dei suoi dirigenti; basti pensare che abbiamo a Bressanone una Direttrice Sanitaria di Comprensorio che nel suo c.v. indica come esperienza lavorativa l’assunzione di una carica a Segretario Comunale: che forse l’applicazione di un cerotto su un ginocchio “sbucciato” la qualifichi come esperta in campo sanitario? A tal proposito, per dovere di cronaca, la nomina della Direttrice è attualmente oggetto di ricorso al TAR proprio per difetto di professionalità a copertura della carica.

E come non menzionare il GeneralDirektor Thomas Schael, anch’egli oggetto di una mozione presentata sempre dal consigliere Köllensperger, nella quale ne chiede la decadenza in applicazione a quanto previsto dal decreto legislativo 171/2017 del Ministro Della Salute Lorenzin, sulle responsabilità e sul mancato raggiungimento degli obiettivi dei direttori generali delle ASL. Köllensperger (e non è il solo) attribuisce al direttore Schael la disastrosa gestione delle liste d’attesa per l’erogazione dei servizi sanitari e diagnostici; per esempio a Bolzano e Merano, per eseguire una risonanza magnetica occorrono più di 130 giorni, a Trento occorre meno di un mese! La mozione (come era prevedibile) è stata respinta al mittente, infatti Schalel è stato salvato, manco a dirlo, grazie ai voti dei consiglieri SVP e PD, gli stessi che stanno affossando l’Autonomia bolzanina e mettendo in serio pericolo il futuro della minoranza linguistica tedesca.

Ma non è finita qui. Köllensperger presenta anche un’interrogazione sulle nomine “dirette” dei dirigenti ASL. ovvero su quelle nomine di cariche apicali (primari, dirigenti, etc.) che normalmente sono ricoperte previo concorso. L’art. 23 della Legge provinciale 7/2001 autorizza il Direttore Generale, in casi eccezionali, a nominare direttamente un dirigente senza ricorrere al concorso nei limiti del 2% sul totale dell’organico aziendale; in sostanza se l’organico è composto da 100 dirigenti, il direttore ha la facoltà eccezionale di poter nominare direttamente 2 dirigenti senza concorso. Il problema delle nomine è ritornato d’attualità proprio perché Schael ha deciso di nominare direttamente il primario di Medicina dell’Ospedale di Bolzano, sollevando corali proteste sia da parte di ANAAO (sindacato dei medici) sia di ANPO (sindacato dei primari ospedalieri).

Insomma, quando si parla di Sanità e nomine dirigenziali in Alto Adige, sembra di essere tornati ai tempi del Rinascimento Italiano, con Schael nei panni di Papa Alessandro VI° (Papa Borgia), che aveva fatto della “simonia” una regola basilare del suo pontificato, solo che qui non si assegnano cariche cardinalizie ma poltrone ugualmente "pesanti". 

Köllensperger con queste interrogazioni ha dato il via ad una nuova fase politica manifestata da un’onestà intellettuale altamente maturata, dove la natura ed i temi oggetto delle sue interrogazioni denotano un serio interesse ed una sensibilità da parte dell’uomo politico verso chi gli paga lo stipendio. Ora capisco perché quelli del Movimento 5 Stelle non si fanno chiamare onorevoli ma “portavoce”. 

Un abbraccio ed un grazie di cuore a tutti voi care amiche e cari amici Informati perché abbiamo passato quota di diecimila visite ma l’Informazione ne pretende di più, molti di più.

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