giovedì 19 ottobre 2017

LA FIABA DEL PECORAIO MAGICO


Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Perché il Pecoraio Magico? Perché il Pifferaio Magico è una bella fiaba mentre quella di Luca Zaia (il pecoraio magico) come fiaba non ci azzecca più di tanto, partita con le migliori intenzioni ma regredita nel suo percorso e dove alla fine non credo che assisteremo ad un "...e vissero tutti felici e contenti." E le pecore? Quelle siamo noi, che ammaliate dal dolce suono del flauto del Pecoraio, andremo inevitabilmente a cadere nel burrone.
La pseudo-fiaba di cui oggi voglio Informarvi e quella del referendum regionale che ci troveremo a votare alla fine di questa settimana, con l'esattezza domenica 22 ottobre. Non scriverò di per se del referendum perché la vostra onestà intellettuale ha già coniato un'idea in proposito ma scriverò delle sfaccettature, di quelle mezze parole pronunciate a denti stretti, di quegli spazi tra le righe che nessuno legge ma che danno un'immagine reale di quello che sarà: una verifica di governo regionale, una tirata di somme per comprendere al meglio qual è l'attuale consenso di cui gode il Governatore ed i suoi vassalli, una "conta all'ultimo sangue" per saggiare se la Liga Veneta ce l'ha ancora duro o dovrà ricorrere alle pillole blu. Bossi Docet!

La campagna referendaria era partita con i migliori auspici ma si è inevitabilmente arenata in uno scontro senza quartiere tra popolani e populisti, tra prezzemolini in ogni minestra che speravano in un ripescaggio nel grande fratello vip ed opinionisti della domenica prestati alla politica che neanche Alfonso Signorini si azzarderebbe ad ospitare in uno dei suoi programmi.
Di per se, il quesito posto a soggetto del referendum "VUOI CHE ALLA REGIONE DEL VENETO SIANO ATTRIBUITE ULTERIORI FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA?" dice tutto e dice niente, è più inconcludente del Nobel per la Pace assegnato ad Obama.

D'altronde Zaia promette che con il risultato vincente del referendum andrà diritto a Roma non per chiedere, ma per rivendicare il diritto all'Autonomia perché i Veneti si devono governare da soli, perché il Veneto deve essere restituito ai Veneti ed i soldi dei Veneti devono restare nel Veneto perché Roma è nemica del Veneto. C'è qualcosa che mi sfugge. I soldi devono restare nel Veneto, ne siamo proprio sicuri? Quali soldi?

Il signor Zonin non mi sembra proprio un personaggio tipico del "Testaccio" anzi, credo che sia proprio un veneto doc eppure e grazie a lui ed altri banchieri veneti come lui che i risparmiatori veneti sono stati depauperati dei propri risparmi.
Forse allora Zaia rivendicherà l'Autonomia per garantire il diritto alla salute, quello sancito anche dalla Costituzione tanto per intenderci. Purtroppo anche sul tema della salute non sono proprio sicuro che ci sia trasparenza, se non altro perché è dagli anni novanta che un'azienda veneta, la Miteni, ha inquinato le falde acquifere nel territorio vicentino senza che abbia mai dato segnalazione alle autorità competenti, compromettendo in maniera incontrovertibile la salute di un'intera generazione di veneti.

E allora puntiamo sulle infrastrutture così che con l'Autonomia avremo la possibilità di trattenere gli oneri fiscali versati al governo centrale; invece di ingrassare i poltronari di Montecitorio provvederemo a finanziare le opere essenziali per rendere il Veneto  una regione competitiva ed appetibile agli investitori stranieri, basta che non facciamo percorrere a questi "avventurieri" la nostra famosa Pedemontana!
E se agli investitori invece che la Pedemontana mostrassimo l'opera posta a salvaguardia della città di Venezia, la supermegastruttura M.O.S.E.? La diga posta a tutela della città lagunare è sicuramente un'eccellenza ed un vanto per tutte le amministrazioni regionali che si sono succedute durante l'esecuzione dei lavori di posa in opera. Un perfetto esempio di armoniosa collaborazione tra Enti Pubblici ed imprenditoria veneta nonché di un apprezzabilissimo contenimento della spesa di sicura rilevanza ai fini dell'Autonomia.
Spero che perdonerete il mio sarcasmo. Non intendo deprimere nessuno ma i fatti sono fatti ed a volte corriamo il rischio di dimenticare quello che non avremmo neppure voluto sapere. Quelli che ho elencato, cari Informati, non sono che una minima parte del martirio che subisce quotidianamente il Veneto ed i Veneti e di questo siamo ben edotti. L'ultima uscita del governatore Zaia sullo stop alle cattedre assegnate a docenti provenienti dal sud, soprattutto inserita in un contesto atto a denigrare questa categoria per favorire un successo al referendum, denota una strumentalizzazione tipica di chi comincia ad avere seri dubbi sul successo dell'operazione; oltretutto si chiede una consultazione referendaria per avere soprattutto un'autonomia fiscale ed economica, cosa c'entrano le "truppe scolastiche cammellate"?
Perché non scrive che con l'Autonomia creeremo un Veneto onesto, funzionale, dove i veneti non avvelenano i veneti, dove i veneti non si appropriano dei risparmi dei veneti, dove i veneti passando davanti ad un'infrastruttura si sentiranno orgogliosi di aver contribuito alla sua realizzazione, dove i veneti si sentiranno autonomamente orgogliosi di far parte del Veneto. La continua o la fine della fiaba del "Pecoraio Magico"  e del suo flauto ammaliante sta nella matita che abbiamo nelle nostre mani: a noi la scelta di continuare a scrivere o metterci un punto preceduto dalla parola fine.

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