sabato 28 ottobre 2017

UNA SERENISSIMA VERITA'



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Appena una settimana fa in Veneto si è svolto il referendum consultivo che verteva su una richiesta di ulteriore maggiore autonomia nella gestione della regione. Su poco più di quattro milioni di elettori aventi diritto, si è avuta una percentuale di votanti effettivi che si è attestata a poco meno del 60%; su questa base, i favorevoli all’autonomia sono stati il 95%. Un successo che qualcuno a denti stretti direbbe a metà, ma sempre successo è.






A fronte di questo “poco meno del 60%”, abbiamo “un poco più del 40%” che non è che ha votato contro l’autonomia, a votare non è andato proprio! Ciò non è solamente sinonimo di disinteresse, ciò è anche sinonimo di mancanza di fiducia, di delusione di aspettative mai concretizzate, di rassegnazione. È un po’ come nel 2000 quando alle presidenziali americane si sfidarono George W. Bush ed Al Gore; dopo il voto si ebbe una nazione divisa perché entrambi si attestarono metà dei voti e solo i grandi elettori fecero pendere l’ago della bilancia a favore di Bush, non il popolo!



Anche da noi è così, ma con la sensazione di essere stati ingenuamente manipolati. Da che ho memoria nel Veneto è sempre spirato un vento indipendentista, una “Nasion” piuttosto che una regione (basta leggere le scritte fatte con le bombolette spray sui cavalcavia del passante di Mestre), tanto che se al posto della scheda referendaria che chiedeva una maggiore autonomia avessimo trovato una scheda referendaria che chiedeva l’indipendenza, anche i morti sarebbero risuscitati per poter dire la loro (forse ho esagerato). D'altronde, siamo sempre in quella che una volta era la repubblica Serenissima dove purtroppo l’ultimo Doge non è stato Lodovico Giovanni Manin ma un certo Giancarlo Galan.






Il mio scetticismo sul referendum e sul suo risultato era basato proprio su questo: che eredità ha lasciato l’amministrazione Galan dopo una gestione a dir poco criminale? Una maggiore autonomia, con tutti i suoi buoni propositi sui quali il governatore Zaia ha posto gran parte delle sue aspettative, darà la possibilità ai signori criminali (quelli del MOSE e dei PFAS e delle banche) di delinquere ancora più indisturbati ovvero di farlo con maggiore autonomia? E poi, a rigor di memoria, quando sento parlare di autonomia non riesco a pensare ad altro che agli "insuccessi" delle altre autonomie vigenti attualmente in Italia. Su queste pagine abbiamo spesso parlato dell’autonomia per eccellenza, la Provincia di Bolzano che autonomamente ha realizzato la più bassa copertura vaccinale presente in Italia, autonomamente ha deciso l’utilizzo di medici senza specializzazione, autonomamente provvede a derogare le loro stesse leggi provinciali per favorire l’uno o l’altro dirigente, autonomamente decide di emettere pagelle o cartelle cliniche in tedesco a genitori o pazienti di madrelingua italiana, che più un’autonomia sembra un regime! Oppure vogliamo parlare dell’autonomia della Sicilia dove il governatore può scegliere autonomamente di farsi praticare lo sbiancamento anale e poi far ricadere la spesa sui contribuenti? Oppure dello scandalo dei vitalizi in Valle d’Aosta? In sostanza, pare che l'Autonomia ci rende più autonomi negli "abusi" piuttosto che nei diritti.
Il mio non è mero pessimismo finalizzato a destabilizzare, la cosa è seria, non è campata in aria perché sta succedendo anche ora mentre sto scrivendo. L’Italia è una grande nazione con una grande cultura millenaria piena zeppe di contraddizioni, ed il Veneto, che è parte integrante dell’Italia nonché locomotiva economica, non è da meno. Il voto referendario o meglio il suo risultato è esso stesso una contraddizione. Mi sarei aspettato caroselli di automobili strombazzanti con bandiere del Leone di San Marco al vento ed invece nulla. Mi sarei aspettato una manifestazione spontanea sotto le finestre della regione per festeggiare ed acclamare insieme il “Nuovo Doge”, ed invece nulla. Forse a Venezia ci mancano le Ramblas? Forse che alla fine a questa autonomia ci crediamo poco o niente perché il nostro sistema è compromesso?
Sapevate che la ditta Ing. Mantovani S.p.A., esecutrice dei lavori del MOSE, ha annunciato che presto bloccherà i cantieri perché il Consorzio Venezia Nuova CVN, del quale è consorziato, non ha ancora liquidato i pagamenti che aspetta da tempo?




"...Il Consorzio non ha mai negato i lavori ma anche in questi giorni, in alcuni contatti tra le parti dopo la decisione di chiedere il decreto ingiuntivo e bloccare i cantieri, ha ribadito le difficoltà nei pagamenti. Difficoltà che però, e su questo i commissari non fanno un passo indietro, derivano dai conti «allegri» del passato: oltre ai 28 milioni al Fisco, Fiengo e Ossola hanno scoperto che il CVN Consorzio Venezia Nuova negli anni di presidenza di Giovanni Mazzacurati, aveva accantonato solo in parte il denaro per far fronte alla maxi-rata del finanziamento della Banca europea degli investimenti e dunque lo scorso anno su circa 310 milioni ricevuti dal Provveditorato, ben 267 sono stati versati in Lussemburgo, lasciando le briciole alle imprese consorziate."


L'autonomia che sarà, come ci garantirà che tutto ciò non accada ancora? Anche se il governo romano ci accordasse una maggiore autonomia, come faremo ad applicarla se girano ancora certi personaggi che garantiscono una opacità amministrativa. E ricordiamoci che le anime nere non si nascondono esclusivamente dietro le poltrone dirigenziali. Un "Malcostume" tutto italiano ed il Veneto non è esente, purtroppo.

Care amiche e cari amici Informati, parafrasando il film Matrix, tocca a noi scegliere se continuare o restare: Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio”.

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