domenica 26 novembre 2017

HEIDI, LA PASTORELLA CON LO CHALET DI LUSSO!



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Se siete un parlamentare della Repubblica Italiana eletto nelle file dell'SVP (Südtiroler Volkspartei), possedete un "maso" (tipica abitazione rurale del Trentino Alto-Adige) adibito ad agriturismo e volete ingrandire la vostra attività, allora vi suggerisco di fare come l'on. Daniel Alfreider (SVP per l'appunto). L'onorevole Alfreider, non in qualità di rappresentante del popolo italiano o meglio del Sudtirolo (non mischiamo le "mele con le pere" - cit.) ma proprietario di un maso, è stato beccato da una troupe di Mediaset, la quale aveva precedentemente scoperto che il deputato aveva usufruito di un finanziamento dell'Unione Europea, per espandere il maso preesistente. In questo video la giornalista incalza con una serie di domande l'on. Alfreider circa l'ampliamento del maso, ottenuto dichiarando di avere un'attività pastorizia di circa una ventina di pecore, da qui il titolo del servizio "Le pecore in giardino".

Giusto per la puntualità della notizia, se uno dichiara di essere in possesso di un'attività pastorizia che oltre agli ovini dimostri il commercio dei prodotti riconducibili a tale attività, può accedere a dei fondi europei per ampliare il ricovero degli animali ovvero la stalla. Pare che la troupe di Quinta Colonna (trasmissione Mediaset di Paolo del Debbio) abbia scoperto che l'on. Alfreider possiede effettivamente un maso, che abbia avuto accesso ai fondi per la ristrutturazione/ampliamento della stalla ma che le pecore siano state messe li solamente giusto il tempo per poter certificare l'attività pastorizia, al fine di usufruire del finanziamento. La normativa in questione prevede che l'attività sia già avviata e non in "procinto di", quindi pare che il pronipote della più solare Heidi abbia commesso un'irregolarità - se così la vogliamo chiamare - dato che dichiara che le sue pecore "produrranno" e non hanno prodotto lana. Ma il  "leitmotiv" dell'inchiesta, è che con l'ampliamento  della "stalla" si è usufruito di una cubatura tale che da maso/agriturismo, la struttura è stata trasformata in uno chalet di lusso da 100,00 euro a notte, alla faccia delle capre che dovranno stare in giardino. Cavolo, 'sto SVP una ne pensa e cento ne fa e non si risparmia. Se dimostrassero tanta tenacia nel raggiungimento degli obiettivi personali anche nelle attività parlamentari, avremmo la miglior legislatura al mondo ma l'indice di produttività del nostro "pastorello", non spicca in classifica.
Insomma cari Informati, siamo alle solite. Certo è che non stiamo accusando l'on. Alfredier di alcun reato oltremodo perché non siamo preposti a farlo però, se possiamo dirlo, la cosa ci infastidisce e non poco soprattutto in un periodo come questo dove la politica non gode certo della stima della cittadinanza. Qui troviamo un parlamentare che con un semplice giochetto "aggiusta" una normativa a suo beneficio; è vero che non stiamo parlando delle mitiche truffe all'AIMA da centinaia di miliardi di lire ma è anche vero che l'imbarazzo dimostrato dal deputato durante l'intervista, lascia presupporre qualche dubbio procedurale. Da tempo denunciamo, soprattutto nell'Alto Adige, irregolarità procedurali che spesso sfociano, nelle migliori delle ipotesi,in condanne per danno erariale. Ultima in ordine di tempo - non parliamo di condanna ma di procedura non proprio azzeccata - è la polemica innescata a Bolzano deve l'assessore Lorenzini ha destinato ben cinquanta mila euro alla decorazione artistica dei jersey, quegli spartitraffico/barriere in cemento o in plastica ripiena di acqua o sabbia utilizzati in città o in autostrada per delimitare i piani viari; oltre alla polemica ed ad una reazione alquanto drammatica dell'assessore, ieri con la pioggia i disegni apportati per abbellire i jersey, hanno iniziato a sciogliersi come neve al sole. In queste pagine abbiamo spesso parlato di spese "particolarmente incaute" sostenute dall'Amministrazione locale o di provvedimenti che lasciavano molto a desiderare. Il vice Obmann Alfreider forse non ha voluto essere da meno dei suoi conterranei tanto si sa, l'Autonomia ogni buonsenso porta via.
Certo che se Heidi avesse avuto più lungimiranza, piuttosto che a piedi scalzi ed una capanna oggi andrebbe in giro in Bentley e vivrebbe in uno chalet da"mille e una notte" o cento euro, fate un po' voi. Un abbraccio ed un grazie per il successo ottenuto dal blog, con la certezza che l'Informazione rende l'uomo libero.


giovedì 23 novembre 2017

UN PICCOLO PASSO PER L'UOMO, UN GRANDE PASSO PER LA DIGNITA'


La sua decisione ha spiazzato tutti, ma proprio tutti. 

Bentrovati care amiche e cari amici Informati, sembra incredibile ma è proprio vero. Alessandro Di Battista, il Dibba, il Guerriero, ha deciso che non concorrerà alle prossime elezioni politiche che si terranno nel 2018 per il rinnovo del Parlamento. Non si era mai visto o sentito in Italia che un parlamentare sulla cresta dell'onda nonché esponente/uomo immagine di un partito politico (in questo caso di un Movimento - quello a 5 stelle), rinunciasse alla sua candidatura per le prossime elezioni, nonostante l'età che fa invidia ai "matusalemme" della politica, eccezion fatta per il "bulletto di Rignano" che, anche se giovane, puzza di vecchio da turarsi il naso. Scelta coerente, scelta drammatica, scelta di vita o qualunque sia la scelta, fatto sta che il Dibba - a me piace chiamarlo così - ha dimostrato che lui è un corista fuori dal coro, capace di acuti sovrumani stando in mezzo agli umani. Infaticabile guerriero, la sua ormai storica "Costituzione Coast to Coast", il viaggio itinerante a difesa della Costituzione Italiana per il referendum, ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi lo ha ascoltato nelle piazze o di chi si commuoveva al grido 
Onestà! Onestà! Onestà!
Noi ne abbiamo visti di comizi, io ancora mi ricordo quello di Bettino Craxi quando venne nella mia città nel 1984, sventolando il classico garofano rosso e snocciolando tante di quelle promesse che se fossero state lampadine, avrebbero illuminato a giorno anche Piazza San Pietro; nulla a che vedere con gli incontri faccia a faccia che il Dibba ha sostenuto con tutti i simpatizzanti che lo hanno accolto e che, dopo averlo salutato, lo affiancavano in moto fino alla prossima tappa. Già, la moto. Il Dibba si è girato tutta l'Italia in sella ad una moto tirandosi dietro le critiche degli "autobluisti" parlamentari accusandolo addirittura di aver speso denaro pubblico per il carburante: chissà la sorpresa (amara) quando hanno scoperto che la moto era elettrica. 

Naturalmente è poca cosa in confronto al treno del PD "destinazione Italia" che sta portando il Bomba in giro per lo stivale. Anche per lui ci sono bagni di folla come per il Dibba solamente che quando arriva, la gente vorrebbe di lui un souvenir tipo una costola, un tibia, la spina dorsale e non per uso reliquiario. 

Ecco la differenza. La scelta del Dibba mette ancor di più in risalto la mancanza di coerenza di Renzi e del suo Giglio Magico (ora tragico), quando prometteva in TV e sui quotidiani che ad una "eventuale" sconfitta al referendum costituzionale sarebbe susseguito un suo improrogabile ritiro dalla vita politica perché lui non è come gli altri politici attaccati alla poltrona. Ma, contravvendo ai suoi propositi ed in piena armonia col suo carattere da autentico "cazzaro", della poltrona ne ha preso pure le sembianze. E non dimentichiamoci dell'ex cavaliere che ora impersona un nuovo supereroe per conto della Marvel, l'Interdetto Mascherato: nonostante la veneranda età e l'interdizione dai Pubblici Uffici, si sta imbarcando nell'ennesima avventura elettorale coalizzandosi con i superstiti dei cugini di campagna.
(Formazione comprendente Angelino Alfano che ritornerà col Berlusca)

Anche l'Interdetto Mascherato avrebbe fatto bene a ritirarsi dopo la batosta delle legge Severino, però col cavolo che il "vecchio" molla la presa visto che è piuttosto arzillo (a Merano devono aver trovato la fonte della giovinezza cercata invano da Cortes). Ma lui non parla di onestà, di dimedio dello stipendio parlamentare o di abolizione dei vitalizi men che meno di reddito di cittdinanza; lui torna alla carica parlando a destra e a manca di giustizia, pensioni, dentiere, animali ed ogni tanto ci scappa anche la battuta sessista che non guasta mai. E poi ha ancora la capacità, trasmessa al suo figlio innaturale Bomba, di accaparrarsi pacchi di voti da quei personaggi che non vorreste neppure come vicini di casa. Ha proprio ragione il pentito Gaspare Mutolo: Berlusconi è peggio di quel che sembra, non dimentichiamoci che Dell'Utri è ancora in galera. Ed allora bravo Dibba, complimenti per quando hai urlato alla Camera tutta la tua disapprovazione nel sapere che a pochi scranni da dove sedevi, ci trovavi a "Giggino a purpetta", alias Luigi Cesaro alias l'autista di Raffaele Cutolo alias deputato di Forza Italia. Bravo Dibba che non ti sei lasciato avvelenare dalla politica, che hai preso le distanze da chi fa politica per carriera e che non hai smesso di coltivare i tuoi sogni, una famiglia, scrivere e viaggiare. Come ho già detto nel titolo, un piccolo passo per l'uomo, un grosso salto per la dignità umana. Un abbraccio a tutti voi dal vostro Informatore.

venerdì 17 novembre 2017

LEI NON SA CHI SONO IO!



Quante volte vi sarà capitato nella vita che qualcuno vi scavalchi mentre siete in coda alla posta o alla cassa di un supermercato o in un ristorante? e quante volte, a seguito di una sentita rimostranza sull'abuso appena subito, vi è capitato di sentire "Lei non sa chi sono io?!". A me tante volte che ormai non ci faccio più caso perché si sa, fila che fai cafone che trovi. Ma immaginate di essere in autostrada ed all'improvviso qualcuno vi fa accostare incautamente, vi fa scendere dalla macchina per dirvene un sacco ed una sporta e vi urla TU NON SAI CHI SONO IO!

Quello che vi ho chiesto di immaginare è realmente accaduto ad un ignaro automobilista, così come riportato dal giornale TAGESZETUING, che mentre percorreva la A22 del Brennero, si è visto affiancato da una BMW con tanto di paletta sventolante che ne intimava l'accostamento nella corsia di emergenza. L'automobilista, come chiunque si veda costretto ad accostare per via della segnalazione effettuata con una paletta d'ordinanza, credeva di avere a che fare con un agente di pubblica sicurezza in borghese; chissà lo stupore nell'apprendere che l'uomo che lo ha fatto accostare era neintepopodimeno che il Direttore Tecnico Generale nonché Sostituto amministratore delegato nonché Procuratore speciale nonché Consigliere delegato e membro comitato esecutivo nonché Responsabile dei lavori in cantieri autostradali nonché Responsabile della sicurezza delle gallerie, Sua Eccellenza ing. Carlo Costa (con tutte 'ste cariche, mi sembra l'ex presidente dell'I.N.P.S. Mastropasqua), che qui vediamo in un ritratto di quando era docente di Bon Ton ad Oxford.


Perché parliamo di bon ton e di caduta di stile? perché il direttore generale Costa, ha proferito la frase che riportiamo integralmente così come pubblicato nell'articolo di giornale sopra in copertina ovvero: 


Povero automobilista ma lungi da me giudicare l'ing. Costa, perché come è mia consuetudine non entro nel merito della questione, non voglio sapere perché il direttore Costa si sia tanto infuriato da commettere una simile azione in autostrada né cosa abbia commesso l'automobilista, protagonista suo malgrado delle "amorevoli" attenzioni del nostro direttore. Quello che mi domando e dico è questo: è mai possibile che in questo benedetto angolo di paradiso che è l'Alto Adige, chiunque copra una posizione apicale o carica istituzionale, sia esso di madrelingua tedesca o italiana, si sente autorizzato ad abusare della sua posizione quasi a rimarcare la differenza tra feudatario e servo della gleba? Negli ultimi tempi abbiamo più volte segnalato di dirigenti politici, sanitari ed amministrativi che danno una interpretazione "ad personam" alle funzioni per le quali hanno ricevuto incarico o, ancora peggio, consenso popolare da elezione. Ed il guaio è che il tutto ricade sulla popolazione locale, che diventa l'inconsapevole vittima di pregiudizi perché i loro "capi", intenti al culto della propria personalità, implicitamente sottomettono coloro che ingenuamente credono di vivere una realtà agiata e quasi idilliaca senza che riescano a percepire l'inganno al quale vengono sottoposti. Basti pensare al senatore Zeller (SVP) che non fa mistero di essere un classista quando dichiara che "non possiamo mischiare le mele con le pere" (lui non può sporcarsi le mani con lavori umili perché è di rango elevato), senza dimenticarci di quel fenomeno a quattro ruote dell'assessore Achammer (Obmann SVP), il quale ancora non si capisce se è anche dipendente della Motorizzazione Civile dato che può prendersi la patente a suo libero piacimento; ed anche per quanto riguarda il suo assessorato noto con rammarico che non abbia mai dato un riscontro sulla ultra sollecitata questione delle pagelle in tedesco. La popolazione locale di lingua italiana o tedesca che sia continua ad essere aizzato l’uno contro l’altro da gente più che discutibile, sfruttando fantasmi di un passato fascista (vedi depotenziamento del monumento del tribunale di Bolzano) o distratto dagli abusi violenti generatisi in quella terra, protezione di criminali nazisti, terroristi ecc. Triste il Land ove un po’ di "oiro", per dirla alla Klotz, non si rifiuta mai in cambio di odio e di livore dispensato a larghe mani nascosto nel Bilinguismo. Il direttore Costa con il suo gesto non fa che confermare quello che scrivo oramai da diverso tempo, che il problema del bilinguismo è soltanto un tema ricorrente per tenere occupata la mente dei singoli e dell'opinione pubblica perché il problema dell'abuso di potere non conosce ne lingua tantomeno patria o bandiera: se è vero il proverbio popolare che recita "i soldi ridanno la vista ai ciechi", è altrettanto vero che il potere trasforma l'uomo in un principe "abusivista". Un caloroso abbraccio a tutti voi dal vostro Informatore.

mercoledì 15 novembre 2017

WHISTLEBLOWING: PROVA DI CIVILTA'.


 Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Vi ricordate quando pubblicai il post “Prove generali di regime”? ebbene miei cari informati, oggi è una giornata storica per il Bel Paese perché proprio oggi il Parlamento ha approvato la legge sul whistleblowing ovvero la legge che tutela l’anonimato di quei dipendenti, sia pubblici che privati, che denunciano attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica o privata (come corruzione, concussione, frode, illecite operazioni finanziarie e molti altri ancora). Ma mentre tutta l'Italia - quella onesta, quella fiera - festeggia per un'epica vittoria sociale e culturale, c'è una parte di quest'Italia, l'Italia che non è, che sicuramente ora avrà una bella gatta da pelare. Sto parlando della Provincia di Bolzano e del suo Consiglio che circa due mesi fa, su proposta del consigliere Paul Kollenspiger (M5S), aveva bocciato una simile mozione all'unanimità.


Non c'è che dire, per l'ennesima volta la politica ignorante che antepone l'interesse personale a quello dei cittadini di Bolzano, resta aggrappata ad una concezione di amministrazione di stampo feudale, dove il signorotto di turno dispone della vita e della morte dei sudditi che comunque lo foraggiano: ci manca solo che votino anche il ripristino dello ius primae noctis e lo sfacelo è completo. Possiamo solo immaginare la frustrazione di chi come Kollensperger e di tutti quei cittadini che sottomessi da una politica ignara delle reali esigenze della collettività, continuano a veder negati i diritti essenziali per un accrescimento sociale e culturale. Basti pensare a quante segnalazioni potrebbero arrivare sull'abuso di potere perpetrato dagli istituti scolastici, nei confronti di quei genitori che non riescono neppure ad avere un confronto, anche indiretto, con chi è deputato alla tutela degli alunni (tempo fa avevamo raccolta la testimonianza di un genitore che denunciava il fatto che la propria bambina fosse stata consegnata all'uscita della scuola, ad un perfetto sconosciuto!), oppure degli innumerevoli casi di mala sanità ovvero di tutti quei disservizi che l'utenza sudtirolese deve subire ma per i quali non trova giustizia tantomeno ascolto. Certo che se i nostri interlocutori sono quelli che si "auto-rilasciano" la patente di guida, consapevoli che i funzionari preposti non segnaleranno mai l'irregolarità per paura di ritorsioni, capiamo che l'applicazione del whistleblowing nel sudtirolo, sarà un miraggio.
A presto miei cari Informati.

martedì 14 novembre 2017

ANCHE SE TI RISPETTO, COMUNQUE NON MI DIMETTO.


Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Finalmente siamo alla resa dei conti ed il conto presentato è così salato che non bastano le lacrime, amarissime, per poter avere una dilazione sul pagamento; ma è quello che ci meritiamo ed è bastato solamente un quarto di secolo per sovvertire l’ordine delle cose. L’Italia, da patria dei liberi pensatori, degli artisti, degli inventori, dei navigatori e dei poeti, ora è ridotta ad un postribolo di morti di fama (cit.), artisti e calciatori senza talento, pseudo-soubrette in cerca di un Papi che le sponsorizzi e di politici volgari, ignoranti, avidi di denaro e più presenzialisti delle “maggiorate” degli anni cinquanta.

Effettivamente stamattina ci risvegliamo per ritrovarci tutti fratelli nella disgrazia comune avvolti in un unico abbraccio tricolore che va da Bolzano fino a Lampedusa, perché l’Italia non parteciperà ai prossimi mondiali di calcio in Russia; e “chissenefrega” di tutto il resto. Già, quel resto che il mio amico Claudio Morgigno, che non è uno che le manda a dire, centra l’obiettivo in un post pubblicato sulla sua pagina di FB:

L’ultima volta che noi italiani ci siamo pubblicamente indignati è stato davanti all’hotel Raphael a Roma, dove assistemmo ad una “pioggia miracolosa” che bagnava un uomo zuppo di gocce di monetine. Da allora più nulla.
“Padre, tutto è compiuto” e chinato il capo spirò.

Ecco come siamo noi oggi, dei poveri cristi chinati impassibili su un destino segnato da altri. Abbiamo ceduto alle lusinghe di Beautiful, del Grande Fratello e dei reality show che di reale hanno ottenuto solamente di alienarci completamente la mente. Crediamo che il plurale di dito sia mano, coltiviamo un’ignoranza che galoppa più velocemente di Varenne ed ai posti apicali, quelli di comando, troviamo dei perfetti inetti se non addirittura dei criminali.

Non ci indigniamo se il governo utilizza denaro pubblico per salvare banche private che hanno truffato una miriade di risparmiatori condannandoli all'oblio; non ci indigniamo se i terremotati dormono ancora all’addiaccio nonostante Consip abbia già aggiudicato la gara per la fornitura di moduli abitativi parzialmente consegnati ma già pagati. Non ci indigniamo se la legge bavaglio elimina la pubblicazione delle intercettazioni così da non correre il rischio di sentire un imprenditore ridere per gli affari che farà grazie al terremoto dell’Aquila oppure se abbiamo acquisito una banca (abbiamo una banca? Abbiamo una banca?). Non ci indigniamo se col Job-Act ci hanno tolto le garanzie sul lavoro e quindi il futuro (qui niente piogge di monete, solo suicidi); non ci indigniamo se la Buona Scuola abbia retrocesso la proposta formativa al livello del gioco dello “schiaffo del soldato”. Non ci indigniamo se hanno depenalizzato reati come il falso in bilancio oppure ridotto i tempi della prescrizione dei reati che ormai nessuno paga. Non ci indigniamo se al Senato siedono Verdini, Formigoni, Albertini o il “pisciatore in bocca di suore” sua eccellenza Azzollini. Non ci indigniamo se a Bolzano, la corrente indipendentista vota un emendamento atto a schedare gli studenti per appartenenza etnica.
Il fatto è che non ci indigniamo più e basta.
Speriamo che il calcio, l’unica cosa che pare ancora susciti l’interesse dell’italiano medio, ci riporti a quel sentimento di disagio che è stato il motore di rivoluzioni culturali e sociali; male che vada, possiamo sempre seguire il consiglio di un altro amico, Costantino Gallo, che in questo post propone una valida alternativa alla nazionale di Ventura:

Cari amiche e cari amici Informati, come vedete il “renzismo” è come l’ebola, ha contagiato tutti perché ha prodotto personaggi che come lui (il Fonzie di Rignano) negano l'evidenza degli insuccessi e che non mollano la poltrona, nel caso di Ventura la panchina, in pieno spirito di incoerenza tutta italiana, la loro italia.

Un abbraccio fraterno a tutti voi, Informati ed Indignati di tutta Italia.

giovedì 9 novembre 2017

IN ALTO ADIGE, A QUANDO GLI AUTOBUS PER TEDESCHI E ITALIANI?



«Non potevo immaginare che in quel momento si stesse facendo la Storia, ero solo stanca di arrendermi sempre».  -Rosa Parks-
Roba da non credere. A 67 anni dal rifiuto di Rosa Parks - la paladina dei diritti civili degli afroamericani - di cedere il suo posto a sedere ad un uomo bianco nell'autobus sul quale viaggiava, ecco che ci risiamo di nuovo.

Care amiche e cari amici Informati, stavolta gli esponenti del FREIHEITLICHEN, partito indipendentista di Bolzano, appoggiati dai fenomenali SVP (sudtirolenarraffatutten), il partito delle patenti facili o dell'anticipo pensionistico, hanno passato il colmo:

Proprio ieri il consiglio provinciale ha votato a favore della schedatura etnica (che brutta parola) nelle scuole bolzanine,  sovvertendo qualunque sia l'ordine naturale di liberta di espressione, razza o religione. Non sto esagerando cari Informati, e che certe cose mi fanno davvero paura solo a pensare che si possano concepire. Attenzione, devo dare a Cesare quel che è di Cesare e quindi specificare che questa carnevalata, partita come provocazione ma finita come una formale direttiva giuridica provinciale, altro non è che uno spot elettorale che di fatto apre la nuova campagna per il rinnovo del consiglio provinciale, ormai prossimo alla scadenza. In pratica, gli estremisti del Freiheitlichen cavalcano il loro cavallo di battaglia ovvero l'indipendenza dall'Italia e tutte le menate a contorno mentre la stampella della sinistra col portafoglio a destra  in arte SVP, si attacca al "cavallo" in previsione di un'alleanza politica che gli garantisca ancora un  futuro in seno al Consiglio Provinciale, dato che il loro alleato PD non gode di ottima salute. Ma questo non deve indurci a sottovalutare il fenomeno anzi, se è vero che la storia è maestra di vita, sappiamo che sono state piccole azioni politiche isolate e sottovalutate come questa che hanno poi portato al più grande disastro della prima metà del ventesimo secolo. Fino ad ora, la dichiarazione di appartenenza linguistica era essenzialmente una prerogativa dei maggiorenni che si affacciavano al mondo del lavoro, ora invece i bambini ancora prima di imparare a parlare dovranno dichiarare la lingua che parleranno, e poi? Dopo la schedatura a cosa passeremo, ai marchi sugli avambracci per distinguere i pargoli tedeschi da quelli italiani oppure ai marchi da esibire a richiesta sul luogo di lavoro?


Povero Sudtirol, ghettizzato da politicanti ignoranti che antepongono l'interesse personale a quello dei cittadini che li ha elevati a cariche politiche. Siete le inconsapevoli vittime di un sistema ipocrita, assistenzialista, e per questo spendaccione, intellettualmente arretrato e clientelare, che si nasconde dietro l'Autonomia solamente per celare, ed anche malamente, derive etniche ideologicamente  perverse, che fanno dell'obbedienza  degli elettori ignavi l'alleato perfetto. Sono veramente dispiaciuto che l'aria che tira tra la popolazione è quella della rassegnazione mista a sfiducia ma la Sicilia insegna: nonostante una vittoria elettorale viziata dal classico malcostume italiano, c'è stata anche una più importante vittoria sociale perché qualcuno la testa l'ha davvero rialzata. Ora non ci resta che seguire l'esempio ed emularne le gesta. Un abbraccio a tutti voi, miei cari Informati.

mercoledì 8 novembre 2017

AIUTO, RIDATEMI GEORGE CLOONEY DEI MEDICI IN PRIMA LINEA.



Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Se mentre leggete questo post sentite il suono delle sirene non agitatevi, sono solo gli artificieri che cercano di disinnescare l’ennesima bomba che sto per segnalarvi. Avrete sicuramente sentito della carenza di medici che imperversa in tutta la provincia autonoma di Bolzano soprattutto perché ne abbiamo discusso molte volte su questo blog. Avrete anche letto che il direttore generale dell’ASL A.A. Thomas Schael, per sopperire a questo urgente fabbisogno, aveva deciso di derogare la Legge Provinciale che prevede il possesso obbligatorio del patentino di bilinguismo per tutti gli operatori medici sanitari di madrelingua italiana e procedere all'assunzione di medici senza il "famigerato" patentino.







La mancanza di medici locali (che preferiscono l’Austria/Germania all'Alto Adige perché rimunerativamente più appetibili) sta causando un disagio sanitario non indifferente come l’allungamento dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie, aumento dei turni di lavoro del personale medico e paramedico. Per non parlare della mancata copertura vaccinale per la carenza di medici presso i quattro servizi di Igiene e Sanità Pubblica di Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone che confluiscono nel Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Alto Adige, dipartimento funzionale e non strutturale quindi in assenza di sede fisica (la sede del dipartimento quindi dove sta, al monumento della Vittoria o ai Prati del Talvera?), diretto dalla responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica del comprensorio di Brunico, dott.ssa Dagmar Regele quindi, a fronte della carenza di medici, dal punto di vista di incarichi l’ASL nulla si fa mancare, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci. E non dimentichiamoci che tutti questi inconvenienti costringono l’utenza locale a rivolgersi ai privati oppure a guardare verso altri lidi per garantirsi il diritto alla salute (tantissimi verso il veneto e con cartelle in tedesco).



Pare che a Bolzano sia nata un’agenzia, la Avicenna Sudtirol Service di Livolsi Elena, che recluta medici in possesso di specializzazione o con pluriennale esperienza (quindi addio alla specializzazione) ai fini di un inserimento in una lista volta a proporre un'offerta rivolta al sistema sanitario locale ed ai privati/convenzionati che occorrono di tali servigi o almeno così pare che proponga il sito, giudicate voi.



Fin qui nulla da eccepire, sicuramente regolare. Ora, pare che il Comprensorio Sanitario di Merano, con l'avviso n. 145/2017 del 23/06/2017, abbia dato avvio ad un'indagine di mercato per l’individuazione di "operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di fornitura di personale medico". A questo avviso hanno risposto tre aziende del settore, la C.M.P. Global Medical Division di Bologna, la Medical Service Assistance S.r.l. di Roma e la Avicenna Sudtirol Service di Livolsi Elena con sede a Bolzano. Dalla determina di aggiudicazione n. 535/2017 del 30/08/2017, si comprende che la Avicenna si aggiudica tre lotti su cinque mentre la C.M.P. i restanti due. Sempre mosso dalla curiosità dovuta all'inconsistenza del sito della Avicenna, dove non trovo un nome un numero di telefono oppure una partita IVA che mi dia indicazione di una ragione sociale, accedo al Sistema Informativo Contratti Pubblici e noto che la partita IVA della ditta Avicenna, è la medesima che trovo su un sito di shop on-line che vende prodotti di qualità tipici della cucina libanese: La Fenicia. Sono sicuro che ora anche voi cari Informati, una domanda comincia a fare capolino nella vostra testa: che pertinenza può avere un negozio on-line per la fornitura di primizie libanesi con un servizio di fornitura di personale medico?


“Ma da oggi tutto questo sarà solamente un bruttissimo ricordo caro paziente, perché potrai degustare un ottimo Taboulé alla libanese oppure una salutare insalata ai cetrioli e richiedere allo stesso tempo un check-up completo eseguito da medici specializzati”.

Questo è lo spot che utilizzerei per pubblicizzare il servizio. Chiedo venia, come al solito ho esagerato ma dopo quanto vi ho illustrato, troverete che tutto ciò poi tanto assurdo non sembra.  Certo non tocca a noi dare una risposta ad una domanda così focalizzata ma la nostra curiosità è mossa solo dalla voglia di sapere e comprendere alcune sfaccettature dell'Amministrazione Pubblica. Un po' di esperienza l'abbiamo maturata ed altre domande mi si pongono perché, se il direttore generale dell’ASL A.A. decide di assumere personale medico derogando il bilinguismo, come mai un  singolo distretto sanitario procede a bandire una fornitura di personale medico? I concorsi sono ormai obsoleti? Saranno rispettati gli accordi sindacali siglati dalle associazioni di categoria? Gli importi sono equiparati agli emolumenti dei medici dipendenti? È stato rispettato il principio di bilinguismo che esula dal contesto della deroga voluta dal direttore Schael? Il comprensorio sanitario di Merano è competente per gare di servizi e forniture che superano l'importo della soglia comunitaria di 209.000,00 euro ovvero è la Provincia che deve provvedere a bandire questa tipologia di gare? È stato eventualmente valutato se la partecipazione alla procedura di fornitura di personale medico, abbia causato un conflitto d'interesse essendo la titolare della ditta Avicenna la dott.ssa Elena Livolsi, coniugata col dott. Jamil Abbas, attualmente medico con incarico annuale presso la divisione di accettazione sanitaria - Pronto Soccorso ed Astanteria dell'Ospedale di Bolzanogiusta determina n. 1866/2016 oltreché incaricato per la prestazione di guardie mediche presso il Pronto Soccorso dell'ospedale di Vipiteno, giusto Protocollo 0041268-BX?
Come vedete cari amici Informati le domande che,  pertinenti o meno, spontaneamente emergono dalle risultanze di certe letture, difficilmente troveranno risposta però questa è la nostra natura e se è vero che la fila dei servi è sempre più lunga di quella che serve ai padroni, il compito di noi menti Libere ed Informate sarà quello di accorciare quanto più possibile questa fila. 

 


domenica 5 novembre 2017

ACHAMMER, LO SCHUMACHER DEL SUDTIROLO.



Occhio alla strada care amiche e cari amici Informati, se doveste trovarvi per caso tra le valli del Sudtirolo e incrociaste un Audi con alla guida Philipp Achammer, l’assessore alla Pubblica Istruzione di lingua tedesca della provincia di Bolzano, vi conviene chiamare l’A-Team perché stareste con molta probabilità assistendo ad un abuso (presunto o no che sia) oltre che affrontando un rischio.

L’abuso presunto riguarda il ritiro della patente di guida, poi il suo rilascio, l'esame per il rilascio che Marco Travaglio definirebbe “ad personam” sostenuto presso la Motorizzazione Civile, con un “presunto” compiacente ed alquanto smemorato esaminatore. E in tutto ciò trova anche spazio un incidente, stavolta certo, accaduto ad una famiglia tedesca che viaggiava in auto, tamponata dal nostro assessore appena uscito dalla motorizzazione con la patente nuova fiammante. Sembra l’epilogo di una storia Fantozziana con tanto di sfortuna cronica e condita da innumerevoli “come è umano lei”, se non fosse che Achammer, giovane rampollo della più antica schiatta regnante del sudtirolo, la Südtiroler Volkspartei, tanto sfortunato non lo sia affatto; pare invece che sia un abitudinario dell’inosservanza delle regole che cotanto imbarazzo sta causando alla casata dei Windsor bolzanini.

Secondo la rivista FF, pare che la storia abbia avuto origini addirittura nel 2014, da quando le Forze dell’Ordine ritirarono la patente a Verstap… ehm… Achammer per esaurimento dei punti e da allora la telenovela continua. Io non voglio soffermarmi sulla questione patente si patente no ma, come mia consuetudine, contestualizzerò il perché certi personaggi abusano della propria posizione assumendo atteggiamenti che riscontriamo tipici di quella politica attuale, quella delle mance elettorali, quella dei privilegi che ci fanno tanto girare gli “ingranaggi”, quella che si sente e si crede super partes ma non nel senso dell’imparzialità, ma nel senso del Marchese del Grillo ovvero “Io sono io e voi non siete un Caxxo!”.

L’assessore Achammer non è un sudtirolese qualunque, è addirittura l’obmann dell’SVP ovvero il capo del partito, il leader maximo, quello che dà il nulla osta ad un personaggio come il senatore Zeller per la firma di un emendamento per il pensionamento anticipato dei parlamentari. Nella classifica iridata degli assessori provinciali con più chilometri percorsi con le auto blu tra il 2014 ed il 2016, il “the winner is” è proprio Achammer con la bellezza di 247.000 Km mentre il presidente della provincia, carica sicuramente più rappresentativa, non arriva neppure a 130.000 Km; chiedete ad un agente di commercio che sull’auto ci passa gran parte della giornata e vi risponderà che l’assessore passa più tempo sui sedili che in ufficio.

Questo potrebbe spiegare, ma solo in una minima parte, perché a tutt’oggi l’Ob-Mann Kenobi (adoro Star Wars e i giochi di parole) non abbia preso posizione circa la faccenda di “Papà Italiano Pagella Tedesca” ovvero della storia del dott. Costantino Gallo, attualmente Responsabile UOSD Progetti e Ricerca Clinica - Dipartimento strutturale servizi di staff alla direzione generale Azienda Ospedaliera - Università Padova, che da anni segnala abusi circostanziati da fatti e da una sentenza giudiziaria, puntualmente disattesa dalle autorità bolzanine competenti tra cui il nostro buon assessore alla Pubblica Istruzione di lingua tedesca.
Come vedete, cari Informati, la questione è solo l’apice di un iceberg che ormai sta sempre più emergendo e che rischia di far colare a picco lo sfarzoso transatlantico dell’Amministrazione Provinciale bolzanina, sempre più interessata alla propria navigazione e completamente disinteressata della flotta dei residenti che sono lasciati in balia delle onde. Fin quando continueranno a marcare il divario linguistico nel nome di un’autonomia che abusa di privilegi conferiti da se stessi, ci saranno personaggi come Achammer che ci costruiranno sopra la propria fortuna. Mi vengono in mente le parole di un amico che qualche giorno fa mi disse che quando eravamo ancora con la Lira, i sudtirolesi non hanno mai chiesto un adeguamento traduttivo sulle banconote italiane, le banconote stampate in italiano gli andavano più che bene. Questo è tutto care amiche e cari amici Informati, e mi raccomando, guidate con prudenza.


mercoledì 1 novembre 2017

LA SOCIETA' DEI MAGNACCIONI




Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Cos'è la società dei "Magnaccioni"? La società dei Magnaccioni altro non è che una canzone popolare del folklore romanesco. L'abbiamo cantata tutti mentre si era a cena in comitiva, nei viaggi, nelle serate in spiaggia (quanto mi mancano, sigh!), insomma un ritornello buono per tutte le occasioni quando c'è da far festa. Poi c'è l'altra società dei "Magnaccioni", quella che "magna a bocca piena", quella che non trovate su Wikipedia o su qualche enciclopedia universale né in qualche altra tradizione popolare anche se di popolarità ne ha tanta, suo malgrado. Cari Informati, la società di cui parlo è composta da uomini e donne reali, che con vero sprezzo del pericolo (nel senso che sanno di essere in pericolo perché se qualcuno li incontra per strada rischiano di veder tirata via la spina dorsale come una lisca di pesce) partoriscono delle vere e proprie nefandezze di dubbia moralità e onorabilità. Avete sentito di quei parlamentari "arditi" che in merito al disegno di legge Richetti, che promette di ricalcolare col sistema contributivo i vitalizi di ex parlamentari e consiglieri regionali maturati col retributivo, hanno presentato una "tumulata" di emendamenti, circa 250, atti ad affossare questo DDL? Penso di si perché voi siete Informati.



Ma i ben informati sanno che c'è ne uno al di sopra di tutti, il fido senatore Karl Zeller (SVP), Meranese, Autonomo, che la spara grossa, ma così grossa che rischia pure di essere approvata: "che il vitalizio venga riconosciuto agli ex parlamentari ha partire dal 63esimo anno d'età". Booom, ma non finisce qui. Il "Phenomenon" chiede che le province a statuto autonomo non siano soggette all'eventuale applicazione della legge Richetti ovvero che per le predette province si continui a calcolare la pensione col sistema retributivo. La notizia già di per sé clamorosa e per taluni aspetti offensiva nei confronti di chi in pensione rischia di non arrivarci, trova riscontro nell'ultima dichiarazione dell'ISTAT, il quale certifica che dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni; in pratica rischieremo di trovare nello stesso ufficio nonno e nipote, salute permettendo. L'autonomo senatore sudtirolese, come la sua conterranea Eva Klotz, deve aver scambiato l'Italia per una sorta di Cassa Depositi e Prestiti personale così come tutti quei parlamentari che hanno cassato in passato l'abolizione dei vitalizi proposta dal M5S o che stanno attualmente affossando il DDL Richetti (non è un problema esclusivo delle autonomie, è un problema di "casta"). L'autonomo senatore sudtirolese ci tiene che la società dei "Magnaccioni" da lui ben rappresentata, conservi il "Diritto" di percepire il vitalizio, che lo percepisca prima degli "inutili contribuenti" e che sia calcolato col sistema retributivo. E ci riuscirà? Certo che si. E perché? Sempre il solito motivo, perché l'SVP è la stampella dell'attuale governo e di tutti i governi che si sono preceduti e tutti i governi hanno assecondato l'SVP che, come un bambino capriccioso, sbatte i piedi per poter ottenere una "pallina di gelato in più" al momento del dessert. Momenti amari e tristi per noi che nonostante il danno, siamo anche oggetto di beffe da parte di questi "personaggetti" (per citare Crozza-De Luca) che credono di vivere "tre metri sopra il cielo". Quest'estate i deputati Fraccaro (M5S) e Biancofiore (FI), avevano proposto di eliminare il sistema maggioritario a favore del sistema proporzionale per le Province Autonome ma l'emendamento è stato bocciato come tutta la legge elettorale che era in discussione in quel momento. La Biancofiore ci ritorna di nuovo sull'argomento motivando che a fronte di uno 0,043% di voti accreditati alle prossime elezioni politiche, con l'applicazione dell'attuale legge elettorale l'SVP otterrebbe dai 6 agli 8 seggi in parlamento. Scandaloso. ed i sudtirolesi, da sempre ben rappresentati da questi personaggi cosa pensano? Sicuramente sapranno, e più volte lo abbiamo ripetuto su queste pagine, che quando gli SVP vanno a Roma per appoggiare le leggi proposte dai fieri alleati del PD, disattendono quelle che sono le volontà della popolazione locale (vedi legge sull'obbligo dei vaccini). Nella video intervista di qualche giorno fa, Zeller ha discriminato l'intera popolazione (compresi i sudtirolesi) perché nello spiegare la sua proposta, al giornalista ha dichiarato il suo bisogno di andare in pensione o meglio di percepire il vitalizio a 63 anni perché in caso di mancata elezione nessuno lo assumerebbe ed avrebbe difficoltà a tirare avanti. Alla domanda incalzante del giornalista sul cosa ne pensa del fatto che tutto il resto degli italiani andrà in pensione non prima dei 67 anni d'età, lui ha risposto <<...non puoi scambiare le mele con le pere...>>, che tradotto nella lingua di Alberto Sordi nel film "Il marchese del Grillo" sarebbe:

Zeller, come tutti i membri dell'Onorata Magnaccioni & Co, è  convinto che è moralmente giusto che basti una sola legislatura per acquisire il Diritto al vitalizio e che ciò avvenga a 63 anni; sarebbe il caso di ricordargli che lui dopo ben 6 e ripeto 6 legislature ininterrotte, se un diritto acquisito non viene condiviso con tutta la nazione ma solamente ad una parte di essi, appunto dai Magnaccioni,  cessa di essere un diritto ma diventa un Privilegio.
Io ora vi lascio care amiche e cari amici Informati, con la consapevolezza di vivere in uno Stato di Diritto e non di privilegio.