domenica 5 novembre 2017

ACHAMMER, LO SCHUMACHER DEL SUDTIROLO.



Occhio alla strada care amiche e cari amici Informati, se doveste trovarvi per caso tra le valli del Sudtirolo e incrociaste un Audi con alla guida Philipp Achammer, l’assessore alla Pubblica Istruzione di lingua tedesca della provincia di Bolzano, vi conviene chiamare l’A-Team perché stareste con molta probabilità assistendo ad un abuso (presunto o no che sia) oltre che affrontando un rischio.

L’abuso presunto riguarda il ritiro della patente di guida, poi il suo rilascio, l'esame per il rilascio che Marco Travaglio definirebbe “ad personam” sostenuto presso la Motorizzazione Civile, con un “presunto” compiacente ed alquanto smemorato esaminatore. E in tutto ciò trova anche spazio un incidente, stavolta certo, accaduto ad una famiglia tedesca che viaggiava in auto, tamponata dal nostro assessore appena uscito dalla motorizzazione con la patente nuova fiammante. Sembra l’epilogo di una storia Fantozziana con tanto di sfortuna cronica e condita da innumerevoli “come è umano lei”, se non fosse che Achammer, giovane rampollo della più antica schiatta regnante del sudtirolo, la Südtiroler Volkspartei, tanto sfortunato non lo sia affatto; pare invece che sia un abitudinario dell’inosservanza delle regole che cotanto imbarazzo sta causando alla casata dei Windsor bolzanini.

Secondo la rivista FF, pare che la storia abbia avuto origini addirittura nel 2014, da quando le Forze dell’Ordine ritirarono la patente a Verstap… ehm… Achammer per esaurimento dei punti e da allora la telenovela continua. Io non voglio soffermarmi sulla questione patente si patente no ma, come mia consuetudine, contestualizzerò il perché certi personaggi abusano della propria posizione assumendo atteggiamenti che riscontriamo tipici di quella politica attuale, quella delle mance elettorali, quella dei privilegi che ci fanno tanto girare gli “ingranaggi”, quella che si sente e si crede super partes ma non nel senso dell’imparzialità, ma nel senso del Marchese del Grillo ovvero “Io sono io e voi non siete un Caxxo!”.

L’assessore Achammer non è un sudtirolese qualunque, è addirittura l’obmann dell’SVP ovvero il capo del partito, il leader maximo, quello che dà il nulla osta ad un personaggio come il senatore Zeller per la firma di un emendamento per il pensionamento anticipato dei parlamentari. Nella classifica iridata degli assessori provinciali con più chilometri percorsi con le auto blu tra il 2014 ed il 2016, il “the winner is” è proprio Achammer con la bellezza di 247.000 Km mentre il presidente della provincia, carica sicuramente più rappresentativa, non arriva neppure a 130.000 Km; chiedete ad un agente di commercio che sull’auto ci passa gran parte della giornata e vi risponderà che l’assessore passa più tempo sui sedili che in ufficio.

Questo potrebbe spiegare, ma solo in una minima parte, perché a tutt’oggi l’Ob-Mann Kenobi (adoro Star Wars e i giochi di parole) non abbia preso posizione circa la faccenda di “Papà Italiano Pagella Tedesca” ovvero della storia del dott. Costantino Gallo, attualmente Responsabile UOSD Progetti e Ricerca Clinica - Dipartimento strutturale servizi di staff alla direzione generale Azienda Ospedaliera - Università Padova, che da anni segnala abusi circostanziati da fatti e da una sentenza giudiziaria, puntualmente disattesa dalle autorità bolzanine competenti tra cui il nostro buon assessore alla Pubblica Istruzione di lingua tedesca.
Come vedete, cari Informati, la questione è solo l’apice di un iceberg che ormai sta sempre più emergendo e che rischia di far colare a picco lo sfarzoso transatlantico dell’Amministrazione Provinciale bolzanina, sempre più interessata alla propria navigazione e completamente disinteressata della flotta dei residenti che sono lasciati in balia delle onde. Fin quando continueranno a marcare il divario linguistico nel nome di un’autonomia che abusa di privilegi conferiti da se stessi, ci saranno personaggi come Achammer che ci costruiranno sopra la propria fortuna. Mi vengono in mente le parole di un amico che qualche giorno fa mi disse che quando eravamo ancora con la Lira, i sudtirolesi non hanno mai chiesto un adeguamento traduttivo sulle banconote italiane, le banconote stampate in italiano gli andavano più che bene. Questo è tutto care amiche e cari amici Informati, e mi raccomando, guidate con prudenza.


Nessun commento: