mercoledì 1 novembre 2017

LA SOCIETA' DEI MAGNACCIONI




Bentrovati care amiche e cari amici Informati. Cos'è la società dei "Magnaccioni"? La società dei Magnaccioni altro non è che una canzone popolare del folklore romanesco. L'abbiamo cantata tutti mentre si era a cena in comitiva, nei viaggi, nelle serate in spiaggia (quanto mi mancano, sigh!), insomma un ritornello buono per tutte le occasioni quando c'è da far festa. Poi c'è l'altra società dei "Magnaccioni", quella che "magna a bocca piena", quella che non trovate su Wikipedia o su qualche enciclopedia universale né in qualche altra tradizione popolare anche se di popolarità ne ha tanta, suo malgrado. Cari Informati, la società di cui parlo è composta da uomini e donne reali, che con vero sprezzo del pericolo (nel senso che sanno di essere in pericolo perché se qualcuno li incontra per strada rischiano di veder tirata via la spina dorsale come una lisca di pesce) partoriscono delle vere e proprie nefandezze di dubbia moralità e onorabilità. Avete sentito di quei parlamentari "arditi" che in merito al disegno di legge Richetti, che promette di ricalcolare col sistema contributivo i vitalizi di ex parlamentari e consiglieri regionali maturati col retributivo, hanno presentato una "tumulata" di emendamenti, circa 250, atti ad affossare questo DDL? Penso di si perché voi siete Informati.



Ma i ben informati sanno che c'è ne uno al di sopra di tutti, il fido senatore Karl Zeller (SVP), Meranese, Autonomo, che la spara grossa, ma così grossa che rischia pure di essere approvata: "che il vitalizio venga riconosciuto agli ex parlamentari ha partire dal 63esimo anno d'età". Booom, ma non finisce qui. Il "Phenomenon" chiede che le province a statuto autonomo non siano soggette all'eventuale applicazione della legge Richetti ovvero che per le predette province si continui a calcolare la pensione col sistema retributivo. La notizia già di per sé clamorosa e per taluni aspetti offensiva nei confronti di chi in pensione rischia di non arrivarci, trova riscontro nell'ultima dichiarazione dell'ISTAT, il quale certifica che dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni; in pratica rischieremo di trovare nello stesso ufficio nonno e nipote, salute permettendo. L'autonomo senatore sudtirolese, come la sua conterranea Eva Klotz, deve aver scambiato l'Italia per una sorta di Cassa Depositi e Prestiti personale così come tutti quei parlamentari che hanno cassato in passato l'abolizione dei vitalizi proposta dal M5S o che stanno attualmente affossando il DDL Richetti (non è un problema esclusivo delle autonomie, è un problema di "casta"). L'autonomo senatore sudtirolese ci tiene che la società dei "Magnaccioni" da lui ben rappresentata, conservi il "Diritto" di percepire il vitalizio, che lo percepisca prima degli "inutili contribuenti" e che sia calcolato col sistema retributivo. E ci riuscirà? Certo che si. E perché? Sempre il solito motivo, perché l'SVP è la stampella dell'attuale governo e di tutti i governi che si sono preceduti e tutti i governi hanno assecondato l'SVP che, come un bambino capriccioso, sbatte i piedi per poter ottenere una "pallina di gelato in più" al momento del dessert. Momenti amari e tristi per noi che nonostante il danno, siamo anche oggetto di beffe da parte di questi "personaggetti" (per citare Crozza-De Luca) che credono di vivere "tre metri sopra il cielo". Quest'estate i deputati Fraccaro (M5S) e Biancofiore (FI), avevano proposto di eliminare il sistema maggioritario a favore del sistema proporzionale per le Province Autonome ma l'emendamento è stato bocciato come tutta la legge elettorale che era in discussione in quel momento. La Biancofiore ci ritorna di nuovo sull'argomento motivando che a fronte di uno 0,043% di voti accreditati alle prossime elezioni politiche, con l'applicazione dell'attuale legge elettorale l'SVP otterrebbe dai 6 agli 8 seggi in parlamento. Scandaloso. ed i sudtirolesi, da sempre ben rappresentati da questi personaggi cosa pensano? Sicuramente sapranno, e più volte lo abbiamo ripetuto su queste pagine, che quando gli SVP vanno a Roma per appoggiare le leggi proposte dai fieri alleati del PD, disattendono quelle che sono le volontà della popolazione locale (vedi legge sull'obbligo dei vaccini). Nella video intervista di qualche giorno fa, Zeller ha discriminato l'intera popolazione (compresi i sudtirolesi) perché nello spiegare la sua proposta, al giornalista ha dichiarato il suo bisogno di andare in pensione o meglio di percepire il vitalizio a 63 anni perché in caso di mancata elezione nessuno lo assumerebbe ed avrebbe difficoltà a tirare avanti. Alla domanda incalzante del giornalista sul cosa ne pensa del fatto che tutto il resto degli italiani andrà in pensione non prima dei 67 anni d'età, lui ha risposto <<...non puoi scambiare le mele con le pere...>>, che tradotto nella lingua di Alberto Sordi nel film "Il marchese del Grillo" sarebbe:

Zeller, come tutti i membri dell'Onorata Magnaccioni & Co, è  convinto che è moralmente giusto che basti una sola legislatura per acquisire il Diritto al vitalizio e che ciò avvenga a 63 anni; sarebbe il caso di ricordargli che lui dopo ben 6 e ripeto 6 legislature ininterrotte, se un diritto acquisito non viene condiviso con tutta la nazione ma solamente ad una parte di essi, appunto dai Magnaccioni,  cessa di essere un diritto ma diventa un Privilegio.
Io ora vi lascio care amiche e cari amici Informati, con la consapevolezza di vivere in uno Stato di Diritto e non di privilegio.

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