venerdì 17 novembre 2017

LEI NON SA CHI SONO IO!



Quante volte vi sarà capitato nella vita che qualcuno vi scavalchi mentre siete in coda alla posta o alla cassa di un supermercato o in un ristorante? e quante volte, a seguito di una sentita rimostranza sull'abuso appena subito, vi è capitato di sentire "Lei non sa chi sono io?!". A me tante volte che ormai non ci faccio più caso perché si sa, fila che fai cafone che trovi. Ma immaginate di essere in autostrada ed all'improvviso qualcuno vi fa accostare incautamente, vi fa scendere dalla macchina per dirvene un sacco ed una sporta e vi urla TU NON SAI CHI SONO IO!

Quello che vi ho chiesto di immaginare è realmente accaduto ad un ignaro automobilista, così come riportato dal giornale TAGESZETUING, che mentre percorreva la A22 del Brennero, si è visto affiancato da una BMW con tanto di paletta sventolante che ne intimava l'accostamento nella corsia di emergenza. L'automobilista, come chiunque si veda costretto ad accostare per via della segnalazione effettuata con una paletta d'ordinanza, credeva di avere a che fare con un agente di pubblica sicurezza in borghese; chissà lo stupore nell'apprendere che l'uomo che lo ha fatto accostare era neintepopodimeno che il Direttore Tecnico Generale nonché Sostituto amministratore delegato nonché Procuratore speciale nonché Consigliere delegato e membro comitato esecutivo nonché Responsabile dei lavori in cantieri autostradali nonché Responsabile della sicurezza delle gallerie, Sua Eccellenza ing. Carlo Costa (con tutte 'ste cariche, mi sembra l'ex presidente dell'I.N.P.S. Mastropasqua), che qui vediamo in un ritratto di quando era docente di Bon Ton ad Oxford.


Perché parliamo di bon ton e di caduta di stile? perché il direttore generale Costa, ha proferito la frase che riportiamo integralmente così come pubblicato nell'articolo di giornale sopra in copertina ovvero: 


Povero automobilista ma lungi da me giudicare l'ing. Costa, perché come è mia consuetudine non entro nel merito della questione, non voglio sapere perché il direttore Costa si sia tanto infuriato da commettere una simile azione in autostrada né cosa abbia commesso l'automobilista, protagonista suo malgrado delle "amorevoli" attenzioni del nostro direttore. Quello che mi domando e dico è questo: è mai possibile che in questo benedetto angolo di paradiso che è l'Alto Adige, chiunque copra una posizione apicale o carica istituzionale, sia esso di madrelingua tedesca o italiana, si sente autorizzato ad abusare della sua posizione quasi a rimarcare la differenza tra feudatario e servo della gleba? Negli ultimi tempi abbiamo più volte segnalato di dirigenti politici, sanitari ed amministrativi che danno una interpretazione "ad personam" alle funzioni per le quali hanno ricevuto incarico o, ancora peggio, consenso popolare da elezione. Ed il guaio è che il tutto ricade sulla popolazione locale, che diventa l'inconsapevole vittima di pregiudizi perché i loro "capi", intenti al culto della propria personalità, implicitamente sottomettono coloro che ingenuamente credono di vivere una realtà agiata e quasi idilliaca senza che riescano a percepire l'inganno al quale vengono sottoposti. Basti pensare al senatore Zeller (SVP) che non fa mistero di essere un classista quando dichiara che "non possiamo mischiare le mele con le pere" (lui non può sporcarsi le mani con lavori umili perché è di rango elevato), senza dimenticarci di quel fenomeno a quattro ruote dell'assessore Achammer (Obmann SVP), il quale ancora non si capisce se è anche dipendente della Motorizzazione Civile dato che può prendersi la patente a suo libero piacimento; ed anche per quanto riguarda il suo assessorato noto con rammarico che non abbia mai dato un riscontro sulla ultra sollecitata questione delle pagelle in tedesco. La popolazione locale di lingua italiana o tedesca che sia continua ad essere aizzato l’uno contro l’altro da gente più che discutibile, sfruttando fantasmi di un passato fascista (vedi depotenziamento del monumento del tribunale di Bolzano) o distratto dagli abusi violenti generatisi in quella terra, protezione di criminali nazisti, terroristi ecc. Triste il Land ove un po’ di "oiro", per dirla alla Klotz, non si rifiuta mai in cambio di odio e di livore dispensato a larghe mani nascosto nel Bilinguismo. Il direttore Costa con il suo gesto non fa che confermare quello che scrivo oramai da diverso tempo, che il problema del bilinguismo è soltanto un tema ricorrente per tenere occupata la mente dei singoli e dell'opinione pubblica perché il problema dell'abuso di potere non conosce ne lingua tantomeno patria o bandiera: se è vero il proverbio popolare che recita "i soldi ridanno la vista ai ciechi", è altrettanto vero che il potere trasforma l'uomo in un principe "abusivista". Un caloroso abbraccio a tutti voi dal vostro Informatore.

Nessun commento: