giovedì 23 novembre 2017

UN PICCOLO PASSO PER L'UOMO, UN GRANDE PASSO PER LA DIGNITA'


La sua decisione ha spiazzato tutti, ma proprio tutti. 

Bentrovati care amiche e cari amici Informati, sembra incredibile ma è proprio vero. Alessandro Di Battista, il Dibba, il Guerriero, ha deciso che non concorrerà alle prossime elezioni politiche che si terranno nel 2018 per il rinnovo del Parlamento. Non si era mai visto o sentito in Italia che un parlamentare sulla cresta dell'onda nonché esponente/uomo immagine di un partito politico (in questo caso di un Movimento - quello a 5 stelle), rinunciasse alla sua candidatura per le prossime elezioni, nonostante l'età che fa invidia ai "matusalemme" della politica, eccezion fatta per il "bulletto di Rignano" che, anche se giovane, puzza di vecchio da turarsi il naso. Scelta coerente, scelta drammatica, scelta di vita o qualunque sia la scelta, fatto sta che il Dibba - a me piace chiamarlo così - ha dimostrato che lui è un corista fuori dal coro, capace di acuti sovrumani stando in mezzo agli umani. Infaticabile guerriero, la sua ormai storica "Costituzione Coast to Coast", il viaggio itinerante a difesa della Costituzione Italiana per il referendum, ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi lo ha ascoltato nelle piazze o di chi si commuoveva al grido 
Onestà! Onestà! Onestà!
Noi ne abbiamo visti di comizi, io ancora mi ricordo quello di Bettino Craxi quando venne nella mia città nel 1984, sventolando il classico garofano rosso e snocciolando tante di quelle promesse che se fossero state lampadine, avrebbero illuminato a giorno anche Piazza San Pietro; nulla a che vedere con gli incontri faccia a faccia che il Dibba ha sostenuto con tutti i simpatizzanti che lo hanno accolto e che, dopo averlo salutato, lo affiancavano in moto fino alla prossima tappa. Già, la moto. Il Dibba si è girato tutta l'Italia in sella ad una moto tirandosi dietro le critiche degli "autobluisti" parlamentari accusandolo addirittura di aver speso denaro pubblico per il carburante: chissà la sorpresa (amara) quando hanno scoperto che la moto era elettrica. 

Naturalmente è poca cosa in confronto al treno del PD "destinazione Italia" che sta portando il Bomba in giro per lo stivale. Anche per lui ci sono bagni di folla come per il Dibba solamente che quando arriva, la gente vorrebbe di lui un souvenir tipo una costola, un tibia, la spina dorsale e non per uso reliquiario. 

Ecco la differenza. La scelta del Dibba mette ancor di più in risalto la mancanza di coerenza di Renzi e del suo Giglio Magico (ora tragico), quando prometteva in TV e sui quotidiani che ad una "eventuale" sconfitta al referendum costituzionale sarebbe susseguito un suo improrogabile ritiro dalla vita politica perché lui non è come gli altri politici attaccati alla poltrona. Ma, contravvendo ai suoi propositi ed in piena armonia col suo carattere da autentico "cazzaro", della poltrona ne ha preso pure le sembianze. E non dimentichiamoci dell'ex cavaliere che ora impersona un nuovo supereroe per conto della Marvel, l'Interdetto Mascherato: nonostante la veneranda età e l'interdizione dai Pubblici Uffici, si sta imbarcando nell'ennesima avventura elettorale coalizzandosi con i superstiti dei cugini di campagna.
(Formazione comprendente Angelino Alfano che ritornerà col Berlusca)

Anche l'Interdetto Mascherato avrebbe fatto bene a ritirarsi dopo la batosta delle legge Severino, però col cavolo che il "vecchio" molla la presa visto che è piuttosto arzillo (a Merano devono aver trovato la fonte della giovinezza cercata invano da Cortes). Ma lui non parla di onestà, di dimedio dello stipendio parlamentare o di abolizione dei vitalizi men che meno di reddito di cittdinanza; lui torna alla carica parlando a destra e a manca di giustizia, pensioni, dentiere, animali ed ogni tanto ci scappa anche la battuta sessista che non guasta mai. E poi ha ancora la capacità, trasmessa al suo figlio innaturale Bomba, di accaparrarsi pacchi di voti da quei personaggi che non vorreste neppure come vicini di casa. Ha proprio ragione il pentito Gaspare Mutolo: Berlusconi è peggio di quel che sembra, non dimentichiamoci che Dell'Utri è ancora in galera. Ed allora bravo Dibba, complimenti per quando hai urlato alla Camera tutta la tua disapprovazione nel sapere che a pochi scranni da dove sedevi, ci trovavi a "Giggino a purpetta", alias Luigi Cesaro alias l'autista di Raffaele Cutolo alias deputato di Forza Italia. Bravo Dibba che non ti sei lasciato avvelenare dalla politica, che hai preso le distanze da chi fa politica per carriera e che non hai smesso di coltivare i tuoi sogni, una famiglia, scrivere e viaggiare. Come ho già detto nel titolo, un piccolo passo per l'uomo, un grosso salto per la dignità umana. Un abbraccio a tutti voi dal vostro Informatore.

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