martedì 5 dicembre 2017

A BOLZANO E' ARRIVATO UN NUOVO CIRCO.



La legge Lorenzin, la famigerata legge sull’obbligatorietà delle vaccinazioni a qualcuno non va proprio giù, neanche con l’aiuto di Mary Poppins e del suo fantastico motivetto che bastava un po’ di zucchero per l’indigeribile pillola. Care amiche e cari amici Informati, la questione resta comunque piuttosto spinosa e pare che stia creando non pochi problemi all’assessore alla Sanità della Provincia di Bolzano Martha Stocker. Altre volte abbiamo trattato l’argomento delle vaccinazioni o meglio abbiamo scritto che comunque quella della vaccinazione è un obbligo di legge e come tale va accolto. Però pare che non tutti la pensino così, tanto che nella città (e provincia) con la miglior qualità della vita certificata dall’ISTAT – senza trascurare anche il disagio certificato dal sen. Zeller – ci siano qualcosa come 8700 studenti nella fascia d’età tra i sei ed i sedici anni, che non sono stati vaccinati e perciò passibili di reato oltreché dall’allontanamento dalla scuola; non ci sono ancora dati certi circa i bambini in età prescolare, quindi la cifra deve essere intesa per difetto. Come mai? Bella domanda, alla quale cercherò di dare una risposta imparziale, sostenuta da fatti. La querelle "si vax no vax" è secondaria perché la legge non verte prettamente sulla validità dei vaccini, la legge dice che tu ti devi vaccinare che sia a favore o contro; il problema, manco a dirlo, è di natura costituzionale o meglio istituzionale. I sudtirolesi “viaggiano” con una mentalità a senso alternato ovvero quando c’è da tutelare l’autonomia garantita per diritto dalla Costituzione, sono cittadini osservanti e magari ti cantano pure l’inno di Mameli, quando c’è da osservare gli obblighi che la Costituzione impone ad ogni cittadino italiano, gli parte l’embolo “teutonico” e non vogliono sentire più ragioni. Non è una questione razziale ma puramente culturale. È propria della cultura sudtirolese contravvenire alle leggi italiane solamente perché non si sentono tali. Eppure dopo ben cento anni e quasi quattro generazioni, qualcosa deve essere cambiata e con l‘avvento dell’ADSL i confini si sono accorciati ulteriormente; però c’è ancora qualcuno, anzi più di qualcuno, che è convinto che al di là dell’uscio del proprio maso il mondo finisca, quasi a rincorrere il mito delle colonne d’Ercole dello stretto di Gibilterra. Ancor più sconcertante è la dichiarazione dell’assessore Stocker, che a fronte di una palese inosservanza della legge, dice di essere disposta ad incontrare le famiglie inadempienti: per dire cosa? Di non preoccuparsi che se ne occuperà lei? Oppure che andrà dal ministro per tentare una mediazione? Siamo alle solite, la Stocker deve aver scambiato i suoi concittadini per degli spettatori del circo e come tali si appresta all’ennesima pagliacciata da perpetrare ai danni di una parte di popolazione che, anche se disobbediente, resta comunque male informata. Devo ricordare che l’SVP, massima espressione politica della volontà sudtirolese, quando si è trattata la votazione per l’approvazione della legge sui vaccini, ha votato a favore compatta con la maggioranza di governo contravvenendo a quelle che erano le indicazioni locali. Ormai la questione è sfuggita di mano all’assessore della Sanità, ha varcato i confini immaginari che dividono Bolzano dal resto del mondo (perché oltre la porta del maso il mondo continua) per approdare a quel governo che tante prebende ha scucito a favore di singoli, come l’emendamento del sen. Zeller a favore di due consiglieri di Stato ai quali sarà riconosciuta una “questua” da cinquantamila euro per il “disagio” di vivere in una città come Bolzano. Egregi amministratori bolzanini, con questi spettacoli di marionette degni della premiata ditta “Fratelli Ferraiolo”, avete circonvenzionato una città che è convinta di essere confinante con l’Olimpo mentre invece l’avete retrocessa ad un feudo medievale. In questi giorni sta montando la notizia della richiesta all’Austria di rilasciare il passaporto ai sudtirolesi in modo che quest’ultimi entrino in possesso della doppia cittadinanza. In pratica restano a vivere in Italia per usufruire delle mance che il governo di Roma puntualmente elargisce per via del diritto sancito dalla Costituzione, per poi dichiararsi austriaci in modo da non essere perseguiti qualora violassero le leggi dello Stato Italiano. Vi chiedo perdono cari Informati, non mi sono mai profuso in giudizi poco ortodossi ma permettetemi questa piccola licenza non strettamente poetica: solo un cretino con una mente bacata come le “mele” di Zeller poteva partorire una simile richiesta. Come sempre vi terrò aggiornati sull’evoluzione della vicenda. Per ora è tutto miei cari Informati e non dimenticatevi di lasciare un commento, per me sarà un ulteriore sprono ad andare avanti.

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