martedì 6 febbraio 2018

LA VALLE DELL'EDEN


Tolleranza Zero. Questo è quanto promette l’Azienda Sanitaria Altoatesina nei confronti dei suoi dirigenti che si sono resi responsabili dei reati di turbativa d’asta, associazione a delinquere e tangenti nell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Trento. Non si poteva sperare di meglio perché è così che agisce un’Azienda solida e prestigiosa, ferrea con i suoi dirigenti tanto quanto disponibile con i suoi utenti, così determinata a dissipare ogni opacità per una più ampia visione di legalità, nel pieno rispetto della tradizione teutonica. Naturalmente miei cari amici Informati, in tutto ciò c’è una retorica che evidenzia come la tolleranza zero, tanto frettolosamente titolata sulle pagine delle testate locali, resta una chimera per una Sanità che ha una caratteristica che la accomuna ai gamberi ovvero cammina all’indietro, addirittura passi da gigante. Non è passato molto tempo da quando due figure di spicco dell’ASL come Umberto TAIT e Sabrina BALDUZZI, siano state sanzionate dalla Corte dei Conti. I due avevano conferito un incarico ad un ex dipendente del Comprensorio di Bolzano che era andato anticipatamente in pensione per poi essere riassunto come “esterno” per lo stesso incarico, ma ad una retribuzione maggiorata.
Non c’è che dire, una Mandrakata, una truffa in piena regola perpetrata ai danni dei contribuenti e che venne puntualmente redarguita dal Generaldirecktor Thomas Schael con una sanzione senza precedenti: la fiducia incondizionata nell’operato dei vertici comprensoriali di Bolzano ed in particolare del direttore Tait che da “10 anni gestisce il più grande Comprensorio sanitario dell’Alto Adige”; 
"Tutti i vertici amministrativi sono continuamente esposti al rischio di possibili errori anche a causa della molteplicità e complessità delle norme da implementare". (T. Schael)
in pratica la fatidica beffa dopo l’ingiurioso danno. Questa era la tolleranza zero che si respirava nei corridoi dell’ASL ma anche in tutti gli uffici amministrativi di Bolzano; abbiamo visto con che tolleranza zero è intervenuta la Giunta Provinciale nei confronti del giovane obmann dell’SVP Achammer, che guidava con una patente sulla “fiducia” oppure dei cittadini nei confronti del “Mago Zeller” con le sue dichiarazioni “classiste”, senza dimenticare la “favola di Alfreider e del maso magico”, quella che allo scoccare della mezzanotte trasformava una stalla in una stella (chalet di lusso da 100 euro a notte), per finire con i “Jersey d’autore” costati un botto di soldi e per i quali non si riesce a trovare non dico un responsabile, ma neppure un “capro espiatorio”. Ed anche il buon dott. Schael non si è sottratto al paradosso della tolleranza zero quando ha nominato ad interim il direttore del comprensorio di Bolzano Tait, reduce dalla condanna della Corte dei Conti, addirittura a Direttore Amministrativo Facente Funzioni di tutta l’Azienda Sanitaria, oppure il dott. Thomas Lanthaler a Direttore Sanitario Facente Funzioni allorquando venne dichiarato non idoneo al concorso proprio per la nomina di tale direzione. Paradossi che spiegano molto bene la nostra riluttanza a credere che nonostante i buoni propositi dei vertici aziendali, confidiamo molto di più nell’intervento della magistratura e del suo “effetto tsunami” su tutti i delinquenti (per via dell’associazione a delinquere) che operano nella Pubblica Amministrazione. Certo è che se è questo l’andazzo generale, se è questa la tolleranza zero che vige nella “Valle dell’Eden”, non ho difficoltà a credere che alcune mele marce si siano attrezzate con metodologia per frodare e delinquere alle spalle della Comunità.

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