mercoledì 7 febbraio 2018

Provincia di Bolzano, il degrado civile.





Ieri ho avuto modo di vedere il video postato da Casapound Bolzano, girato nella sala d’attesa di Radiologia e del Pronto Soccorso dell’Ospedale locale. Non c’è nulla da dire, un’azione che dovrebbe far riflettere chi guarda il video e non si senta sensibilmente toccato dallo stato di degrado che perversa il nosocomio cittadino, senza contare i consensi ed i messaggi di stima che sono stati rivolti a questi “eroi improvvisati”. Anche il commento di chiusura del video fatto da uno dei militanti è una denuncia sostanziale del caos che regna nella sanità in generale, figlio di una politica che manca d’intraprendenza manageriale, capacità funzionale, che delega l’incuria a questo o a quest’altro, scaricandosi da ogni responsabilità ma non delle retribuzioni economiche riconosciute per quei ruoli. 
Il consigliere comunale C.A. Vettori
"Le immagini del Pronto Soccorso del capoluogo fanno male, pensando che non si trova una soluzione per rendere confortevole per malati e pazienti un luogo in cui si dovrebbero garantire alti standard igienico-sanitari", così si esprime in un lungo post su FB il consigliere comunale Vettori. 
In ogni caso, quando la gente è esacerbata dai continui abusi, dalle malversazioni, dalla mancata elargizione di servizi (come quelli sanitari), dalla continua delusione per promesse disattese, il minimo che ci si può aspettare dalla comunità sono manifestazioni del genere. Che cosa avrei fatto io? Non mi sarei messo una pettorina per classificarmi, mi sarebbe bastato essere quello che sono, un cittadino italiano stufo di essere preso per i fondelli, soprattutto nel periodo corrente, in piena campagna elettorale. Così facendo ho dato una configurazione politica all’azione svolta (intesa come politica di appartenenza) nonché l’incipit ad una discussione sicuramente soggetta ad una chiassosa strumentalizzazione. Ho sentito epiteti non certo di natura esornativa nei confronti di questi cittadini militanti (per carità, non chiamiamoli camerati), epiteti del tipo fascisti, squadristi e giù di lì, d’altronde Casapound difficilmente sarebbe collocabile tra lo Scoutismo e l’Azione Cattolica. Nella dichiarazione si faceva cenno anche allo stato precario in cui si trovano ad operare i medici ed i paramedici, al degrado che versano i pazienti nel loro decorso ospedaliero, ai fastidi che tutti subiscono a causa di ubriaconi molesti che si sono impossessati dei luoghi comuni dell’ospedale. Ma la vera protesta, la vera manifestazione di dissenso e di denuncia del degrado, non va fatta a valle ma direttamente a monte del problema ovvero nelle sedi istituzionali della provincia. Dov’eravate cari cittadini di Bolzano, quando due settimane or sono la poliedrica Boldrini, presidente di una Camera dei Deputati che non ci ha rappresentati per un’intera legislatura, è venuta a Bolzano per presentare il suo programma? In quel frangente non si sono viste pettorine, né bandiere tantomeno volantini da affiggere. Lo stesso dicasi per la mozione dei Freiheitlichen sulla schedatura dei bambini negli asili, roba da far vomitare anche una capra; anche lì non ho visto l’orgoglio italiano, sia quello istituzionale nella persona dell’Assessore Tommasini, tantomeno quello dei figli della Lupa e ancor meno dei genitori che dovranno affrontare veri e propri viaggi della speranza quotidiani, per garantire un asilo ai loro bambini. Lo stesso dicasi quando Papà Italiano Pagella Tedesca, e tantissimi come lui) ha visto rigettati i suoi diritti di padre e ancor prima di cittadino, vittima di un sistema endemico che obbliga fiere di onesti cittadini a dichiararsi per quelli che non sono, pur di avere lo stesso trattamento dei concittadini di lingua tedesca e beneficiarne dei privilegi. Non ho visto operazioni di volantinaggio, serie manifestazioni di protesta o dissenso (anche se li era tutto blindato) nei confronti di una sottosegretaria come la Boschi che non potrà rappresentare neppure se stessa in casa sua ma che è stata scelta per rappresentare Bolzano; lei è la stessa persona che ricopriva la carica di ministro di un governo che si vendette per un simbolico piatto di lenticchie la sovranità territoriale, aprendo le porte a quelli che voi oggi additate come il male da sconfiggere. Non vedo pettorine, bandiere o manifesti da affiggere ogni volta che sento discutere dell’odiosa pratica della suddivisione dei posti in base alla proporzionale etnica col rapporto di tre a uno: mi sa tanto di rappresaglia tipo via Rasella, uno dei nostri dieci dei vostri. Sono convinto che tutti gli uomini sono buoni finché non si dà loro una ragione per essere cattivi, riflettiamo tutti per garantirci un futuro equo, solidale e degno della nostra esistenza.

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