domenica 25 marzo 2018

PERCHÉ NASCE BOLZANO IN VERITAS.


Molti di voi hanno chiesto il perché di questo nuovo gruppo FB denominato Bolzano in Veritas (BiV), qual è la tematica che verrà affrontata oppure se avrà un colore politico. Bolzano In Veritas, a differenza di come potrebbe apparire, non nasce in contrapposizione al gruppo FB “Bolzano in Comune”, che risulta essere quello più seguito a livello locale, nasce dall’esigenza di coinvolgere persone e personaggi in una più ampia dialettica volta a condividere e, se ce ne è la forza, anche a denunciare fatti e misfatti che quotidianamente ci troviamo ad affrontare a Bolzano ed in Italia in genere. Tutto ciò senza vincoli, senza aver paura di censure, senza alcuna restrizione, quant’è vero non c’è bisogno di approvazione per pubblicare o condividere i vostri post. Noi non siamo "voci libere" che usufruiscono di finanziamenti o che promuovono attività personali a scopo di reddito o per compiacere il feudatario di turno. 
Sto utilizzando le pagine del mio blog perché è necessario che voi sappiate da dove siamo partiti, cosa abbiamo fatto, cosa vogliamo fare e dove vogliamo arrivare. Il tutto nasce da una questione personale, la storia di Costantino Gallo che è la storia di Papà Italiano Pagella Tedesca (leggi post), fatta di cartelle cliniche, di sentenze di tribunali disattese, di concorsi “artefatti”, insomma di ingiustizie personali subite a Bolzano. Quella che sembrava essere una storia anonima e personale, si è rivelata invece essere molto più vasta di quel che appariva, molti ci hanno contattato per via di un destino che ci accumuna ed è da qui che è nata una rete di persone ed idee. Abbiamo provato a coinvolgere nelle nostre argomentazioni ed azioni anche alcuni parlamentari, a mo’ di patrocinio, perché scontrarsi con la realtà dell’Amministrazione Bolzanina è come cercare di afferrare il fumo a mani nude, ma questa soluzione è risultata totalmente inutile. Successivamente è nato il blog de “L’Informatore”, nelle cui pagine non ci siamo certo risparmiati in denunce circostanziate supportate da prove, oppure di portare all’attenzione dell’opinione pubblica accadimenti che altrimenti sarebbero passati inosservati. L’unica cosa possibile da fare era quella di uscire allo scoperto mettendoci direttamente la faccia, la dignità e tutto il bagaglio di esperienza e professionalità in nostro possesso a corredo delle nostre azioni; oggi siamo una forza prorompente, compatta e che non si ferma davanti a niente ed a nessuno. Siamo aperti a tutti, collaboriamo con tutti e siamo disponibili con tutti, chiunque esso sia; la nostra azione, che va dalla sanità alla gestione dell’apparato amministrativo, dagli appalti al mondo del lavoro, è certificata dai risultati ottenuti. Anche se sono dichiaratamente un attivista del M5S, qui non vedrete bandiere pentastellate, ulivi, garofani, spade “giussaniane”, testuggini o tricolori, qui troverete onestà non perché lo dice Beppe Grillo, qui troverete onestà perché fa parte del nostro bagaglio culturale, del retaggio ereditato dalle nostre famiglie. Abbiamo bisogno di gente che contribuisca a dare ordine alle cose, che ci aiuti a restituire la dignità a chi l’ha perduta, la voce a chi viene zittito, gli occhi a chi è stato bendato. Questo siamo noi. Questo è Bolzano In Veritas.

mercoledì 21 marzo 2018

CHE NE SARÀ DI QUESTA SANITÀ?



“CARRAMBA CHE SORPRESA!” avrebbe gridato la Raffaella nazionale, solamente che la carrambata in questione non è di quelle da festeggiare con coriandoli e maracas, tutt’al più potremmo udire il tintinnio di qualche manetta o lo strombettare di sirene. A dispetto di chi sui social continua a decantare le grandi meraviglie del Wonderland, la notizia che l’Azienda Sanitaria Alto-Atesina non rispecchi l’elevata qualità della vita dei bolzanini, è confermata dal nuovo, devastante arresto del Direttore dell’Ufficio Edilizia dell’Asl F.F. (ma sono tutti Facenti Funzioni, non ce n’è nemmeno uno di ruolo?).
Secondo gli inquirenti il dirigente ha “manomesso” alcune procedure di affidamento al fine di favorire imprese compiacenti che, a loro volta, mostravano tutta la loro riconoscenza nei confronti del dirigente. In questo post, mie care e miei cari Informati, non aggiungerò nulla di più di quello che già non abbiate letto sui giornali; io proverò a farvi comprendere meglio il meccanismo di “manomissione” messo in atto dal dirigente affinché possiate voi stessi essere controllori e denunciare simili illeciti, perché, dovete credermi sulla parola, sono tantissimi, anche nel Wonderland. Procediamo con ordine, perché quello che state per leggere non lo troverete né sui libri né sui giornali. Il Codice degli Appalti (Decreto Legislativo 50/2016), è la normativa nazionale che disciplina le gare d’appalto, le contrattazioni e quant’altro di propedeutico o complementare riguarda gli appalti per l’affidamento dei lavori, servizi e forniture. L’argomento in questione verte sull’applicazione dell’art. 36, comma 2, lett. A del Codice ovvero i “contratti sotto soglia”, che prevede (in sintesi) la facoltà della P.A. di affidare lavori, servizi e forniture per un importo inferiore a 40.000 euro (la soglia), mediante affidamento diretto senza procedere ad  una gara d’appalto. In pratica un dirigente titolato a farlo, può disporre di affidare lavori direttamente a Tizio o a Caio o a loro cugino Sempronio, fino ad un massimo di 40 mila euro, senza che ci sia un sostanziale controllo. È in questo contesto che come in un campo di grano, trova terreno fertile la gramigna, perché basta che un dirigente diciamo “sopra le righe”, metta in atto il meccanismo ed il gioco è fatto; il bello del gioco è che nessuno ti scoprirà perché si innescano meccanismi di complicità, concussione, connivenza ed omertà. Ora vi faccio l’esempio. 
                                                                           
Io dirigente ho la necessità che mi venga asfaltato un tratto di strada perché l’infiltrazione di acqua piovana ha reso la viabilità instabile, chiamo Tizio e gli chiedo se è disponibile ad effettuare il lavoro che consiste nella fresatura (grattare via il vecchio bitume) e poi stendere il tappeto di bitume nuovo per uno spessore max di 5 centimetri; l’importo dei lavori preventivati è di 20 mila euro. Poi il dirigente convoca Tizio e senza giri di parole gli propone di far lievitare il preventivo da 20 mila a 39 mila euro ovvero sotto la soglia dei famosi 40 mila euro, accordandosi che dei 19 mila euro extra, metà se li prenderà la ditta e l’altra metà se l’intascherà il dirigente (regali, viaggi, automobili, etc.). Se la cosa va a buon fine, avremo una concussione da manuale, se Tizio dovesse rifiutarsi, la sua ditta avrà finito di lavorare perché il dirigente sicuramente non lo chiamerà. Caliamo l’asso dell’aggravante. Tizio, ormai corrotto fino al midollo, dice al dirigente che se vuole, al posto di fare la fresatura del manto stradale, si limiterà a stendere bitume per uno spessore di max 2 centimetri facendo la cresta sui 3 centimetri mancanti e sulla fresatura del bitume, cosicché il lavoro da 20 mila euro scende a 5 mila, la fetta da spartire diventa più sostanziosa e il bitume steso, a causa del traffico automobilistico, presto cederà e si dovrà nuovamente rifare un intervento di bitumazione, innestando così il processo di consolidamento tra corruttore e concussore, quasi come un patto di sangue. Purtroppo miei cari Informati, non è un racconto di Julius Verne che ti trasporta fino ai limiti della fantasia, stiamo parlando di una realtà concreta e del male, pare ancora incurabile, che affligge tutto lo Stivale. Ora che si tratti di bitume, che si tratti di forniture sanitarie, di servizi di pulizia, di manutenzione ordinaria, di forniture di beni e servizi per la P.A., l’affidamento diretto ha purtroppo un limite che individuabile nell’uomo stesso che è chiamato a gestirlo: più alta è la caratura del personaggio, più alta è la tutela dei contribuenti e della spesa pubblica. Nella conferenza stampa sostenuta dal Direttore Generale Thomas Schael dopo l’azione cautelativa nei confronti del geometra Facchini (nulla contro la categoria, ma può un geometra essere nominato Direttore F.F. con incarico sin dal 2015?), asserisce che nulla aveva lasciato presagire che vi fosse in atto un’azione fraudolenta nei confronti dell’ASL, che nulla di anomalo era stato rilevato. È vero che se il controllato è allo stesso tempo controllore come nel caso del geom. Facchini, sfido io che nulla potesse essere rilevato, è proprio su questo che si basa il sistema corrotto. Eppure di tanto in tanto un giro sul portale istituzionale della Provincia dove si pubblicano le gare d’appalto, certi nomi si leggono spesso, quasi ridondanti. D’altronde, cosa possiamo aspettarci da un’azienda che già nei suoi vertici pecca di trasparenza, dove troviamo dirigenti cassati dall’ANAC o condannati dalla Corte dei Conti, dichiarati non idonei dalle loro stesse commissioni e puntualmente nominati come figure apicali? 

P.s.: sarebbe stato utile dare un’occhiata alle interrogazioni sostenute dal consigliere M5S Paul Kollensperger, forse ci saremmo risparmiati qualche sorpresa.

venerdì 16 marzo 2018

SOGNO DI UN’IDONEITÀ DI MEZZA ESTATE


Lo shakespeariano dilemma Idoneo si Idoneo no questo è il problema, che ci sta appassionando ormai tanto quanto i romanzi del famoso drammaturgo inglese, approderà prima o poi ad una soluzione? Care amiche e cari amici Informati, siamo arrivati forse alla conclusione della “diatriba sanitaria” che ci sta appassionando ormai da così tanto tempo? Pare proprio di no, perché come le forze politiche in campo attualmente per la formazione del nuovo Governo non cedono terreno ai loro avversari, così l’Amministrazione bolzanina non cede all’Opinione Pubblica quel tanto di trasparenza bastante per poter dirimere con efficacia lo “stallo alla messicana” che si è creato.
Tipica situazione di "stallo alla messicana"
Naturalmente sto parlando del dott. Thomas Schael, attuale direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, e della sua mancata iscrizione all’Elenco nazionale idonei all’incarico di direttore generale Enti del SSN. La nuova normativa introdotta dal decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, prevede che la nomina del direttore generale di un’azienda sanitaria resti una prerogativa delle Regioni che, però, non potranno più agire in totale autonomia ma dovranno necessariamente attingere dall'elenco dei dirigenti risultati idonei dalla selezione nazionale. Avevo già scritto in un precedente post che anche il dott. Schael aveva preso parte a questa selezione, che il suo nome non compariva nell’elenco nazionale e che la sua richiesta di chiarimenti si è conclusa con una nuova pubblicazione dell’elenco, dove con rinnovato dispiacere il suo nome comunque non compare. Inidoneo? Temo proprio di si. Perché? È una curiosità che non mi pervade. Certo il clamore suscitato sulla faccenda sta mettendo in seria difficoltà il presidente Arno Kompatscher e la sua Giunta –le elezioni sono imminenti e la campagna elettorale sarà di lacrime e sangue-,
La giunta provinciale di Bolzano al completo
attaccata ormai da quasi tutte le forze politiche, Movimento 5 Stelle col suo consigliere Paul Kollensperger in testa, perché ha del paradossale che la Provincia di Bolzano si affidi ad un dirigente che gestisce un bilancio sanitario annuale di circa un miliardo e trecento milioni di euro dichiarato inidoneo dal Ministero della Salute. L’assessore Martha Stocker difende Schael, dichiarando che al momento della selezione del 2015, la commissione lo ha ritenuto idoneo;
Il consigliere M5S P. Kollensperger
dello stesso parere è il presidente Kompatscher, anche se ha manifestato inizialmente dubbi. Alla fine è prevalsa la tecnica degli antichi centurioni Romani, dove al grido “testuggine” di Komptscher, la Giunta ha sollevato gli scudi dell’Autonomia. Roba da ridere se non fosse che non c’è nulla da ridere. L’Amministrazione dichiarerà in seguito che la commissione selezionatrice che ha valutato la candidatura di Schael nel 2015, ha rivalutato in questi giorni e per ben due volte la documentazione non riscontrando alcuna irregolarità.
Non voglio mettere in dubbio che tale dichiarazione non corrisponda al vero, però è altrettanto vero che la commissione selezionatrice anzi, ogni commissione selezionatrice esaurito l’incarico affidato, si scioglie automaticamente così come previsto dalla normativa provinciale. Invero ora qualche dubbio della doppia rivalutazione di questi giorni comincio ad averlo. Dubbi che invece non ho sulla commissione nominata direttamente dal ministro Lorenzin, composta dal Vice Avvocato Generale dello Stato, Gabriella Palmieri, dal Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Roberta Siliquini, dal Direttore generale dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali (AGENASS), Francesco Bevere e dai due componenti designati dalla Conferenza Stato-regioni, Giancarlo Ruscitti e Claudio Costa, tutt’e cinque professionisti di alta caratura istituzionale.
Il ministro Lorenzin
Vorrei soffermarmi su almeno due dei membri di questa commissione: Giancarlo Ruscitti e Francesco Bevere. Il primo, Ruscitti, è stato dal 1 luglio 2010 al 30 settembre 2015 Amministratore Delegato della Fondazione Opera San Camillo, la stessa Fondazione dove Schael ha prestato servizio come direttore presso uno degli istituti del gruppo. Il secondo, Bevere, è addirittura Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), la stessa agenzia dove Schael ha prestato per diverso tempo servizio come consulente. Da ciò si può facilmente dedurre che il dott. Schael non era un perfetto sconosciuto alla commissione; eppure ciò non ha distolto l'autorevole imparzialità dei commissari che, nonostante la diretta conoscenza del candidato da parte di alcuni membri della commissione, all’esamina della  documentazione ha comunque ritenuto i requisiti non soddisfacenti all’iscrizione. E se una commissione così autorevole si esprime per ben due volte sull’inidoneità del candidato Schael, vuol dire che veramente il nostro DG non è nel pieno possesso dei requisiti, oggi come allora. La cosa dispiace, umanamente parlando, perché tutto ciò potrebbe sfociare in una caccia alle streghe dove al rogo abbrustolirà il capro espiatorio Schael, mentre gli Scribi e i Farisei del tempio di Bolzano, proveranno a lavare i panni sporchi in casa, in attesa che gli ignari (non più tanto) sudditi dimentichino l’accaduto. Ma noi non dimenticheremo, il vostro Informatore non dimenticherà, convinto che la sete di verità non sarà mai appagata, che perseguire l’onestà non è il punto di arrivo ma l’inizio di un grande viaggio.




lunedì 12 marzo 2018

LA DENUNCIA COME STRUMENTO DI CENSURA. CHE FINE HA FATTO LA DEMOCRAZIA?


Una volta si diceva - veramente ancora oggi - "dove non si arriva con le parole si arriva con le mani". Mi pare che questo vecchio adagio popolare calza bene con quanto è accaduto nell'ormai claudicante "Wonderland", tornato agli onori della ribalta non per la sua qualità della vita ma per i corsi di "paracadutismo politico", vittima consapevole di una defezione consistente di iscritti e dirigenti PD,
Il predidente Arno Kompatscher ed il DG Asl Thomas Schael
e ancor peggio di una controversia per una presunta inidoneità a scoppio ritardato del direttore generale del Servizio Sanitario Locale, Thomas Schael. A proposito, è proprio su quest'ultimo che volevo porre delle riflessioni da condividere e discutere con voi, miei cari Informati. Una querela per diffamazione volta ad un esponente politico nell'esercizio del suo mandato elettorale, sa tanto di censura piuttosto che di confronto e, per l'appunto, quando non si ha dialogo, si passa alle metaforiche mani. I fatti. Paul Kollensperger, consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, in un'interrogazione presentata in seduta consigliare, chiede all'assessore competente delucidazioni sulle consulenze esterne utilizzate dal DG; Martha Stoker,
L'assessore alla Sanità Martha Stocker
in qualità di assessore alla Sanità, risponde che il DG ha utilizzato consulenze esterne e collaborazioni a vario titolo, che tali consulenze sono una pratica consolidata in tutte le amministrazioni pubbliche e che l'importo complessivo di spesa per queste consulenze si attesta a mezzo milione di euro. Dal canto suo, il consigliere Kollensperger rileva, con dati alla mano, che la spesa per consulenze e collaborazioni, si aggira intorno a sei milioni di euro! Non entro nel merito delle consulenze o degli importi spesi, che ricordiamo sono denaro pubblico e non elargizioni di privati facoltosi, né nell'efficacia e nel vantaggio indicati dall'assessore Stocker. La faccenda meritevole di attenzione sta proprio nell'azione intrapresa dal nostro Generaldirektor Schael, che "infastidito" dall'interrogazione del consigliere pentastellato Kollensperger, promossa nell'ambito dell'esercizio delle sue funzioni, non ha saputo far di meglio che intraprendere un'azione legale piuttosto che dare una spiegazione a chiarimento di un concorso di spesa ingente, per una sanità che sicuramente non spicca per qualità nei servizi erogati o per innovazione tecnologica dal punto di vista gestionale. 

Aggiungo poi che se un consigliere provinciale privo di alcuna immunità, deve aver paura di esercitare l'azione di controllo sull'Amministrazione derivata dal suo mandato istituzionale, comprenderete voi, miei cari Informati, che la linea di confine dall'attuale regime democratico ad un regime vero è proprio si assottiglia sempre di più. Stante così le cose, chi garantirà per i cittadini nonché contribuenti? Ed ancor più assordante è il silenzio degli altri consiglieri che pare non abbiano espresso alcuna solidarietà nei confronti del loro collega, né tantomeno una condanna nei confronti del DG che, di fatto, si sente legittimato nell'azione intrapresa. Un'ultima considerazione la volgerei anche al nostro assessore alla Sanità, perché sarebbe utile capire cosa ha trovato di vantaggioso nell'utilizzo di consulenze per un importo che ci avrebbe permesso di avere alle dipendenze della Provincia addirittura un Premio Nobel della Medicina o dell'Economia. 

venerdì 9 marzo 2018

MA DOVE VAI SEI IL NOME IN LISTA NON CE L'HAI

La nostra storia inizia quando Andreas Fabi, con tanto di strascichi stragiudiziali, conclude il suo mandato di Direttore Generale all’ASL Alto Adige. Al suo posto venne selezionato il sogno di tutte le aziende sanitarie, colui che poteva vantare un curriculum vitae lungo da qui fino al mese prossimo ovvero il dott. Thomas Schael.
Thomas Schael
Il dott. Schael è un professionista ben introdotto in ambito sanitario nazionale, con al suo attivo consulenze, docenze, esperienze giornalistiche e, per l’appunto, un’invidiabile esperienza di management sanitario. Tutti requisiti che costituiscono l’elemento essenziale per poter accedere alla carica apicale numero uno delle aziende sanitarie locali. Nel 2015, la Provincia di Bolzano bandisce la selezione per la carica di direttore generale dell’ASL; quando la scelta ricade su Thomas Schael, all’assessore alla Sanità Martha Stocker
Martha Stocker
quasi non sembra vero di poter annunciare che la Provincia ha selezionato un professionista di provata esperienza, che non solo parla molto elegantemente il tedesco ma che addirittura tedesco lo è per davvero; neanche avessero annunciato al mondo la cura definitiva per il cancro. Sarcasmo a parte, comunque il dott. Schael spesso è stato ospite, suo malgrado, nelle pagine di questo blog e voi, miei cari Informati, avete imparato a conoscerlo per una serie di presunte irregolarità o meglio di azioni di dubbia legittimità, tra le quali annoveriamo la nomina a Direttore Amministrativo Facente Funzioni del dott. Umberto Tait, fresco di condanna della Corte dei Conti, 

oppure della fantomatica nomina del dott. Thomas Lanthaler a Direttore Sanitario Facente Funzioni. Nel bene o nel male, di Thomas Schael si è detto e scritto tantissimo, io stesso ho scritto tantissimo perché è un personaggio che all’apparente fascino, contrappone una personalità a volte adombrata da inchieste come quelle di Crotone su presunte irregolarità nella gestione dell’ASL Magna Grecia, oppure ambigua riguardo ai compensi ricevuti per la nomina a sub-commissario amministrativo dell’ASL Napoli 2 Nord. A questi si aggiungono anche le voci, dette molto sottovoce, sulla presunta mancanza di requisiti quando l’allora governatore della Calabria Agazio Loiero, nominò il “manager tedesco” alla guida della sanità crotonese. Siamo alla fine del 2005, Thomas Schael viene nominato Direttore Generale dell’ASL n. 5 Magna Grecia (ci resterà per 20 mesi) e qualcuno fa notare che il neo direttore non ha i requisiti previsti dal Decreto Legislativo 502/1992 in quanto pare che non abbia una pregressa esperienza dirigenziale di almeno cinque anni; a ciò qualcuno fa anche notare che la sua laurea in ingegneria meccanica, non è proprio funzionale alla carica ricoperta. Tutto tace. Torniamo ai giorni nostri. Il consigliere provinciale Paul Kollensperger,
Paul Kollensperger
esponente di spicco del Movimento 5 Stelle di Bolzano, forza politica attualmente all’apice del gradimento nazionale, nella sua attività politica ha spesso avuto atteggiamenti di denuncia nei confronti del dott. Schael, dalle presunte consulenze d'oro per l’informatizzazione del sistema sanitario locale di 60 milioni di euro circa che non è mai partito, oltreché a numerose interrogazioni atte a far luce sul poco trasparente operato del manager. Ma è l’ultima interrogazione, quella di qualche giorno fa, che segnerà, forse definitivamente, il rapporto non più idilliaco tra la Provincia ed il manager. Effettivamente Schael ha attirato molte volte l’attenzione su di sé e sul suo operato, a tratti giudicato non all’altezza delle aspettative, però il fatto che possa vantare un certificato di nascita giallo-rosso-nero da fare invidia a tutti gli indipendentisti sudtirolesi, lo pone in una posizione di sicuro privilegio al quale tutto può essere perdonato. Però stavolta è andato oltre, troppo oltre le sue possibilità. Nel 2017, il Ministero della Salute bandisce la "SELEZIONE VOLTA ALLA FORMAZIONE DELL’ELENCO NAZIONALE DI IDONEI ALLA NOMINA DI DIRETTORE GENERALE DELLE AZIENDE E DEGLI ENTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE", ove chi è in possesso dei requisiti previsti, si ritrova inserito in questa lista che poi verrà utilizzata dalle aziende sanitarie per la selezione dei futuri direttori. Tutti gli attuali direttori hanno partecipato, anche chi non lo è ma è in possesso dei requisiti ed aspira a tale titolo. Tra i tanti ha presentato la domanda anche il dott. Thomas Schael, in previsione di ricandidarsi nuovamente alla carica di direttore generale una volta scaduto il mandato, ma qualcosa va storto perché il suo nome non è tra quelli selezionati e successivamente pubblicati sull'elenco del Ministero della Salute. Il dott. Schael non si scompone, rilascia interviste, chiede lumi al ministero e scrive alla Commissione voluta dal ministro Lorenzin, per meglio comprendere il perché il suo nome non compare nell'elenco.
La Commissione è composta dal Vice Avvocato Generale dello Stato, Gabriella Palmieri, dal Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Roberta Siliquini, dal Direttore generale dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, Francesco Bevere e dai due componenti designati dalla Conferenza Stato-regioni, Giancarlo Ruscitti e Claudio Costa, quindi si parla di altissimi profili. Qui la cosa purtroppo prende una brutta piega, noi non sappiamo cosa abbia risposto la Commissione in merito alla richiesta di delucidazioni avanzata dal dott. Schael, però possiamo confermare che nell'Elenco nazionale idonei all’incarico di direttore generale Enti del SSN, riaggiornato definitivamente e ripubblicato il 6 marzo scorso, il dott. Schael non c'è. Ora potete solo immaginare che scenari si aprono. Prima accennavo all'ultima interrogazione del consigliere Kollensperger aveva fatto in Consiglio Provinciale proprio in merito alla mancata iscrizione all'Albo dell'attuale Generaldirecktor; l'assessore Stocker risponde che Schael ha avanzato correttamente la domanda e che non si spiegava il perché di questa mancanza, per concludere con una piccata e personalissima frecciata nei confronti del consigliere, reo, secondo la Stocker, di muoversi spinto da antipatia verso il dott. Schael. Ecco come trascinare una discussione accesa ma democratica in una farsa alla "Natale in casa Cupiello".
Edoardo De Filippo in una scena
Però noi un'occhiata a questi requisiti menzionati dall'assessore ce l'abbiamo data. Apparentemente, esclusi i casi di Crotone e Napoli, gli altri requisiti come quelli menzionati dalla Stocker circa l'Università Federico II di Napoli, non sono bastanti a dimostrare l'esperienza quinquennale maturata; una piccola svista dell'assessore la voglio segnalare, perché il dott. Schael non ha messo mai piede alla Federico II, casomai nella seconda università degli studi di Napoli, la Vanvitelli, dove ha ricoperto solamente la carica di presidente del nucleo di Valutazione, carica non dirigenziale ma col solo compito 
di verificare e valutare la qualità e l'efficacia dell'offerta didattica e dell'attività di ricerca. Certo che l'imbarazzo sarà forte, soprattutto per chi dovrà spiegare come sia potuto accadere che un professionista comunque valutato non idoneo per l'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale, in primis sia stato dichiarato idoneo a Bolzano e secundis, abbia gestito un budget di un miliardo e duecentomilioni di euro destinati all'ambito sanitario: a pensar male parrebbe logico sapere a chi additare la responsabilità di una Sanità allo sfascio.