mercoledì 21 marzo 2018

CHE NE SARÀ DI QUESTA SANITÀ?



“CARRAMBA CHE SORPRESA!” avrebbe gridato la Raffaella nazionale, solamente che la carrambata in questione non è di quelle da festeggiare con coriandoli e maracas, tutt’al più potremmo udire il tintinnio di qualche manetta o lo strombettare di sirene. A dispetto di chi sui social continua a decantare le grandi meraviglie del Wonderland, la notizia che l’Azienda Sanitaria Alto-Atesina non rispecchi l’elevata qualità della vita dei bolzanini, è confermata dal nuovo, devastante arresto del Direttore dell’Ufficio Edilizia dell’Asl F.F. (ma sono tutti Facenti Funzioni, non ce n’è nemmeno uno di ruolo?).
Secondo gli inquirenti il dirigente ha “manomesso” alcune procedure di affidamento al fine di favorire imprese compiacenti che, a loro volta, mostravano tutta la loro riconoscenza nei confronti del dirigente. In questo post, mie care e miei cari Informati, non aggiungerò nulla di più di quello che già non abbiate letto sui giornali; io proverò a farvi comprendere meglio il meccanismo di “manomissione” messo in atto dal dirigente affinché possiate voi stessi essere controllori e denunciare simili illeciti, perché, dovete credermi sulla parola, sono tantissimi, anche nel Wonderland. Procediamo con ordine, perché quello che state per leggere non lo troverete né sui libri né sui giornali. Il Codice degli Appalti (Decreto Legislativo 50/2016), è la normativa nazionale che disciplina le gare d’appalto, le contrattazioni e quant’altro di propedeutico o complementare riguarda gli appalti per l’affidamento dei lavori, servizi e forniture. L’argomento in questione verte sull’applicazione dell’art. 36, comma 2, lett. A del Codice ovvero i “contratti sotto soglia”, che prevede (in sintesi) la facoltà della P.A. di affidare lavori, servizi e forniture per un importo inferiore a 40.000 euro (la soglia), mediante affidamento diretto senza procedere ad  una gara d’appalto. In pratica un dirigente titolato a farlo, può disporre di affidare lavori direttamente a Tizio o a Caio o a loro cugino Sempronio, fino ad un massimo di 40 mila euro, senza che ci sia un sostanziale controllo. È in questo contesto che come in un campo di grano, trova terreno fertile la gramigna, perché basta che un dirigente diciamo “sopra le righe”, metta in atto il meccanismo ed il gioco è fatto; il bello del gioco è che nessuno ti scoprirà perché si innescano meccanismi di complicità, concussione, connivenza ed omertà. Ora vi faccio l’esempio. 
                                                                           
Io dirigente ho la necessità che mi venga asfaltato un tratto di strada perché l’infiltrazione di acqua piovana ha reso la viabilità instabile, chiamo Tizio e gli chiedo se è disponibile ad effettuare il lavoro che consiste nella fresatura (grattare via il vecchio bitume) e poi stendere il tappeto di bitume nuovo per uno spessore max di 5 centimetri; l’importo dei lavori preventivati è di 20 mila euro. Poi il dirigente convoca Tizio e senza giri di parole gli propone di far lievitare il preventivo da 20 mila a 39 mila euro ovvero sotto la soglia dei famosi 40 mila euro, accordandosi che dei 19 mila euro extra, metà se li prenderà la ditta e l’altra metà se l’intascherà il dirigente (regali, viaggi, automobili, etc.). Se la cosa va a buon fine, avremo una concussione da manuale, se Tizio dovesse rifiutarsi, la sua ditta avrà finito di lavorare perché il dirigente sicuramente non lo chiamerà. Caliamo l’asso dell’aggravante. Tizio, ormai corrotto fino al midollo, dice al dirigente che se vuole, al posto di fare la fresatura del manto stradale, si limiterà a stendere bitume per uno spessore di max 2 centimetri facendo la cresta sui 3 centimetri mancanti e sulla fresatura del bitume, cosicché il lavoro da 20 mila euro scende a 5 mila, la fetta da spartire diventa più sostanziosa e il bitume steso, a causa del traffico automobilistico, presto cederà e si dovrà nuovamente rifare un intervento di bitumazione, innestando così il processo di consolidamento tra corruttore e concussore, quasi come un patto di sangue. Purtroppo miei cari Informati, non è un racconto di Julius Verne che ti trasporta fino ai limiti della fantasia, stiamo parlando di una realtà concreta e del male, pare ancora incurabile, che affligge tutto lo Stivale. Ora che si tratti di bitume, che si tratti di forniture sanitarie, di servizi di pulizia, di manutenzione ordinaria, di forniture di beni e servizi per la P.A., l’affidamento diretto ha purtroppo un limite che individuabile nell’uomo stesso che è chiamato a gestirlo: più alta è la caratura del personaggio, più alta è la tutela dei contribuenti e della spesa pubblica. Nella conferenza stampa sostenuta dal Direttore Generale Thomas Schael dopo l’azione cautelativa nei confronti del geometra Facchini (nulla contro la categoria, ma può un geometra essere nominato Direttore F.F. con incarico sin dal 2015?), asserisce che nulla aveva lasciato presagire che vi fosse in atto un’azione fraudolenta nei confronti dell’ASL, che nulla di anomalo era stato rilevato. È vero che se il controllato è allo stesso tempo controllore come nel caso del geom. Facchini, sfido io che nulla potesse essere rilevato, è proprio su questo che si basa il sistema corrotto. Eppure di tanto in tanto un giro sul portale istituzionale della Provincia dove si pubblicano le gare d’appalto, certi nomi si leggono spesso, quasi ridondanti. D’altronde, cosa possiamo aspettarci da un’azienda che già nei suoi vertici pecca di trasparenza, dove troviamo dirigenti cassati dall’ANAC o condannati dalla Corte dei Conti, dichiarati non idonei dalle loro stesse commissioni e puntualmente nominati come figure apicali? 

P.s.: sarebbe stato utile dare un’occhiata alle interrogazioni sostenute dal consigliere M5S Paul Kollensperger, forse ci saremmo risparmiati qualche sorpresa.

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