lunedì 12 marzo 2018

LA DENUNCIA COME STRUMENTO DI CENSURA. CHE FINE HA FATTO LA DEMOCRAZIA?


Una volta si diceva - veramente ancora oggi - "dove non si arriva con le parole si arriva con le mani". Mi pare che questo vecchio adagio popolare calza bene con quanto è accaduto nell'ormai claudicante "Wonderland", tornato agli onori della ribalta non per la sua qualità della vita ma per i corsi di "paracadutismo politico", vittima consapevole di una defezione consistente di iscritti e dirigenti PD,
Il predidente Arno Kompatscher ed il DG Asl Thomas Schael
e ancor peggio di una controversia per una presunta inidoneità a scoppio ritardato del direttore generale del Servizio Sanitario Locale, Thomas Schael. A proposito, è proprio su quest'ultimo che volevo porre delle riflessioni da condividere e discutere con voi, miei cari Informati. Una querela per diffamazione volta ad un esponente politico nell'esercizio del suo mandato elettorale, sa tanto di censura piuttosto che di confronto e, per l'appunto, quando non si ha dialogo, si passa alle metaforiche mani. I fatti. Paul Kollensperger, consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, in un'interrogazione presentata in seduta consigliare, chiede all'assessore competente delucidazioni sulle consulenze esterne utilizzate dal DG; Martha Stoker,
L'assessore alla Sanità Martha Stocker
in qualità di assessore alla Sanità, risponde che il DG ha utilizzato consulenze esterne e collaborazioni a vario titolo, che tali consulenze sono una pratica consolidata in tutte le amministrazioni pubbliche e che l'importo complessivo di spesa per queste consulenze si attesta a mezzo milione di euro. Dal canto suo, il consigliere Kollensperger rileva, con dati alla mano, che la spesa per consulenze e collaborazioni, si aggira intorno a sei milioni di euro! Non entro nel merito delle consulenze o degli importi spesi, che ricordiamo sono denaro pubblico e non elargizioni di privati facoltosi, né nell'efficacia e nel vantaggio indicati dall'assessore Stocker. La faccenda meritevole di attenzione sta proprio nell'azione intrapresa dal nostro Generaldirektor Schael, che "infastidito" dall'interrogazione del consigliere pentastellato Kollensperger, promossa nell'ambito dell'esercizio delle sue funzioni, non ha saputo far di meglio che intraprendere un'azione legale piuttosto che dare una spiegazione a chiarimento di un concorso di spesa ingente, per una sanità che sicuramente non spicca per qualità nei servizi erogati o per innovazione tecnologica dal punto di vista gestionale. 

Aggiungo poi che se un consigliere provinciale privo di alcuna immunità, deve aver paura di esercitare l'azione di controllo sull'Amministrazione derivata dal suo mandato istituzionale, comprenderete voi, miei cari Informati, che la linea di confine dall'attuale regime democratico ad un regime vero è proprio si assottiglia sempre di più. Stante così le cose, chi garantirà per i cittadini nonché contribuenti? Ed ancor più assordante è il silenzio degli altri consiglieri che pare non abbiano espresso alcuna solidarietà nei confronti del loro collega, né tantomeno una condanna nei confronti del DG che, di fatto, si sente legittimato nell'azione intrapresa. Un'ultima considerazione la volgerei anche al nostro assessore alla Sanità, perché sarebbe utile capire cosa ha trovato di vantaggioso nell'utilizzo di consulenze per un importo che ci avrebbe permesso di avere alle dipendenze della Provincia addirittura un Premio Nobel della Medicina o dell'Economia. 

Nessun commento: