venerdì 16 marzo 2018

SOGNO DI UN’IDONEITÀ DI MEZZA ESTATE


Lo shakespeariano dilemma Idoneo si Idoneo no questo è il problema, che ci sta appassionando ormai tanto quanto i romanzi del famoso drammaturgo inglese, approderà prima o poi ad una soluzione? Care amiche e cari amici Informati, siamo arrivati forse alla conclusione della “diatriba sanitaria” che ci sta appassionando ormai da così tanto tempo? Pare proprio di no, perché come le forze politiche in campo attualmente per la formazione del nuovo Governo non cedono terreno ai loro avversari, così l’Amministrazione bolzanina non cede all’Opinione Pubblica quel tanto di trasparenza bastante per poter dirimere con efficacia lo “stallo alla messicana” che si è creato.
Tipica situazione di "stallo alla messicana"
Naturalmente sto parlando del dott. Thomas Schael, attuale direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, e della sua mancata iscrizione all’Elenco nazionale idonei all’incarico di direttore generale Enti del SSN. La nuova normativa introdotta dal decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, prevede che la nomina del direttore generale di un’azienda sanitaria resti una prerogativa delle Regioni che, però, non potranno più agire in totale autonomia ma dovranno necessariamente attingere dall'elenco dei dirigenti risultati idonei dalla selezione nazionale. Avevo già scritto in un precedente post che anche il dott. Schael aveva preso parte a questa selezione, che il suo nome non compariva nell’elenco nazionale e che la sua richiesta di chiarimenti si è conclusa con una nuova pubblicazione dell’elenco, dove con rinnovato dispiacere il suo nome comunque non compare. Inidoneo? Temo proprio di si. Perché? È una curiosità che non mi pervade. Certo il clamore suscitato sulla faccenda sta mettendo in seria difficoltà il presidente Arno Kompatscher e la sua Giunta –le elezioni sono imminenti e la campagna elettorale sarà di lacrime e sangue-,
La giunta provinciale di Bolzano al completo
attaccata ormai da quasi tutte le forze politiche, Movimento 5 Stelle col suo consigliere Paul Kollensperger in testa, perché ha del paradossale che la Provincia di Bolzano si affidi ad un dirigente che gestisce un bilancio sanitario annuale di circa un miliardo e trecento milioni di euro dichiarato inidoneo dal Ministero della Salute. L’assessore Martha Stocker difende Schael, dichiarando che al momento della selezione del 2015, la commissione lo ha ritenuto idoneo;
Il consigliere M5S P. Kollensperger
dello stesso parere è il presidente Kompatscher, anche se ha manifestato inizialmente dubbi. Alla fine è prevalsa la tecnica degli antichi centurioni Romani, dove al grido “testuggine” di Komptscher, la Giunta ha sollevato gli scudi dell’Autonomia. Roba da ridere se non fosse che non c’è nulla da ridere. L’Amministrazione dichiarerà in seguito che la commissione selezionatrice che ha valutato la candidatura di Schael nel 2015, ha rivalutato in questi giorni e per ben due volte la documentazione non riscontrando alcuna irregolarità.
Non voglio mettere in dubbio che tale dichiarazione non corrisponda al vero, però è altrettanto vero che la commissione selezionatrice anzi, ogni commissione selezionatrice esaurito l’incarico affidato, si scioglie automaticamente così come previsto dalla normativa provinciale. Invero ora qualche dubbio della doppia rivalutazione di questi giorni comincio ad averlo. Dubbi che invece non ho sulla commissione nominata direttamente dal ministro Lorenzin, composta dal Vice Avvocato Generale dello Stato, Gabriella Palmieri, dal Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Roberta Siliquini, dal Direttore generale dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali (AGENASS), Francesco Bevere e dai due componenti designati dalla Conferenza Stato-regioni, Giancarlo Ruscitti e Claudio Costa, tutt’e cinque professionisti di alta caratura istituzionale.
Il ministro Lorenzin
Vorrei soffermarmi su almeno due dei membri di questa commissione: Giancarlo Ruscitti e Francesco Bevere. Il primo, Ruscitti, è stato dal 1 luglio 2010 al 30 settembre 2015 Amministratore Delegato della Fondazione Opera San Camillo, la stessa Fondazione dove Schael ha prestato servizio come direttore presso uno degli istituti del gruppo. Il secondo, Bevere, è addirittura Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), la stessa agenzia dove Schael ha prestato per diverso tempo servizio come consulente. Da ciò si può facilmente dedurre che il dott. Schael non era un perfetto sconosciuto alla commissione; eppure ciò non ha distolto l'autorevole imparzialità dei commissari che, nonostante la diretta conoscenza del candidato da parte di alcuni membri della commissione, all’esamina della  documentazione ha comunque ritenuto i requisiti non soddisfacenti all’iscrizione. E se una commissione così autorevole si esprime per ben due volte sull’inidoneità del candidato Schael, vuol dire che veramente il nostro DG non è nel pieno possesso dei requisiti, oggi come allora. La cosa dispiace, umanamente parlando, perché tutto ciò potrebbe sfociare in una caccia alle streghe dove al rogo abbrustolirà il capro espiatorio Schael, mentre gli Scribi e i Farisei del tempio di Bolzano, proveranno a lavare i panni sporchi in casa, in attesa che gli ignari (non più tanto) sudditi dimentichino l’accaduto. Ma noi non dimenticheremo, il vostro Informatore non dimenticherà, convinto che la sete di verità non sarà mai appagata, che perseguire l’onestà non è il punto di arrivo ma l’inizio di un grande viaggio.




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