lunedì 23 luglio 2018

IL SIGNORE DEI PASSAPORTI



Lavare la testa all'asino è tempo perso. Questo vecchio proverbio popolare dovrebbe diventare il motto dei bolzanini, almeno di quelli che non credono alle favole costellate di fate ed unicorni, perché "Gandalf" Kompatscher e "Frodo" Achammer, stanno per imbarcarsi nella nuova avventura: Il Signore dei Passaporti. A sentire i nostri eroi o leggendo i fatti dalle cronache dei giornali, il duo della compagnia della stella alpina un giorno si e l'altro pure, fanno capolino a Vienna, capitale della terra di lato, dal re dei destrosi elfici Kurz, 
Il presidente Kurz ai tempi del provino per il Signore degli Anelli
alla ricerca di accoglienza ed asilo in vista delle elezioni provinciali che si terranno ad ottobre a Bolzano.  Carissime e carissimi Informati, l'SVP non molla, Vienna non molla(?), la doppia cittadinanza diventa croce e delizia di un'estate che si preannunciava rovente per via della campagna elettorale, ma che rischia di diventare a malapena tiepidina vista la scarsità di argomenti della stella alpina. Il perché lo si intravede dal ricorso da ultima spiaggia circa l'opportunità del doppio passaporto, che favorirebbe la parte dichiarata di madrelingua tedesca e ladina al fine del rilascio di un ipotetico quasi mitologico doppio passaporto italo-austriaco. Cose già vista col Berlusca che ad ogni campagna elettorale, ritorna col milione di posti di lavoro, mille euro di pensione minima e a morte le toghe rosse, la classica robetta da babbei con tanto di coro "menomale che Silvio c'è". Ma Kompatscher non è neanche lontanamente paragonabile all'ex cavaliere, quello che tocca distrugge e la riprova è stata la campagna denigratoria nei confronti degli italiani sulla gestione della sanità provinciale, 
atta ad ottenere un consenso tra l'elettorato ormai stufo di sentirsi negato addirittura il sacrosanto diritto alla Salute. Il presidente Kompatscher aveva dichiarato che era ormai maturato il tempo che l'ospedale di Bolzano tornasse in mano ai tedeschi perché gli amministratori italiani avevano fatto cilecca; a farne le spese è stato proprio il direttore generale dell'ASL altoatesina Thomas Schael, che è addirittura tedesco di nascita. Schael licenziaten! Schael go home! L'annuncio sui giornali è stato devastante, roboante e propagandistico. Sta di fatto che Schael attualmente è in ferie, per contratto collettivo nazionale non è licenziabile e se lo vogliono via lo devono riempire di soldi, quelli pesanti usciti dalle tasche dei contribuenti. 
Ma torniamo all'inetta campagna del doppio passaporto, fatta da inetti, con gli inetti, per gli inetti. Perché sono così duro? Perché una delle condizioni dell'accordo dell'autonomia di bolzano, verte proprio sulla rinuncia dell'Austria ad ogni diritto sul Sudtirol, ergo è impossibile che allo stato attuale l'Austria possa accogliere una richiesta che va contro l'Italia, immaginarsi addirittura un disegno di legge che vada in questa direzione. E poi, hanno avuto ben cinque anni di tempo per portare a compimento un progetto così ambizioso, riproporlo a ridosso delle elezioni suona pretestuoso, inconcludente ed oggettivamente offensivo anche per quei "Gennarino Esposito", che per evitare ulteriori vessazioni o discriminazioni, per forza di cose si son dovuti dichiarare di madrelingua tedesca. Palazzo Widmann vale tanto oro quanto pesa, e la SVP andrebbe ad apparentarsi col diavolo in persona pur di non cederne un solo mattone ai propri competitor politici, perché va bene la cuccagna "purché se magna".

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