venerdì 24 agosto 2018

CHI HA UCCISO LA SANITA' ALTOATESINA?

Alfred Hitchcock
Mie care e miei cari amici Informati, non siamo alle prese con uno dei capolavori dell'indiscusso re della suspense Alfred Hitchcock, ma la trama di quanto sta accadendo in questi giorni a Bolzano è altrettanto carica di suspense e di colpi di scena. La Sanità Altoatesina, intesa come servizio al cittadino è morta di stenti, abbandonata a se stessa, come una persona anziana parcheggiata da figli ignobili in una casa di riposo di infimo ordine, sottoposta a soprusi di infermieri sadici. Sembra la descrizione di uno di quei fatti di cronaca che purtroppo ci capita di leggere circa gli abusi sugli anziani, ma vedrete che tale analogia non è mai stata così azzeccata. Avrete saputo dell'indagine che la Corte dei Conti sta conducendo circa la liquidazione a titolo di buonuscita che l'Azienda Sanitaria bolzanina ha effettuato nei confronti dell'ormai ex DG Schael, un giusto riconoscimento per il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla normativa in materia (D. Lgs. 502/92). 
Questa situazione è diventata troppo scottante anche per dei politicanti navigati come lo sono gli esponenti SVP, tanto che scatta immediata l'operazione Ponzio Pilato. La Provincia scarica le responsabilità del riconoscimento della buonuscita dell'ex DG Schael, proprio sulle spalle dell'Azienda Sanitaria. Ma il contratto è stato sottoscritto dal presidente della provincia Arno Kompatscher e l'ex DG Schael, quindi le responsabilità sono chiare e lampanti. Invece no, il buon "lattoniere giurisprudenziato", posseduto dal fantasma di Andreotti, sostanzialmente fa capire che il colpo l'ha sparato lui ma è colpa dell'ASL se si è messa sulla traiettoria di tiro.

Ecco cosa resta della corazzata Kompatscher, un cumulo di ferraglia arrugginita alla quale non resta che essere rottamata, tanto quanto il suo più grande sostenitore. Il bulletto di Rignano aveva sempre garantito che nessuno norma sarebbe mai stata emessa contro l'SVP, come se la stella alpina incarnasse l'anima dell'autonomia bolzanina e non che tale anima fosse un retaggio dei suoi rispettabili cittadini. Con un garanzia del genere, tutto è lecito, anche l'illecito, tanto che qualcuno lo ha preso in parola. 

Ma sta per arrivare l'Ottobre Giallo ovvero la riscossa per una provincia bilingue che a lungo ha subito discriminazioni, abusi  e vessazioni da parte della politica di governo locale. A Bolzano c'è davvero chi tiene alla Sanità pubblica, al ritorno della legalità contrattuale per i suoi dirigenti, al ripristino ed ottimizzazione di tutti i servizi assistenziali per gli utenti, alla riduzione delle liste d'attesa per concludere all'immissione di un sistema di prenotazione unico valido per tutti i presidi ospedalieri della provincia. Quanti sono gli utenti che sperano che una visita al Pronto Soccorso del San Maurizio, non si trasformi nella più classica delle "Via Crucis"?
                          
Il candidato alla presidenza della provincia di Bolzano per il Movimento 5 Stelle, Diego Nicolini, insieme ad una delegazione composta sempre da candidati per la prossima kermesse elettorale, nella ferma convinzione che Bolzano debba ripartire proprio dal ripristino del suo Servizio Sanitario, ha recentemente incontrato presso l'Azienda Ospedaliera di Padova, il dott. Costantino Gallo, Direttore UOSD Progetti e Ricerca Clinica, col quale si è discusso per un progetto qualitativamente significativo volto al miglioramento della Sanità bolzanina. E chi meglio del dott. Gallo per comprendere in pieno come funziona e cosa non funziona nella gestione di un sistema sanitario? Questa è la strada da imboccare per stilare un programma sanitario che sia funzionale e non clientelare, che abbia a cuore la salute del cittadino e non lo stipendio dei suoi troppi dirigenti, si attinge "dalle best practice in materia Direzione Sanitaria a livello nazionale"- questo è quanto a dichiarato il candidato Nicolini a margine dell'incontro.
Diego Nicolini, Silvana Dallabona, Antonio Anglani, Corrado Poletti, Costantino Gallo e Fabrizio Pollinzi
Tutto l'opposto di quanto ha fatto l'amministrazione provinciale di Bolzano, che ha puntato sull'appartenenza etnica piuttosto che sulla qualità professionale, fomentando un sistema clientelare con puntuale elargizione di mance a destra e a manca, come spesso fa notare un'altra figura del M5S locale, Stefania "Stefy" Pulcini, che con la sua battaglia sul plus orario riconosciuto a personale amministrativo, mette in evidenza una consuetudine che va avanti da anni. e premesse dell'SVP le conosciamo, quelle del Movimento 5 Stelle di Bolzano le apprendiamo adesso, non ci resta che annunciare "La Sanità è morta! Viva la Sanità".

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