domenica 26 agosto 2018

THOMAS VINCE ARNO PERDE. IL GIOCO DELLE TRE CARTE DI BOLZANO




Care amiche e cari amici Informati, questa ve la devo proprio raccontare. Per farlo ho bisogno di un piccolo aneddoto introduttivo. Anno 2011, stazione di servizio sulla A1 tra Bologna e Modena, direzione Milano. Io ed il mio collega scendiamo dall'auto per fare rifornimento e notiamo un capannello di persone in uno dei parcheggi più appartati. Pensai che con molta probabilità qualcuno dei collaudatori di Ferrari, Lamborghini o Maserati avessero parcheggiato qualche bolide (fatto non raro in quelle zone). Finito il caffè, ci accingiamo a prendere l'auto per rimetterci in viaggio. Noto con stupore che il capannello di gente era diventato ormai una folla piuttosto rumorosa. La curiosità è troppa per non essere colmata e quindi anch'io volevo vedere il "bolidone" parcheggiato. Mai sorpresa fu così deludente, non avrei mai immaginato che il motivo di tanto brusio fosse un uomo che aveva aperto un tavolo col gioco delle tre carte! Nonostante la consapevolezza della truffa che va ormai avanti da secoli, così come illustrato nel dipinto "L'Escamoteur" del tardo 1400, ancora oggi c'è gente che ci casca.

Jérôme Bosch  - L'Escamoteur


Poi si arriva ai giorni nostri e, sempre con sorpresa, scopriamo che anche il nostro presidente Arno Kompatscher con tutta la sua giunta, sono state vittime di quest'azzardo, consapevoli o meno poco importa. Procediamo per punti perché si parte da lontano.
  • L'assessore alla Sanità Martha Stocker annuncia con entusiasmo l'arrivo anticipato del nuovo Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria locale, il tedeschissimo ing. Thomas Schael.
  • Per l'occasione si chiede al direttore in carica Andreas Fabi di dimettersi dalla carica anzitempo in modo di dare spazio al "nuovo che avanza", naturalmente dietro lauto compenso, .
  • Il nuovo DG ha le idee molto chiare, parla di informatizzare il sistema, di dematerializzare le impegnative, di migliorare e modernizzare il sistema sanitario, tanto che va spesso all'estero per vendere il brand dell'ASL Alto Adige.
  • Cominciano i primi problemi, l'informatizzazione non parte, la dematerializzazione delle ricette è utopia, le liste d'attesa si allungano notevolmente, i medici e paramedici scarseggiano perché il vincolo della proporzionalità etnica e del bilinguismo non facilitano le assunzioni; in compenso cresce a dismisura la spesa sanitaria, soprattutto alla voce consulenze e spese legali.
  • Giorni nostri. Le liste d'attesa sono diventate una spina nel fianco dell'amministrazione e non vi si trova soluzione.
  • Scoppia il caso requisiti di Schael. Nel 2017, l'allora ministro alla Salute Lorenzin, instituisce l'albo nazionale dei direttori generali per le aziende sanitarie, dove si accede per selezione. Thomas Schael partecipa alla selezione ma il suo nome non si trova nell'elenco dei vincitori.
  • Parte un'interrogazione in Consiglio Provinciale da parte del consigliere Paul Kollensperger, chiedendo con quali requisiti fosse stato assunto Schael, visto che non risulta idoneo per l'Albo Nazionale. Putiferio.
  • Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, dichiara che l'Alto Adige ha una copertura vaccinale da terzo mondo.
  • Alle liste d'attesa si aggiungono i disagi dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso del San Maurizio di Bolzano, vero calvario per chi cerca un'immediata assistenza.
  • Scoppia il caso polizza RCT per i medici e gli infermieri. Scade la polizza e viene meno la copertura assicurativa che garantiva i pazienti da rischi professionali, tant'è vero che i medici si ribellano.
  • Interviene direttamente il presidente Kompatscher, che dichiara di aver risolto il problema e stipulato un'altra polizza nel giro di soli dieci minuti.
  • Kompatscher e Stocker vogliono la testa di Schael, quella della polizza scaduta è imperdonabile. Si rompe l'idillio tra Provincia e Schael tanto che è la stessa Stocker a scaricare il tedesco.
  • Viene annunciato a mezzo stampa il licenziamento di Schael, mentre lui era in ferie.
  • Il D. Lgs. 502/1992, che disciplina la materia sanitaria, compreso i contratti dei dirigenti, pone Schael in una botte di ferro ovvero non è licenziabile per i motivi addotti come la scadenza della polizza assicurativa.
  • Schael ritorna dalle ferie. Si apre un tavolo di concertazione tra Schael e Provincia, col risultato di una divorzio consensuale per "divergenza di vedute". A Schael viene riconosciuta una buonuscita di 184.883 euro, corrisposti dall'Azienda Sanitaria, perché Kompatscher scarica la responsabilità sull'ASL AA.
Ed ora viene il gioco delle tre carte dove Thomas vince ed Arno perde. Udite udite!!! A maggio di quest'anno l'ing. Thomas Schael, nel frattempo inserito nell'Albo Nazionale degli idonei a ricoprire la carica di direttore generale, chiede l'iscrizione alla nomina di direttore generale dell'Azienda Sanitaria Alto Adige di Bolzano (fonte Rai Suedtirol).
In questo caso è l'unica richiesta perché solo lui è in possesso del famoso patentino di bilinguismo. Quindi da licenziato e lautamente ricompensato, lo zio Thomas si ritrova nuovamente unico candidato a ricoprire quella carica. Non c'è che dire, il nostro Thomas ne sa una più del diavolo, conosce i suoi polli e si accinge di nuovo a spennarli. Thomas vince Arno perde, questo è quello che è riuscito a fare l'SVP negli ultimi anni; la classe non è acqua, altrimenti l'SVP non sarebbe l'oceano che è. Un'ultima cosa, vi starete chiedendo chi è l'asso che si intravede dal taschino del mazziere nella foto di copertina. L'asso è Diego Nicolini, il candidato del Movimento Cinque Stelle alla carica di presidente della provincia di Bolzano.
Il candidato alla presidenza Diego Nicolini - M5S 
Sarà l'outsider della prossima competizione elettorale, il jolly da giocare, perché lui insieme alla lista che lo accompagna, ha stilato un programma elettorale basato proprio sulla riorganizzazione del sistema sanitario locale, in modo da evitare sprechi ed imbarazzi, riportando l'utente al centro dell'attenzione e dell'interesse sanitario.




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