mercoledì 5 settembre 2018

#IOSTOCONSALVINI? CI VOGLIONO I SOLDINI!


Matteo Salvini all'ultimo raduno leghista per il lancio della raccolta fondi

Dura la vita di Salvini, tutta in salita, sempre screditato dai suoi, neanche un briciolo di riconoscenza, sempre dietro le quinte, indegno agli occhi del "Senatur", neanche una laurea ad honorem (l'ultima rimasta l'aveva comprata il Trota). Poi prende in mano le redini del partito, un relitto in mare aperto, senza speranza, con più procedimenti penali che elettori. Ma la voglia di emergere, quella tenacia che l'ha contraddistinto dagli altri politicanti verdaioli, l'occhio della tigre (cit. Rocky III), quella fame di successo e di riscatto sociale, sono emersi fino a renderlo quello che è diventato oggi. Si capisce da subito che non lo fa per soldi, addirittura fin dalle sue comparsate nei quiz televisivi.  Diventa deputato, europarlamentare, insomma incarichi elettivi ben retribuiti senza mai tirare un colpo di zappa, un guru del "fancazzismo". E' arrivato al top, ma l'Alberto da Giussano del ventunesimo secolo vuole andare oltre, over the top.

Matteo Salvini durante il braccio di ferro con la nave "Diciotti".


Scende nelle piazze d'Italia, tutte le piazze, da quella di Pontida a quella di Taranto, da quella di Varese a quella di Crotone, da quella di Udine a quella di Lampedusa, è un trionfo ovunque vada; anche quei "puzzoni terremotati di napoletani" l'hanno accolto a braccia aperte e lui le ha aperte a loro, altro che liquefazione del sangue di San Gennaro, è Matteo Salvini 'o vero miracolo.

Matteo Salvini ed il suo manifesto a favore dei Partenopei


Infine le elezioni ed il governo di coalizione coi tanto odiati Grillini, quelli che si sono consumati gli occhi sui video che il Dibba (al secolo Alessandro Di Battista) pubblicava sui social circa la parassitaria natura di un uomo che non ha mai lavorato ma che ha "scroccato" quanto più ha potuto. Ora, ma solo per ora, è arrivata l'agognata poltrona, non quella che il Berlusca soleva regalare ai  dignitari della sua coalizione ma una poltrona vera, guadagnata, quella pesantissima che si trova al Viminale, quella da Ministro degli Interni, quella che gli conferisce la carica "Sceriffo d'Italia." Comincia da subito, punta il suo obbiettivo sugli immigrati; una volta erano i fannulloni del Sud, quelli che Scalfaro doveva regalare all'Africa. Ora gli immigrati sono gli africani, quelli veri, quelli che sbarcano dai ferry-boat delle ONG sul litorale italiano, quelli che il bulletto di Rignano si era accollato purché l'Italia sfondasse il tetto del famelico tre per cento e fare così regali e prebende per il suo tornaconto, sulle spalle degli italiani. Ma a Salvini non la si fa, lui è un condottiero mica un baubau miciomicio qualunque. Capitan Grancassa usa i migranti per la sua personalissima campagna elettorale che non è mai terminata. Ti blocco di qua, vai in Francia di la, chiudo i confini a Nord, rimpatrio i migranti a Sud, tutto purché aumenti il consenso, non quello della moribonda Lega ma quello suo, personale, affinché possa andare via come ministro e ritornare come premier o magari Papa, vista la sua delirante posizione cattolica.

Matteo Salvini durante il catechismo leghista


Ma "Roma la ladrona" non perdona è presenta un conto salatissimo al fracassatore di timpani seriale, un conto di quarantanove milioni di euro, frutto delle ruberie e truffe che i vecchi podestà del suo partito si sono insaccati, alle spalle degli italiani e dei sostenitori verdo-cornuti che alla fine, dopo un tradimento di tale dimensione, cornuti lo sono diventati per davvero.

La poltrona "Viminalizia" ora traballa, la magistratura attacca senza quartiere ed è intenzionata a fare giustizia sul serio, tanto che la bilancia della dea bendata è stata tirata a lucido. Se la Lega verrà riconosciuta colpevole dei reati ascritti, resterà senza il becco di un quattrino e sarà costretta a chiudere. Che batosta per il Capitan Grancassa, il suo futuro è tutto nelle mani della magistratura, l'incriminazione per sequestro di persona relativo al caso della nave Diciotti e l'incombente sentenza sulla frode elettorale. Ma nel frattempo la campagna elettorale e di consensi continua, l'hashtag #iostoconsalvini spopola sui social, si raccolgono fondi per pagare l'avvocato e si organizzano concerti sulla scia dell'immortale "Live Aid", solo che questa volta i fondi che verranno raccolti andranno nelle casse della Lega (non sarà una nuova truffa?).
I sondaggi ora danno la Lega primo partito d'Italia, superando gli stessi Grillini. A breve si voterà in Trentino Alto-Adige, per il rinnovo dei consigli delle due province autonome di Trento e Bolzano. A Bolzano, feudo nel vero senso del termine del duo SVP-PD, la Lega si propone al posto dell'oramai defunto PD, giusto per dare contiguità alla gestione politica più inetta e sconsiderata che il pianeta terra abbia mai visto, tre scimmie avrebbero fatto di meglio. Ma come, la Lega non diceva #primagliitaliani? Alla faccia della coerenza visto che l'SVP guidato dal lattoniere giurisprudenziato Kompatscher, ha calato la maschera asserendo che gli italiani sono incapaci!
Ma la Lega ha tutti i numeri per prendere il posto dei "comunisti col portafoglio a destra", tanto che pare che anche loro abbiano messo un "listino prezzi" sulle candidature alle provinciali. Se l'indiscrezione  apparsa sul quotidiano "Il corriere dell'Alto Adige" circa il costo di cinquemila euro per una posizione di favore nella lista dei candidati della Lega Altoatesina venisse confermata, altro che #primagliitagliani, qui si ripropone il vecchio hashtag #laLegatifrega.
Insomma tutto si riduce ad un "se con Salvini vuoi stare, il soldino devi sganciare", con buona pace di tutti gli italiani che hanno creduto alle grancassate di Salvini. P.s.: che vi resti ad imperitura memoria che Salvini, quello del cambiamento e della giustizia sociale, ha ricandidato e fatto rieleggere Umberto Bossi, quello che della truffa dei quarantanove milioni è stato ideatore, esecutore e fruitore. Ora grazie al senso di giustizia di Matteo, l'Umbert godrà dell'immunità parlamentare, e di tutte le condanne che gli hanno inflitto e/o che gli infliggeranno, se ne farà una emerita pippa. #IostoconSalvini? Meglio soli che #malaccompagnati.

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